In questo periodo di spiritualità “new-age” e di conoscenza esoterica, potrebbe essere utile per tutti conoscere i concetti di base provenienti e divulgati in ogni epoca dalle scuole dei misteri.
Nell’immagine Demetra dona al giovane Trittolemo uno stelo di grano, simbolo dell’umanità che apprende l’arte di lavorare la terra. Alle spalle del giovane sta Persefone, la figlia di Demetra rapita da Hades, che risale dagli inferi ogni anno. La gioia concessa a sua madre per il suo ritorno porta la primavera e l’estate. Il bassorilievo si riferisce ai piccoli misteri, quelli dell’eterno ritorno che erano tenuti segreti, ma ai quali ogni libero cittadino di Atene poteva accedere.
Cosa significano per noi questi concetti?
Iniziazione: Cosa si nasconde dietro questa parola, di cui si è tanto abusato? Quale relazione ha con la scoperta del mondo interiore dell’anima e dei suoi simboli? Si può giungere all’illuminazione senza un processo iniziatico?
L’illuminazione è un avvenimento grandioso nella vita di un essere umano, poiché cambia completamente la sua percezione della realtà. La sua natura stessa è definita come un “risveglio”, perché chi fa questa esperienza comprende e percepisce che fino a quel momento era stato profondamente addormentato.
Liberazione: La vita ordinaria è un circuito regolato dalla legge di causalità in modo implacabile. La nostra esistenza è perciò simboleggiata fin dall’antichità come un labirinto in cui, cercando l’uscita, ci perdiamo una volta dopo l’altra. Da questo labirinto possiamo liberarci attraverso un unico sentiero, che deve essere trovato con l’impiego di tutta la nostra intelligenza, sul fermo fondamento dell’iniziazione e nello stato di coscienza del risveglio.
Purificazione della coscienza: nella nostra coscienza è contenuto il nucleo essenziale della condizione umana, la coscienza di sé. Dalla coscienza di essere emana tutto ciò che è considerato specificamente umano, vale a dire: raziocinio, discernimento, libero arbitrio, creatività. Ognuno ha coscienza di se stesso, e questa coscienza ci porta a pensare che siamo quel che siamo e siamo come siamo. Questo definisce la nostra identità e questa identità è il risultato di un insieme di attributi che abbiamo accumulato durante la nostra vita.
Tutti questi attributi vengono però quasi totalmente dall’esterno del nostro essere, dal mondo esteriore e dai suoi condizionamenti. Per questo, fin dall’antichità è stato utilizzato l’aggettivo “illusorio” per descrivere la natura della personalità e la sua identità. Noi non sappiamo veramente ciò che siamo.
Le tre domande che la Voce della Saggezza presenta, dal remoto passato fino a oggi, a ogni essere umano che si avvicini al suo raggio d’azione – Chi sei? Da dove vieni? Dove vai? – non hanno perso nulla in quanto a validità e attualità, e continuano a esercitare una pressione molto intensa sulle nostre coscienze. Se vogliamo però parlare di iniziazione, di illuminazione e di liberazione, dobbiamo indubbiamente addentrarci nella natura stessa del sapere e del conoscere.
Come può una persona conoscere ciò che è vero, se non dispone di uno strumento adatto e in buono stato? Lo strumento adatto alla ricerca della verità è la nostra coscienza. La nostra coscienza è in grado di dare una risposta alle tre domande a cui accennavamo prima.
Dovete tenere conto che, quando parliamo di “coscienza”, non stiamo parlando della capacità razionale, della capacità di analisi secondo la logica, né dei meccanismi cerebrali che stanno dietro alla nostra capacità di esprimere pensieri con parole e frasi costruite secondo un determinato ordinamento logico. La ragione è solo uno dei componenti della coscienza, uno dei suoi strumenti, ma ve ne sono altri simili o anche di maggior importanza, come ad esempio la nostra vita dei sentimenti, i nostri desideri, aneliti, aspettative, paure ed emozioni, insomma, tutto quello che tocca la nostra sensibilità.
Ma neppure con la vita dei pensieri e dei sentimenti si chiude il circolo degli aspetti che affluiscono dalla coscienza.
La nostra forza di volontà, la sua fermezza e capacità di resistenza, ha anch’essa un’importanza decisiva nella costruzione della nostra coscienza, anche se in generale confondiamo con troppa facilità quello che vogliamo (volontà) con quello che desideriamo (sentimento).
In molte occasioni non sappiamo distinguere se quello che pensiamo è il risultato di un processo logico, razionale, o il risultato di un processo del desiderio o della volontà, che finiscono per distorcere la logica e imporsi alla ragione. È la ragione per cui, nei sistemi di iniziazione pitagorici, l’iniziazione era preceduta da una fase di “purificazione”. Questa purificazione è indispensabile affinché la nostra coscienza sia sufficientemente chiara, intensa e trasparente da poter guardare la Luce senza accecarsi. Il fine di questa purificazione è di renderci capaci di discernere chiaramente i processi che confluiscono nella formazione dei nostri stati di coscienza.
Questa fase di purificazione pone tre esigenze:
- L’eliminazione di tutti quegli elementi che perturbano o distorcono la coscienza, come il consumo di alcool e di altre droghe.
- L’osservazione serena della nostra vita interiore, cioè la vita dei nostri sentimenti, degli impulsi volitivi e dei pensieri, per constatare come influiscono nella formazione delle nostre opinioni, disposizioni e stati d’animo. Qui dobbiamo tenere particolarmente conto dell’influenza esercitata dalle nostre simpatie e antipatie.
- La formazione di un solido edificio etico, basato su principi spirituali, e la lotta per mantenersi integri all’interno di esso.
La liberazione deve perciò essere preceduta da un triplice processo, e questo triplice processo può essere definito dalle parole: purificazione, iniziazione e illuminazione. Ognuna di queste fasi conduce alla successiva e la rende possibile, ma la conquista di una non assicura il successo nella successiva.
Un’immagine aggiuntiva che può essere utile è la seguente: la purificazione può essere associata al concepimento, l’iniziazione alla gestazione, l’illuminazione alla nascita e la liberazione alla crescita e allo sviluppo di un essere adulto autonomo e libero.
La purificazione ci prepara affinché lo Spirito fecondi in noi il germe di un nuovo essere interiore. I Rosacroce classici parlavano della fecondazione del seme Gesù nel cuore: la Rosa del Cuore, il centro di forza latente dell’anima originale dell’uomo.
L’iniziazione è una gestazione e coincide con lo sviluppo di tutti gli organi che permetteranno a questo nuovo essere interiore di vivere, manifestarsi ed esprimersi.
L’illuminazione è il contatto diretto di questo nuovo Essere interiore con la Vita, è il suo respirare per la prima volta nel Soffio Divino, è l’uscire dal campo-madre ed entrare nel Mondo della Luce.
La liberazione è il processo attraverso cui questo Essere neonato cresce, si sviluppa e ottiene una capacità indipendente di portare avanti il suo piano di vita.
I tre processi trattano di cose ben connesse tra di loro, poiché sono le diverse tappe del cammino che conduce dall’uomo materiale terrestre all’uomo spirituale celeste, tappe che a nostro giudizio hanno una sequenza molto precisa. Dobbiamo però tener sempre presente che sapere non è la stessa cosa di conoscere e che non tutto quello che sappiamo è vero. Forse sotto questa luce possiamo comprendere meglio le famose parole di Socrate: «Tutto ciò che so è di non sapere», paradigma della posizione di un vero saggio.
Edizioni Lectorium Rosicrucianum
Scuola Internazionale della Rosacroce d’Oro
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