Il libro del Maestro organista torinese considera la storia degli organi di questa chiesa, soffermandosi sul periodo della Riforma Ceciliana e della sua influenza sull’arte organaria nostrana
Con rigore scientifico e passione coinvolgente, il volume “Gli organi della chiesa di Sant’Agostino Vescovo in Torino” del M° Luca Massaglia si impone come uno dei contributi più solidi e documentati sulla storia organaria torinese degli ultimi anni.
Il libro, edito dall’Associazione “Giuseppe Serassi” di Guastalla, supera il centinaio di pagine e trae forza da anni di ricerche pazienti in archivi civili ed ecclesiastici, dall’Archivio di Stato e dall’Archivio Storico della Città di Torino fino agli archivi parrocchiali di Sant’Agostino e di San Giorgio Martire a Viola (CN). L’Autore, organista torinese, affronta ogni tema con una puntigliosità quasi filologica, restituendo non solo la storia degli strumenti, ma anche il contesto liturgico, artistico e urbano in cui essi sono nati e si sono trasformati.
Pur prendendo le mosse dall’attuale organo di Sant’Agostino, tra i più pregevoli della città, il volume si struttura come una vera monografia storica, articolata in capitoli che vanno dagli organi antichi di autori ignoti fino agli interventi contemporanei di restauro. L’analisi abbraccia l’organo di Giacomo Vegezzi‑Bossi, la Riforma Ceciliana e la figura di Carlo I Vegezzi‑Bossi, il trasferimento dello strumento a Viola, i restauri delle botteghe Brondino Vegezzi‑Bossi e Roberto Curletto, aprendo scorci significativi anche su presenze celebri come Puccini e Mozart “nei paraggi” della chiesa torinese.
Uno dei nuclei più densi del volume è la trattazione del periodo della Riforma Ceciliana e della sua influenza sull’arte organaria italiana, osservata dal M° Massaglia attraverso il prisma concreto del caso torinese. A questo si affianca un ampio riferimento ad Aristide Cavaillé‑Coll e alla scuola organistica francese, tema che l’Autore padroneggia grazie a studi pregressi culminati nella dissertazione “La Genesi della Scuola Organistica Francese”, qui messa a frutto per chiarire i nessi tra estetica sonora, pratica liturgica e cultura musicale europea.

Particolarmente prezioso, anche per studiosi e addetti ai lavori, è l’elenco ragionato degli organi costruiti a Torino da Felice Bossi, Giacomo Vegezzi‑Bossi e Carlo I Vegezzi‑Bossi, frutto di un censimento condotto su circa un centinaio di chiese torinesi dotate di organo a canne. Per ogni strumento non si indicano solo anno di costruzione e autore, ma anche le vicende successive, gli eventuali rimpiazzi e trasformazioni, permettendo di leggere la città come un vero atlante sonoro in continua evoluzione.
Il volume si chiude idealmente con un documento inedito su Ulisse Matthey, virtuoso torinese e già organista di Sant’Agostino, che aggiunge una dimensione biografica e umana alla trama storico‑tecnica del libro. L’impressione complessiva è quella di un lavoro che, pur rivolgendosi innanzitutto a musicologi, organisti, storici dell’arte sacra e operatori del restauro, sa offrire anche al lettore colto un percorso narrativo coerente, denso di dettagli ma sempre orientato a una comprensione profonda del rapporto tra strumenti, liturgia e città.
Il libro del M° Massaglia merita attenzione non solo come contributo specialistico, ma come tassello fondamentale per riscoprire una Torino meno visibile, fatta di cantorie, archivi e suoni che attraversano i secoli.

Luca Massaglia
Gli organi della chiesa di Sant’Agostino Vescovo in Torino
edizioni dell’Associazione “Giuseppe Serassi” di Guastalla (RE), pp. 124, 25,00 €
