Dal 23 al 26 dicembre 2025, nella Galleria Sottana della Chiesa di San Filippo Neri a Torino
In un’epoca in cui la fretta consuma anche le festività, c’è chi continua a coltivare la pazienza e la poesia dell’attesa. A Torino, l’artista Sandra Coluccia torna ad aprire al pubblico il suo universo di mini-presepi racchiusi in scrigni, con la mostra I Presepi nello Scrigno, allestita dal 23 al 26 dicembre 2025 presso la Galleria Sottana della Chiesa di San Filippo Neri (via Maria Vittoria 5, ore 10-19, ingresso libero)
Scrigni che nascono dal cuore
Così definisce i propri lavori la stessa Coluccia: “Ogni presepe è una piccola storia, un mondo contemplato e sognato, un luogo dove l’anima si ferma”.
Nelle sue mani, materiali umili – legno, cartapesta, stoffe, vetro, frammenti di oggetti trovati – si trasformano in narrazioni di luce e silenzio. Non ci sono riproduzioni seriali: ogni opera è un microcosmo unico, frutto di meditazione e sensibilità.
Le sue scene della Natività non si svolgono solo tra i pastori e le grotte, ma anche in paesaggi urbani, borghi, scorci di mare o minuscoli villaggi di montagna. Talvolta il Bambino nasce su una barca. È il simbolo di un Natale che attraversa il tempo, capace di manifestarsi ovunque ci sia un frammento di umanità.
Una vita dedicata alla bellezza silenziosa
Nata a Lecce nel 1947, Sandra Coluccia ha lavorato per molti anni come biologa in laboratori farmaceutici e universitari, ma la sua vera vocazione è sempre stata l’arte del presepe. Dal 1998 realizza i suoi “presepi in cassetta”, opere che negli anni hanno trovato spazio in numerose esposizioni torinesi e piemontesi: dalla Chiesa di San Rocco alla Cappella Anselmetti, fino a Palazzo Madama e al Museo Egizio. Nel 1999 ha ricevuto il Premio Speciale Verona con la motivazione: “In una cornice vivace e colorata, pulsante di vita, nasce in una grotta il Bambin Gesù. Il Presepe tradizionale si rimpicciolisce fino ad entrare in uno scrigno per essere conservato nel tempo”. Il suo stile coniuga la tradizione popolare e l’intuizione contemporanea. Alla Mostra dei 100 Presepi di Roma ottiene il riconoscimento: “Per aver rappresentato con poetica e toccante semplicità la sofferenza e la speranza che accompagnano l’emigrante nel suo viaggio verso l’ignoto”. Nel 2014 ha rappresentato Torino all’importante Mostra internazionale svoltasi a Colonia.
Come ha scritto il prof. Guido Curto, “nei presepi di Sandra Coluccia Cristo rinasce ogni volta che una madre, povera o ricca, accoglie un figlio in un mondo pieno di sofferenza”
Queste creazioni diventano così parabole visive di speranza, piccoli mondi dove la fede e l’arte si incontrano con un linguaggio universale.
Un messaggio per grandi e piccoli
Negli anni, Coluccia ha coinvolto anche bambini e scuole in laboratori creativi dedicati alla costruzione di presepi con materiali di recupero. Le sue esposizioni sono pensate per tutti: adulti, famiglie, curiosi e amanti dell’arte. Ogni scrigno invita a sostare, a guardare con lentezza, a riscoprire la dolcezza del Natale.
“Il presepe – ricorda l’artista – è un piccolo teatro del cuore. La luce che vi si accende è la stessa che ognuno di noi porta dentro.”
La mostra 2025
L’esposizione di quest’anno raccoglierà una selezione di opere storiche e nuove creazioni, esposte con cura scenografica nella Galleria Sottana di San Filippo Neri, un luogo carico di suggestione barocca.
L’evento, sostenuto dalla comunità parrocchiale di San Filippo, offrirà ai visitatori un itinerario di emozioni: scrigni illuminati, atmosfere intime, racconti di fede e di umanità.
Con la sua arte, Sandra Coluccia continua a ricordarci che il presepe non è solo memoria del passato, ma linguaggio vivo di speranza. In un piccolo spazio di legno, l’artista racchiude il senso stesso del Natale: la nascita del divino nel quotidiano, la bellezza del silenzio, la luce che si rinnova.
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