Nel locale di piazza della Consolata, di fronte al Santuario caro ai torinesi
Piazza della Consolata è uno spettacolo per gli occhi, su qualunque lato si volgano gli occhi: il Santuario e il campanile; via Maria Adelaide si incunea nella città romana e medievale; vicolo della Consolata è stretto fra antichi palazzi; via della Consolata conserva un accattivante acciottolato con i binari. L’ultimo lato, volgendo le spalle alla chiesa, è forse il meno appariscente, ma non meno ricco di storia e spiritualità: oltre una serranda e una vetrina, si può accedere a un ambiente dei Missionari della Consolata, che introduce e permette di immergersi nel loro universo di carità e solidarietà.

Il piccolo locale è una sede storica, voluta dallo stesso S. Giuseppe Allamano fin dal 1905, in quanto desiderava che, proprio di fronte al Santuario di cui era rettore, fosse presente e visibile un ufficio missionario per l’Istituto da lui fondato, per evidenziare ai torinesi e valorizzare i contenuti di questa opera. Occorre ricordare che l’Allamano non andrà mai in missione, rimanendo sempre a Torino a presiedere ai suoi uffici e incarichi. Egli acquisisce quei locali, occupati dal 1875 dalla Erboristeria Serafino (che poi si sposterà nel negozio all’angolo con vicolo della Consolata, lasciato qualche anno fa, a favore di un luogo di ristorazione): all’inizio li prende in affitto, dal proprietario del palazzo di via della Consolata 12, l’Istituto Missioni Consolata li ha acquistati soltanto in seguito.

Questo ufficio, oggi trasformato rispetto a quei tempi, intende oggi proseguire nello spirito della Mostra dell’Immacolata che si teneva, come molti ricorderanno, sino a qualche anno fa, nella casa madre dei Missionari della Consolata di corso Francesco Ferrucci, con ingresso dalla via parallela e retrostante.
L’Associazione Amici della Consolata propone a tutti, credenti e non credenti, il lavoro dei Missionari e invita a visitare il suo locale di piazza della Consolata, in questo mese di dicembre. Come in passato e nel rispetto di quella tradizione, ogni anno il ricavato è destinato a un progetto: quest’anno si intitola “Va’ con Matteo”, per ricordare padre Andrea Pettinari, missionario in Costa d’Avorio, che ha perso la vita a soli 42 anni in un incidente; si sosterrà, quindi, la missione in quel Paese, che necessita di tanto, per aiutare e sostenere una realtà locale difficile e povera.
Riusciamo a collocare con precisione la Costa d’Avorio su una ideale cartina geografica dell’Africa? Forse… Iniziamo a dire che è stata colonia francese fino al 1960, ha beneficiato di una relativa crescita economica dopo l’affrancamento nazionale, cui è seguita una lunga siccità, come in tutta quella parte del “continente nero” che ha falcidiato l’economia e l’agricoltura. Una lunga guerra civile, inoltre, ha martoriato il Paese. Alcuni apparenti segni di sviluppo verso la modernità non sono stati accompagnati dalla crescita della società civile, che patisce ancora l’analfabetismo, scarse condizioni igieniche e sanitarie e la disagiata condizione femminile (ad esempio, una donna non può recarsi in una struttura sanitaria senza il consenso del marito).
In questo contesto, i Missionari della Consolata sono presenti nel sud della Costa d’Avorio, a maggioranza cristiana, dal 1996; dal 2001 anche nel nord, dove i cristiani rappresentano soltanto il 4% della popolazione.
Il progetto proposto si sviluppa nella missione di Dianra, nella diocesi di Odienné, nel centro pastorale di Sononzo (nomi che facciamo anche fatica a pronunciare). La comunità locale vorrebbe costruire una recinzione per tre motivi: tutelare i beni e le persone da pericoli esterni; difendere i terreni dalle invasioni di bestiame e animali selvatici; determinare i suoi confini e censire e registrare i fondi per la prima volta. Il contributo richiesto per questo progetto, attraverso l’acquisto di prodotti di fattura missionaria che saranno offerti al pubblico nel citato locale di piazza della Consolata, sarebbe un riconoscimento del lavoro fatto dalla missione e un piccolo aiuto per migliorarne le condizioni economiche, utile a dare un senso di stabilità alla comunità locale.

Per gli amanti della storia e dei percorsi storici, ricordo che la prima sede dei Missionari, chiamata “Consolatina”, si apre nell’allora corso Duca di Genova, mentre l’Allamano inizia la costruzione del complesso di corso via della Circonvallazione (oggi corso Francesco Ferrucci, al numero 14) dove, come detto, ha tuttora sede la casa madre.
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