La corona dei Borbone in mostra al Museo Accordi - Ometto
Arte e regalità nell’Europa del Settecento. Dal 21 febbraio al 22 marzo 2026
La Fondazione Accorsi-Ometto ospiterà per un mese, dal 21 febbraio al 22 marzo 2026, nella Sala delle Arti del Barocco, la corona di Re Carlo III di Borbone. Grazie alla nuova mostra prosegue e si rafforza una vocazione: la promozione della cultura e la divulgazione della conoscenza delle arti decorative, dell’eccellenza tecnica e della tradizione manifatturiera, un vanto italiano nel mondo.
La corona dei Borbone esposta è la riproduzione dell’originaria, commissionata nel 1732 dalla Regina di Spagna, Isabella Farnese, a un gruppo di orefici fiorentini.
Il Settecento è un’epoca d’oro per la manifattura, in un secolo in cui tutti guardano alla Francia e l’Italia dimostra ancora una volta la sua originalità, che affonda le radici nel nostro Rinascimento. E sarà proprio Carlo III a dare vita alle manifatture di Capodimonte.
Con questa corona Carlo di Borbone viene incoronato sovrano di Sicilia il 3 luglio 1735, nel Duomo di Palermo; divenuta simbolo dei regni di Carlo III e di Ferdinando IV di Borbone, se ne perdono le tracce nel 1799, quando viene imbarcata sulla nave Vanguard, ammiraglia della flotta di Horatio Nelson che trasporta preziosi da Napoli a Palermo.
Una storia tanto affascinante, con i suoi misteri e i personaggi che vi ruotano intorno, al punto da essere stata raccontata in un giallo: L’enigma della corona. Carlo III di Borbone e i diamanti Farnese di Annamaria Barbato Ricci e Ciro Paolillo (Gangemi Editore, 2023).
Il prezioso oggetto esposto al Museo Accorsi – Ometto è stato realizzato dal Centro Orafo Il Tarì, da sempre impegnato nell’organizzazione di eventi culturali e di mostre nell’ambito del gioiello e dell’oreficeria, con particolare attenzione alle tecniche lavorative susseguitesi nel corso dei secoli. La sua riproduzione è in argento dorato e pesa 1405 grammi; il diametro di base è di 20 cm, la sua altezza è di 19 cm; è decorata da oltre 300 pietre bianche cubic zirconia e da una grande ametista di taglio antico, che sostituisce l’originale “diamante viola Farnese” di 42 carati.
Accanto alla riproduzione della corona, sono esposti esempi di arte decorativa napoletana appartenenti alle collezioni del Museo ospitante: una coppia di doppieri in argento e un vassoio da parata in piquet tartarugato.
I doppieri sono stati eseguiti intorno al 1775 da un Francesco Tomaselli ancora poco noto. Briosi e asimmetrici, documentano il persistere di soluzioni ornamentali rococò nel gusto delle nobili casate napoletane, anche dopo l’avvio della stagione neoclassica.

Il vassoio da parata, invece, è stato quasi certamente realizzato nelle officine di Torre del Greco, donato da Papa Benedetto XIV Lambertini al Marchese Leopoldo del Carretto di Gorzegno e di Moncrivello: l’opera esprime l’altissimo livello qualitativo delle maestranze napoletane, educate a comunicare la regalità e in grado di reggere il confronto con le migliori manifatture europee.

Il Direttore del Museo Accorsi – Ometto, Luca Mana, al riguardo dichiara: « Esporre la riproduzione della corona di Carlo III rientra pienamente tra le competenze del nostro Museo, il cui compito statutario è fare cultura a tutto tondo e raccontare anche quello che non riguarda strettamente la storia e il panorama figurativo locale, piemontese. I visitatori avranno così modo di farsi un’idea dell’eccezionale livello raggiunto dagli artisti di corte della Napoli del Settecento, che seppero comunicare in una maniera del tutto unica l’avvento di una nuova dinastia, quella dei Borbone, dopo secoli di amministrazione spagnola e austriaca. »
Riguardo all’incoronazione regale, è bene ricordare che questo rito risale all’epoca delle monarchie sacrali (pensiamo al Sacro Romano Impero); quando una dinastia che aveva diritto di utilizzare tale cerimonia si estingueva (come accaduto ai Medici a Firenze), la titolarità non andava in successione dinastica. Ecco spiegato il mistero della perduta corona del Granducato di Toscana, che si credeva perduta ed è stata ritrovata durante una ricognizione nel sepolcro di Gian Gastone, ultimo esponente della casata, che si era fatto seppellire con essa. Anche in questo caso, la mostra al Museo Accorsi – Ometto recupera il senso della storia.
Per il suo significato e valore simbolico, la corona dei Borbone, dopo esser stata esposta alla Reggia di Caserta nel 2023, e ora al Museo Accorsi – Ometto di Torino, entrerà a far parte del Tesoro di San Gennaro.
Chi visiterà la mostra in questo periodo potrà ancora beneficiare della visione della scultura di ET, posizionato in cortile, realizzata dallo scultore Riccardo Cordero: https://civico20-news.it/cultura-e-spettacolo/oltre-il-barocco-nel-cortile-di-palazzo-accorsi-a-torino-e-arrivato-et/10/12/2025/
Inf@ per il pubblico
MUSEO DI ARTI DECORATIVE ACCORSI-OMETTO
Via Po 55 – Torino
Tel. +39 011 837 688 int. 3
info@fondazioneaccorsi-ometto.it
www.fondazioneaccorsi-ometto.it
Orari di apertura (escluso il lunedì):
Da martedì a venerdì 10-18; sabato e domenica 10-19. La biglietteria chiude mezz’ora prima.
È possibile ammirare la corona di Re Carlo III di Borbone con il biglietto d’ingresso del Museo (intero € 10,00/ridotto € 8,00 dagli 11 ai 26 anni, over 65, convenzioni). Per i possessori dell’Abbonamento Musei l’ingresso è gratuito.
Inf@ per la stampa
Cristina Giusio
Ufficio Stampa | 011 837 688 int. 5
c.giusio@fondazioneaccorsi-ometto.it
Credits Photo: Museo Accorsi – Ometto
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