Dopo un accurato restauro, le tre grandi tele seicentesche sull’altare maggiore, ritrovano la loro collocazione originaria, restituendo alla città di Torino un gioiello barocco nel suo rinnovato splendore.
Nel cuore di Torino, a due passi da piazza Castello, la Cappella dei Mercanti è una gemma barocca spesso scoperta per caso dai visitatori. Varcata la soglia discreta di via Garibaldi, ci si trova improvvisamente immersi in un luogo di intensa suggestione, nato dalla devozione dei mercanti torinesi e dalla volontà di celebrare, attraverso l’arte, i valori della fede e del lavoro.
Fra le meraviglie che la Cappella custodisce, un ruolo centrale lo hanno i tre grandi dipinti collocati sulla parete dell’altare, opera di Andrea Pozzo, il genio gesuita che fu pittore, architetto e teorico della prospettiva. Si tratta della Natività con i pastori, dell’Adorazione dei Magi e della Fuga in Egitto, tre tele eseguite negli anni Novanta del Seicento che compongono una sorta di trittico scenografico: l’intera parete appare come un grande sipario narrativo che guida lo sguardo del fedele al centro dell’altare, mentre le architetture dipinte si integrano con quelle reali, in un gioco illusionistico tipico della mano di Pozzo.
Dopo secoli di esposizione e di inevitabili alterazioni cromatiche e fisiche, le tre tele hanno avuto necessità di un intervento di restauro accurato, che ha interessato sia i supporti sia le superfici pittoriche. I lavori hanno avuto come obiettivo la stabilizzazione dei materiali e la restituzione della leggibilità originale, senza mai cancellare le tracce del tempo.
Il restauro ha consentito di recuperare i toni caldi e luminosi che caratterizzano la pittura di Pozzo, la delicatezza dei chiaroscuri, l’intensità degli sguardi e la preziosità dei dettagli. Non si tratta soltanto di un intervento tecnico, ma di un atto di tutela che garantisce la sopravvivenza di opere fondamentali per la storia dell’arte barocca in Piemonte.
Nel mese di settembre 2025, le tre tele sono rientrate in Cappella dopo mesi di lavoro in laboratorio. Il rimontaggio ha richiesto competenza e attenzione: riportare le grandi tele nella loro collocazione originaria, dietro l’altare maggiore, non è stato un gesto meccanico, ma un vero e proprio rito, un ritorno al loro contesto naturale.
Il ritorno di queste opere offre l’occasione per rileggere l’intero ciclo pittorico della Cappella. Oltre a Pozzo, vi lavorarono artisti come Sebastiano Taricco, Luigi Vannier, Stefano Maria Legnani detto il Legnanino e Niccolò Carone, che tra il 1690 e il 1712 realizzarono un complesso programma iconografico dedicato all’Epifania.
Le pareti raccontano episodi come l’Annuncio dell’angelo ai Magi, il Viaggio verso Betlemme e la Strage degli innocenti, mentre la volta dipinta dal Legnanino apre lo spazio verso il Paradiso, popolato di profeti e sibille. Un insieme che trasforma la Cappella in una vera “sala teatrale della fede”, capace di stupire il visitatore con prospettive, effetti ottici e figure che sembrano muoversi nello spazio.
In questo contesto, i tre dipinti di Pozzo sull’altare rappresentano il cuore narrativo e spirituale: l’Incarnazione, l’Adorazione e la Fuga verso la salvezza.
Il rientro delle tele non è soltanto una buona notizia per gli storici dell’arte o per gli appassionati di storia. È soprattutto un dono alla città e ai visitatori, che possono nuovamente ammirare i capolavori nel loro contesto originale. La Cappella, infatti, vive grazie all’impegno fattivo della Pia Congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti di Torino, di cui sono onorato di far parte, proprietaria della Cappella e custode della sua storia plurisecolare, che continua a garantirne la tutela e l’apertura al pubblico con dedizione e senso di responsabilità civile.
Ogni restauro porta con sé una duplice valenza: da un lato, la conservazione del bene culturale; dall’altro, la capacità di riattivare l’attenzione della comunità attorno al proprio patrimonio. Il ritorno delle tele di Pozzo diventa allora l’occasione per ribadire l’importanza della tutela, ma anche per invitare torinesi e turisti a riscoprire questo scrigno prezioso.
Entrando oggi nella Cappella, gli occhi possono di nuovo posarsi sulle tre grandi tele, illuminate dalla luce che filtra dalle finestre laterali e che ne esalta la forza cromatica. Le scene sacre riprendono a dialogare con lo spazio architettonico, restituendo alla Cappella l’armonia originaria.
In un tempo in cui spesso il patrimonio artistico rischia di essere dimenticato, la notizia del ritorno di questi dipinti è un segnale positivo: l’arte, quando è curata e custodita, continua a parlare con la stessa intensità di secoli fa.
La Cappella dei Mercanti, con i suoi tesori e con il rinnovato splendore dei dipinti di Andrea Pozzo, merita di essere scoperta, contemplata e amata.
Filmato: Cappella dei Mercanti
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Fantastico racconto di come l’arte continua a vivere nei secoli . Grazie ai curatori di tanta bellezza.
Vittoria Tedta