La bugia diventa chiave di lettura del presente nelle tele di Gianfranco Anastasi
Dal 14 al 18 giugno la sala Ilaria Alpi del Comune di San Mauro Torinese (Via Martiri della Libertà 150) ospita la nuova mostra personale del pittore torinese Gianfranco Anastasi, un percorso che affronta uno dei simboli più celebri della cultura italiana – Pinocchio – per trasformarlo in lente metafisica sul nostro rapporto con la verità.
Il titolo, “Il naso non a caso. Visioni metafisiche”, chiarisce subito l’intento: non un omaggio illustrativo al burattino di Collodi, ma un’indagine sul significato della bugia come elemento strutturale dell’esperienza umana.
Anastasi lavora da anni su questo tema, convinto che la menzogna sia un gesto universale, ambiguo, inevitabile. In una recente intervista apparsa sul nostro giornale, ricordava come la bugia possa essere strumento di difesa, manipolazione o persino cura, ma resti comunque un atto che modifica la realtà.

La scintilla originaria risale alla sua infanzia, quando la miniserie televisiva di Luigi Comencini “Le avventure di Pinocchio” gli rivelò un personaggio capace di incarnare fragilità, desiderio e contraddizione. Da adulto, Anastasi ha trasformato quella fascinazione in un linguaggio pittorico riconoscibile, dove il naso che cresce diventa metafora di tensioni interiori e responsabilità morali.
La mostra di San Mauro si inserisce in un percorso più ampio: tra maggio e giugno 2025, nella collettiva “Raccontarsi” curata da Monia Malinpensa, Anastasi aveva presentato cinque opere del progetto “Musical-Mente”, in cui figure iconiche della musica – Mina, Rino Gaetano, Lucio Dalla, Lucio Battisti, i Blues Brothers – venivano reinterpretate con sembianze pinocchiesche.
Un gioco di metamorfosi che rivelava quanto la bugia, l’identità e la maschera siano temi trasversali alla cultura pop.
La scelta di dedicare una personale a Pinocchio assume un valore particolare nel 2026, anno del bicentenario della nascita di Carlo Collodi (Firenze, 24 novembre 1826). Il romanzo “Le avventure di Pinocchio”, tradotto in 240 lingue, continua a essere un prisma attraverso cui leggere l’infanzia, la società e le sue contraddizioni.
Anastasi ne raccoglie l’eredità simbolica e la trasporta in un territorio più intimo, dove la metafisica non è fuga dal reale, ma modo per illuminarne le zone d’ombra.

All’interno della mostra, Sandra Febbo presenterà la collezione privata del pittore amatoriale Mario Bosso, scomparso alcuni anni fa. Le opere saranno messe in vendita e il ricavato sarà devoluto all’Associazione di Promozione Sociale MIMOLA APS, impegnata nel sostegno a famiglie con bambini e ragazzi con disabilità.
Un gesto che aggiunge alla riflessione sull’umano un ulteriore livello: quello della cura, della comunità, della responsabilità condivisa.
L’inaugurazione è prevista per domenica 14 giugno alle ore 18:00.
Chi visiterà la mostra troverà non solo un omaggio a Pinocchio, ma un percorso che interroga il nostro rapporto con la verità, con le maschere che indossiamo e con quelle che attribuiamo agli altri. Perché, come suggerisce Anastasi, la bugia non è un incidente: è un segno, un linguaggio, un modo di stare al mondo. E il naso che cresce non è solo un monito, ma un invito a guardare oltre.

