La Delegazione FAI di Torino ha aperto ai soci le porte di questa esclusiva struttura ricettiva
In una domenica di pioggia, il ritrovo è davanti all’hotel Principi di Piemonte, uno dei gioielli architettonici più raffinati di Torino, in qualche modo riparati da una appendice dei portici di via Roma. Questo edificio a torre è, con la Torre Littoria (ora grattacielo della Reale Mutua Assicurazioni), il secondo fulcro intorno al quale, negli Anni Trenta del Novecento, viene concepita la ricostruzione della nuova via Roma, l’antica Contrada Nuova, asse del primo ampliamento di Torino.

L’antica Contrada Nuova è stata ideata nel XVI secolo su progetto dell’architetto di Corte Ascanio Vitozzi (1) per volontà di Carlo Emanuele I. La strada era larga 10 metri e terminava all’altezza dell’attuale via Gramsci. Nel 1619 la via viene ampliata su progetto di Carlo di Castellamonte. L’ampliamento evidenzia una via e una piazza che assumono il valore di asse e di centro urbani: l’asse principale è la via Nuova (oggi via Roma) mentre il fulcro è la piazza Reale (oggi piazza San Carlo). Il nome “via Roma” arriva nel 1871, dedicato alla nuova capitale d’Italia.
Fino al 1931 via Roma è una strada di botteghe, laboratori artigianali e negozi, spesso con annessa residenza dei gestori delle attività. Il Piano di Risanamento del 1929, elaborato dall’Ufficio Tecnico del Comune di Torino, ne stabilisce la completa trasformazione: gli isolati che si affacciano sulla via vengono sventrati e ricostruiti. Di essa rimane un vago ricordo nel vicolo oggi intitolato a Eleonora Duse: https://civico20-news.it/cultura-e-spettacolo/la-torino-bianca-vista-e-narrata-da-ezio-marinoni-5/12/07/2025/
La realizzazione della nuova strada, che risulterà più larga, dotata di portici e con una funzione rivolta a un’utenza terziaria e residenziale, avviene in due fasi, tra il 1931 e il 1937. Nella prima fase vengono coinvolti numerosi progettisti per la realizzazione del tratto fra le piazze Castello e San Carlo; la strada si caratterizza con edifici in stile settecentesco, importanti testimonianze di architettura tardo eclettica e razionalista. Il secondo tratto della via, compreso tra la due citate piazze, è oggetto di un concorso bandito nel 1933, che non riesce tuttavia a individuare un vincitore. Il lavoro è così affidato al famoso architetto Marcello Piacentini, che definisce gli schemi di facciata sulla via, con i portici in stile razionalista e interviene direttamente nella progettazione di alcuni isolati (piazza San Carlo, via XX Settembre e via Arcivescovado). Questo progetto, al contrario del primo, fraziona gli isolati preesistenti e ritenuti troppo grandi: crea nuove vie e piazze, volumi più funzionali in cui rientra la realizzazione dell’albergo Principi di Piemonte. Ideato nel 1934 dall’architetto Vittorio Bonadè Bottino in stile razionalista, viene edificato l’anno seguente nell’area dell’ex isolato di Sant’Antonio da Padova, su un terreno di proprietà della Società SAEP (Società Anonima Edilizia Piemontese, del Gruppo Fiat), sotto la direzione lavori dello stesso Bonadè, progettista di fiducia della famiglia Agnelli, che ha realizzato le “torri” di Sestriere, poi riproposte a Sauze d’Oulx e a Marina di Massa.

L’albergo Principi di Piemonte viene inaugurato nel 1936, al numero 15 della attuale via Piero Gobetti, perpendicolare alla nuova via Roma porticata. La costruzione è un compatto monolite parallelepipedo, caratterizzato da un alto basamento in travertino sormontato da un corpo di otto piani con facciate sobrie rivestite in litoceramica. L’edificio è libero sui quattro lati, interventi di ristrutturazione e ammodernamento sono stati effettuati in occasione dei Giochi Olimpici Invernali 2006 di Torino.
All’interno del basamento trovano posto la hall, i saloni di rappresentanza e i locali di servizio al pubblico, fra i quali l’elegante ristorante “Casa Savoia”, il raffinato bar “Salotto dei Principi” e il centro benessere Alkemy S.p.A. Le camere, distribuite sugli otto piani sovrastanti, affacciano su un cavedio interno; i due piani sottostanti sono ipogei e si estendono sotto le vie circostanti dove sono ospitati locali di servizio e la vasta autorimessa.
L’arredamento, realizzato con la collaborazione dell’architetto Giovanni Chevalley e impreziosito da elementi di design contemporaneo di stile Art Déco, si pregia di mosaici artistici e raffinati lampadari.
Cento camere e suite sono a disposizione dei clienti, distribuite negli otto piani, presentano visioni panoramiche sul centro storico, sulla collina con la Basilica di Superga, sulla Mole Antonelliana o sulle Alpi. L’ingresso alle camere è dalla balconata che, sui quattro lati, si affaccia su un cortile interno coperto. Otto le tipologie di stanze, tra cui le camere superior, la camera deluxe e la junior suite.

La visita del FAI consente di visionare i livelli “A” e “B” dell’albergo e, per pochi minuti, la “camera presidenziale”, la 801 (DCCCI, nel rispetto della numerazione originaria dei locali), dove ha dormito anche Jannik Sinner durante i recenti ATP Finals di Torino.
Nel 2023, l’albergo è stato premiato dagli Ima Awards (2), come miglior luxury hotel per i viaggiatori d’affari; il riconoscimento ha tenuto conto dei servizi, della cura, dei dettagli e della comodità della sua posizione.

Note
1) Ad Ascanio Vitozzi si deve il primo assetto moderno di Torino e l’arrivo del barocco in Piemonte: ristruttura piazza Castello intervenendo sui portici e sul castello che diventa poi Palazzo Madama, progetta l’asse di via Roma (allora via Reale), disegna le chiese del Corpus Domini e del Monte dei Cappuccini e interviene a Palazzo Reale e nel Castello di Rivoli. Fuori Torino, fra i suoi interventi vanno segnalati il Santuario di Vicoforte e la chiesa della Trinità a Mondovì.
2) IMA Awards è stato il primo premio italiano dedicato al settore dei viaggi d’affari (business travel). Organizzato dalla casa editrice Newsteca, valorizza le eccellenze, le “best practice” e i manager del settore, assegnando riconoscimenti in una serata di gala per le migliori soluzioni di viaggio, hotel e mobilità aziendale.
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