Personaggi, avvenimenti, celebrazioni, avvenuti nei tempi passati sul territorio biellese, raccontati dagli autori nelle illustrate pagine della rivista
Il periodico trimestrale della “La Rivista Biellese“ – foto copertina – giunta al ventinovesimo anno della sua pubblicazione, riporta sempre argomenti riguardanti le varie tematiche, molte di queste non solo di interesse biellese.
Nelle ottanta pagine di questo numero : Tiziano Bozio Madè”Virginio Fava D’Albert alpino dell’Aosta”, muratore originario della frazione di Masseranga comune di Portula (Biella, visse la grande guerra fino agli ultimi giorni sul Grappa, ottenendo encomi e decorazioni Nelle sue memorie al fronte traspare la crudezza dei combattimenti e l’orgoglio patriottico.
Angelo Stefano Bessone “Il nastro di Oropa del 1865”, un raro manufatto, dedicato a Emanuele Filiberto Amedeo, principe di Carignano, principe di Carignano, illustra su seta vicende legate al santuario, nel pieno rispetto della tradizione eusebiana.
Matteo Negro,“Una nuova mantide, rischio per le autoctone”. Sergio Marucchi “Masserano, fucina di sacerdoti” centinaia furono i preti originari del paese, che dipende dalla diocesi di Vercelli. A favorire le vocazioni contribuì la presenza del Collegio dei canonici. Tra tanti uomini di chiesa qualche mela marcia.
Claudio Oddone, “La triste fine del Gallo Antico”. Posto accanto alla chiesa di San Cassiano in Riva, l’albergo fu demolito a fine anni Cinquanta per far posto a moderni condomìni, trasformando così l’aspetto della piazza.
Riccardo Quaglia, “Trent’anni per il Teatro Sociale”. L’impresario Enrico Baracchi, ex attore originario di Milano, portò a Biella tra le due guerre spettacoli di prosa e opere liriche di alta qualità.
Massimiliano Franco “L’eco di una dittatura”. All’indomani dell’omicidio di Matteotti, Biella vide gli ultimi episodi di reazione antifascista, soffocati da un resuscitato squadrismo.
Federico Zorio “I decorati di un decennio”, Caduti e non, furono un migliaio i soldati biellesi che ottennero onorificenze militari tra la campagna italo – turca e la grande Guerra .
Carlo Gavazzi, “un avvenimento accaduto ai giorni “Ho pescato un cinghiale”.
Domenico Arena “Il Biellese formato francobollo”. L’autore fa un excursus sui francobolli che le Poste italiane hanno dedicato al territorio biellese emettendo francobolli commemorativi : dalla mostra Nazionale delle Truppe Alpine del 1952 , a quello dedicato alla quinta incoronazione della Madonna di Oropa. Per la rubrica lo scaffale “Brusnengo e i suoi caduti nel libro di un giovane ricercatore.
Mina Novello “Il lungo viaggio del tonno”.
Chiude la rivista il tradizione appuntamento “I numeri” di Rocco Casella.
“Rivista Biellese “, aprile 2025, pp.80 ill. Biella , 2025,€6.00
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