Ha esordito nel 2019, quasi per gioco, durante il periodo del Covid, riprendendo a usare le bombolette spray, impiegate da ragazzino per graffiti murali
A Torino, si è da poco conclusa la mostra personale del pittore Pasquale Filannino presso AD MAIORA ART, in via Santa Maria 4/C, nuova e interessante realtà nel panorama delle gallerie d’arte torinesi, scaturita dall’iniziativa di Alessio Torzi. Quando ho appreso che Alessio, oltre che gallerista e broker artistico, è anche artista materico gli ho rivolto alcune domande.

Quale è stato il suo percorso formativo?
Sono nato a Torino il 23 luglio 1984 e ho studiato per intraprendere il percorso dell’alberghiero nell’idea di intraprendere la strada di mio padre che lavora come cuoco da ormai non so quanti anni.
Non ho seguito nessun percorso artistico, sono autodidatta e penso che la mia creatività sia venuta fuori quando creavo i primi drink: mi piaceva creare abbinamenti di colore e sapore… creare in forme diverse, perché il drink si può sia bere che mangiare…
Poi, quasi per gioco, nel 2019, durante il periodo del Covid, ho ricominciato a usare le mie bombolette spray, quelle che da ragazzino impiegavo per graffiti murali non troppo artistici. Sempre per gioco mi sono ritrovato a Roma in via Margutta per la mia prima esposizione dal vivo… un’esperienza fantastica.

Quale tecnica preferisce?
Uso la “tecnica a sbalzo”, una tecnica materica, che prevede l’impiego di tessuti, ceramica, stucco, carta e colla vinilica per ottenere un rilievo che giustifica la definizione “a sbalzo”. La utilizzo per tutte le mie opere.

Ci sono stati momenti importanti nel suo percorso di artista?
Dopo l’esperienza romana, in via Margutta, ho esposto a Firenze in via dello Studio e a Mantova, al Museo diocesano “Francesco Gonzaga”.
Ho partecipato a parecchi concorsi di esposizione online fino ad arrivare a Monte-Carlo nel Principato di Monaco dove, nel settembre 2025, ho conseguito il Premio Biennale Oscar della creatività per la mia opera “Rose in the golden darkness”.
E da lì è nata la decisione di aprire la mia galleria d’arte, AD MAIORA ART SHOWROOM in via Santa Maria 4/C a Torino.

Si riconosce nelle parole di qualche critico d’arte?
Ho particolarmente gradito quanto scritto da Josè Van Roy Dalì, figlio di Salvador Dalì, a commento della mia opera “Africa”, esposta a Roma nel giugno 2024: «Alessio Torzi, ci presenta una composizione che si distingue per la sua audacia e la sua originalità, utilizzando la tecnica a sbalzo per creare un rilievo che emerge dalla tela con forza e presenza. Quest’opera ci invita a esplorare la profondità della materia e il simbolismo intrinseco che essa evoca. Il contrasto cromatico tra l’oro e il nero è di una potenza visiva straordinaria. L’oro, simbolo di ricchezza e luminosità, risplende contro il nero, che evoca mistero e profondità. Questa dualità di colori conferisce all’opera una qualità quasi rituale, suggerendo un senso di sacralità e di importanza storica e culturale.
Le pieghe e le increspature della superficie dorata creano un ritmo visivo che guida l’occhio dello spettatore lungo la figura, invitandolo a esplorare ogni dettaglio. Con la sua maestria tecnica e la sua visione artistica, Torzi offre un contributo significativo e stimolante all’arte contemporanea, rendendo omaggio a una delle culture più affascinanti del mondo».
Ricordo anche la motivazione dell’opera premiata all’Oscar della creatività 2025, a Monte-Carlo, dal titolo “Rose in the golden darkness”, scritta dalla dottoressa Rosanna Chetta: «La ricerca dell’artista si distingue per un linguaggio visivo fortemente materico e gestuale, dove la superficie dell’opera diventa campo di esplorazione tattile e cromatica. L’uso di texture tridimensionali e accostamenti tonali decisi rivela sensibilità per la tensione visiva e per il contrasto come strumento espressivo.
La sua produzione si configura come una riflessione sulla materia e sul segno, dove ogni intervento pittorico è carico di intenzione e densità simbolica collocandosi in una dimensione astratta, dove la forma non è descrittiva ma evocativa, capace di suggerire stati interiori e dinamiche emotive».

Quali progetti ha per il futuro?
Progetti del futuro… Aiutare artisti sconosciuti ad emergere e farsi conoscere, ma lavoro anche con artisti affermati, dove con loro imparo tanto… anche perché sono autodidatta…
Vivo la mia galleria con una frase che mi porta a non fermarmi “LIBERI DI CREARE… LIBERI DI VOLARE”…

Ma che orrore
L’arte non é x tutti…
Ma lascia spazio anche ai commenti degli ignoranti !
Questo commento ne é la prova!
Buongiorno Silvio, per fortuna non tutti capiscono l’arte. Si vede dal suo commento.
Alessio Torzi è non solo un artista creativo e talentuoso, ma è una persona di grandissimo spessore umano. Gli ho affidato le opere di mio figlio, in una delle ultime mostre organizzate nella sua galleria, dove tutto profuma di Bellezza. Mio figlio è un giovane artista, che vive una condizione di vita molto delicata ma quando ha conosciuto Alessio si è sentito a casa! La sua galleria è un posto dove regna il confronto, il desiderio di crescita, l’ amore per l’ arte, la gentilezza. Grazie Alessio per il tuo lavoro di ricerca e di condivisione artistica ❤️.