Il giardino dei misteri: Bosch e l’arte visionaria
Il 3 febbraio alle ore 21,00, al Circolo dei Lettori di Torino, si terrà un incontro con Massimo Centini,
autore del nuovo libro “Hieronymus Bosch” della Diarkos, e Katia Bernacci, autrice de ‘I misteri del Medioevo’,
in una gustosa conferenza a cavallo tra arte e storia, organizzata da Yume edizioni.
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Nel pannello centrale del Giardino delle delizie, forse la sua opera più enigmatica, Bosch costruisce un paesaggio impossibile, dove l’umanità si abbandona a un piacere senza misura. Corpi nudi si intrecciano con frutti giganteschi, uccelli sovradimensionati, architetture organiche che sembrano crescere come funghi. Tutto è luminoso, seducente, ma attraversato da un’inquietudine sotterranea: la bellezza è fragile e ogni gesto sembra preludere a una caduta imminente. È un mondo sospeso tra paradiso e inganno, un sogno che già contiene il seme del suo dissolversi.
Eppure la vita di Hieronymus è poco conosciuta, le sue opere, spesso satiriche, sono controverse, anche perché l’autore sovente non le datava e non sono conservati i riferimenti dei committenti. L’artista, figlio di artisti, lavorava presumibilmente con aiutanti di bottega e poneva poca attenzione alla registrazione delle tappe della sua vita, concentrandosi invece su simboli, significati, fantasie bizzarre.
Di questo si parlerà il 3 febbraio al Circolo dei Lettori, durante la conferenza che vedrà come relatori Massimo Centini, autore di “Hieronymus Bosch” per Diarkos e Katia Bernacci, autrice, per lo stesso editore di “I misteri del Medioevo”. Entrambi i relatori sono giornalisti di Civico 20 news.
L’universo figurativo di Hieronymus Bosch prenderà forma, mentre si approfondiranno le radici medievali del suo lavoro.
Nei suoi dipinti, infatti, sopravvivono i bestiari medievali, con le loro creature ibride che incarnano vizi e paure collettive; la predicazione popolare, che trasformava il peccato in immagini vivide e memorabili; la teatralità delle sacre rappresentazioni, evidente nella costruzione scenica dei suoi pannelli; e l’intero repertorio dell’alchimia e della medicina tardo-medievale, da cui provengono strumenti, ampolle, organi e oggetti sospesi tra scienza, superstizione e magia. A tutto questo si intreccia l’immaginario escatologico, ossessionato dal destino dell’anima e dal giudizio finale.
I relatori cercheranno di analizzare la figura e le opere di questo incredibile artista, anche se per Bosch la realtà non è mai immediata: è un enigma da affrontare attraverso la visione, che mostra senza mostrare. E chissà se, grazie alla ricerca di Massimo Centini, non si riuscirà a far emergere dei lati sconosciuti del pittore, anche perché ogni volta che guardiamo un quadro di Bosch, scopriamo qualcosa che non avevamo visto prima. Questo è uno dei motivi per cui la sua opera, ancora oggi, riesce ad ispirare e costringe a pensare.
L’evento è organizzato da Yume edizioni. Prenotazione tassativa al Circolo dei Lettori.
