Chiesa di San Tommaso, Torino, da wikipedia
La “Torino bianca” vista e narrata da Ezio Marinoni
La storia di questa chiesa, a pochi passi da piazza Castello, parte da lontano. Circa un secolo dopo il loro arrivo a Torino, nel 1536, il convento dei Frati Minori è distrutto dagli occupanti francesi.
I religiosi entrano nel perimetro urbano, come scrive Giuseppe Isidoro Arneudo nel suo libro Torino sacra: illustrata nelle sue chiese, nei suoi monumenti religiosi, nelle sue reliquie, Giacomo Arneodo Editore, Torino, 1898, « (…) allogandosi nella Chiesa di San Paolo, oggi Basilica Magistrale, che ufficiarono per quattordici anni.
Luminose prove di benintesa carità, di abnegazione, di sacrifizio date dai Monaci nella desolantissima contingenza della terribile peste che, triste retaggio degli assedi e delle guerre, scoppiò nella nostra città, valsero al benemerito Ordine la stima o la gratitudine di ogni ceto di cittadini, tanto che lor si volle affidare la Chiesa e la cura parrocchiale dell’antico tempio di S. Tommaso. Questa Chiesa peraltro non tardò a parere insufficiente ai bisogni spirituali della popolazione del quartiere, la qual o era in continuo aumento. I Padri Francescani pensarono allora di sostituirla con altra più ampia e migliore. Col concorso di oblazioni di principi e di privati la Chiesa fu ben presto edificata, tanto che nel 1585, con l’intervento di tutte le Autorità cittadine, veniva solennemente inaugurata alla presenza del duca Carlo Emanuele I. La Chiesa venne consacrata poi nel 1621 da Mons. Marcantonio Vitia, vescovo di Vercelli. »
La storia della sua edificazione sarà ancora lunga e complessa.
Per oltre un secolo mancano la cupola e la facciata; alla fine del Seicento un terremoto danneggia molti edifici in Torino e distrugge il muro anteriore che chiude la chiesa e funge da facciata. Questa è l’occasione per erigerne una degna e coronare il luogo di culto con una cupola adeguata. I lavori si concludono finalmente nel 1703.
Con la nuova occupazione francese, si prospetta il primo rischio di demolizione; con l’ampliamento urbanistico di Torino il rischio è quasi certezza, se non fosse che un geniale architetto… Di nuovo l’Arneodo ci racconta queste successive vicende.
« Se non che questa Chiesa – perchè posta proprio nel centro della città – fu per novant’anni in pericolo di essere atterrata. Già nel 1806, sotto il Governo francese, fu presentato al Municipio un progetto di demolizione della Chiesa, del Convento o dell’intiero isolato di San Tommaso per dare aria e luce alle case circostanti, che veramente ne avevano bisogno, e, si può dire, che da quel tempo, quando per una ragione e quando per un pretesto, la esistenza della Chiesa fu sempre minacciata.
In questi ultimi dieci anni poi sembrava che la distruzione fosse inevitabile.
L’ ampliamento delle contigue vie, e più ancora l’ apertura della grandiosa nuova via Pietro Micca sembrava non potessero effettuarsi senza radere al suolo la Chiesa di San Tommaso. »
A salvare la chiesa da sicura distruzione è l’ingegno del Conte Carlo Ceppi, che riesce a convertire la chiesa dalla croce latina a quella greca, accorciandola ed allargandola per le esigenze della pubblica viabilità. »
Alcuni cenni sono dovuti al suo “salvatore” Carlo Ceppi, nato a Torino l’11 ottobre 1829, figlio del conte Lorenzo, magistrato nobilitato nel 1846, deputato e senatore, e di Cristina Giulia Ceroni, figlia dell’architetto Giuseppe Antonio. Il giovane Carlo studia con Carlo Promis (Torino, 1808 – 1873), laureandosi nel 1851 ingegnere idraulico e architetto civile. Fra le sue tante opere torinesi, ricordo la stazione di Porta Nuova (1866-68) in collaborazione con Alessandro Mazzucchetti (San Paolo Cervo, 22 luglio 1824 – Torino, 18 aprile 1894); la chiesa del Sacro Cuore di Maria (1884-89) e quella di San Gioacchino (1876-82); le case dell’impresa Bellia in via Pietro Micca (1894-98, con l’impiego precoce del cemento armato). Ceppi muore a Torino il 9 novembre 1921.
Come preziosa reliquia contenuta all’interno della chiesa di S. Tommaso, il 24 aprile si esponeva il corpo di San Vittorio martire. La tradizione vuole che sia stato un soldato romano che ha subito il martirio a Cesarea di Cappadocia, insieme a Polieuto e Donato. La Chiesa cattolica lo venera il 21 maggio: era presente nel Martirologio Geronimiano, che lo citava, nello stesso giorno, insieme agli altri due martiri Polieuto e Donato; da lì è passato nel Martirologio Romano, senza che si sappia altro della sua vita.
Ora possiamo entrare in chiesa, con la nostra preziosa guida, Torino sacra…, fra le mani.
« Fra gli altari decoranti la Chiesa, ragguardevolissimo quello dedicato a Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù (…)
Le altre due cappelle a destra sono dedicate a San Giuseppe ed alle Anime Purganti. A sinistra s’aprono gli altari di Sant’Antonio da Padova e dell’Immacolata Concezione. Un altro altare è ancora a dedicarsi. »
I sotterranei della chiesa, oggi non visibili al pubblico, ospitano parecchie sepolture illustri.
« Giacomo Rossignoli di Livorno, pittore di Emanuele Filiberto e di Carlo Emanuele I; il marchese Cristoforo de’ Zoppi, gran cancelliere (m. 1740) ; Claudio barone di Canon e di Rup, viaggiatore, morto ventitreenne nel 1689; Giorgio Tasnière di Besanzone, celebre incisore (m. 1704); sotto il campanile si seppellì la serva di Dio Angela Cateerina Lucia Bocchino vedova Rayna, morta nel 1768 in fama di santità. »
Oltre a queste antiche sepolture, nella chiesa di San Tommaso riposano altre figure spirituali torinesi e un sepolcro vuoto attende le spoglie di un terzo religioso.
Paolo Pio Perazzo, il “santo dei ferrovieri.”. A lato del binario 20 della stazione di Porta Nuova vi è la sua immagine, vicino alla cappella che si apre soltanto la domenica mattina, per la funzione. Nasce a Nizza Monferrato (Asti) il 5 luglio 1846. Nel 1871 è tra i primi soci del Circolo della Gioventù Cattolica ispirato al Beato Sebastiano Valfrè; in questo ambito, per sua iniziativa, hanno origine l’Opera delle Biblioteche Circolanti, gli oratori per il catechismo ai fanciulli e la Società degli Operai Cattolici. Una operosa esistenza da ferroviere, poi l’ingresso come Terziario nella Fraternità Francescana di S. Tommaso, che opera all’interno dell’omonima chiesa. Promotore dell’Adorazione quotidiana, fonda l’Arciconfraternita dell’Adorazione Quotidiana Universale Perpetua. Nel 1910 è tra i fondatori del primo sindacato cattolico dei ferrovieri, per i quali fa stampare il periodico “Il Direttissimo”. Convinto dell’importanza della ‘buona stampa’, collabora alla fondazione del settimanale “La Voce dell’Operaio” per diffondere i principi dell’enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII. Si spegne a Torino il 22 novembre 1911.

Fra’ Leopoldo. Al secolo, Luigi Musso, è un francescano dalle intuizioni profetiche, che vive nel convento di San Tommaso; nato a Terruggia (AL) il 30 gennaio 1850, trascorre oltre metà della sua vita a servizio di famiglie nobili, come cuoco e giardiniere. Nel 1900 arriva a Torino e diventa francescano, nel convento di San Tommaso. Ha l’incarico di diffondere i foglietti dell’Adorazione Quotidiana, ideata, sostenuta e diffusa dalle sorelle Teresa e Giuseppina Comoglio e dal ferroviere Paolo Pio Perazzo. In Fra’ Leopoldo si sviluppa la vena mistica, che sfocia nei dialoghi con il Crocofisso. Fra’ Leopoldo muore a Torino il 27 gennaio 1922.
Fratel Teodoreto, al secolo Giovanni Garberoglio, nasce a Vinchio (AT) il 9 febbraio 1871, arriva a Torino e si forma nell’ambiente della R.O.M.I. (Regia Opera Mendicità istruita), dal 1830 affidata ai Fratelli delle Scuole Cristiane, che ha sede nel complesso di Santa Pelagia. Nel 1912 incontra Fra’ Leopoldo, in quel connubio che si crea fra i due il francescano sarà l’ispiratore di Fratel Teodoreto, nella apertura delle Scuole Arti e Mestieri per i giovani e nella Unione Catechisti. Questo misterioso e, forse, non casuale incontro, genera un percorso di grandi realizzazioni nel campo della formazione umana, spirituale e religiosa. Nel merito, per un primo esame del loro rapporto, cfr. https://civico20-news.it/cronaca/voci-e-cose-dal-piemonte/13-maggio-1954-muore-a-torino-fratel-teodoreto-dei-fratelli-delle-scuole-cristiane/13/05/2024/
La tomba preparata per Fratel Teodoreto attende il suo arrivo dal Cimitero Monumentale di Torino.

Purtroppo, dopo la morte precoce del sacerdote che la officiava, questa chiesa è quasi sempre chiusa. Un dolore per i credenti e una mancanza per i torinesi, per i turisti e per gli studiosi; la difficoltà di accesso è un problema che oggi affligge molte chiese torinesi, non solo nel centro città, a causa della scarsità delle vocazioni e per il rischio di atti criminali, qualora non adeguatamente custodite: penso, con tristezza, alla infilata di chiese chiuse che contraddistingue spesso via Garibaldi.
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