Un volo a bassa quota sul passato di residenze storiche piemontesi, e uno sguardo su ciò che si deve preservare
Indagare sul futuro di villa Baker e la legislazione che potrebbe favorire il recupero degli edifici storici, ha messo in luce un certo numero di fabbricati dimenticati che hanno suscitato un plurimo interesse.
È interessante infatti l’iniziativa del Comitato Piemonte da salvare fondato nel 2021 e presieduto da Paola Meliga, impegnata in una nuova linea d’azione culturale, dedicata tra l’altro, a un censimento dei beni storici dimenticati. È dunque lecito auspicare una propositiva sinergia tra iniziative culturali di privati, organi di informazione e istituzioni, atta al recupero di beni storici in stato di abbandono disseminati sul territorio del Piemonte e non solo.
Uno di essi, già anticipato nell’articolo precedente è Villa Carpeneto e il suo gruppo di costruzioni annesse, che si trova nel centro del comune di La Loggia, in via Torino 13. La costruzione è soprannominata anche Villa Conchiglia a causa della sua caratteristica scala principale che vista dalla giusta angolazione, interpreta la bellezza assoluta della sezione aurea, che ripropone la forma di una conchiglia.
Le origini della Villa risalgono al XV–XVI secolo, quando La Loggia era un feudo tardomedievale, e la costruzione della stessa in modo arbitrario, divenne fonte di contenzioso tra Giacomo Darmelli, “signore” di La Loggia, e Ludovico di Savoia, principe d’Acaia, responsabile delle difese del regno. Inizialmente concepita come un castello, con il modificarsi di abitudini ed esigenze, come tante altre residenze piemontesi, l’antica fortezza è stata trasformata in villa neoclassica barocca tra il 1769 e il 1779.
L’aspetto attuale è il risultato di questa trasformazione che le ha conferito un disegno intriso di più spunti architettonici. La villa infatti, ha subito diverse trasformazioni, a seconda dei cambi di proprietà nel corso dei secoli, passando da famiglie nobili a privati.
Tra i vari proprietari della villa, spiccano rispettivamente: la famiglia Gerbaix de Sonnaz e il conte Theo Rossi di Montelera, prima di passare a una società svizzera nel 1959. Da allora, a oggi le notizie si disperdono tra nuove proprietà, retroterra della famiglia Galli, a cui appartiene il maestoso castello di La Loggia, e progetti di recupero ancora in divenire.
Di fatto, attualmente, senza altre notizie dell’ultima ora, per endemico paradosso legislativo scaricabarile, nonostante villa Carpeneto si sia guadagnata il riconoscimento di monumento nazionale, risulta disabitata e priva di arredi.
L’aspetto sinistro e inquietante di villa Carpeneto, sia nell’esteriorità che nello svolgimento della sua storia ricorda villa Baker di Torino. Anch’essa ha alimentato storie di fantasmi, dai quali sarebbe stata infestata, incrementando l’interesse degli appassionati di spiriti e leggende che si inoltrano nel fascino infinito dell’ultraterrena esistenza.
Luoghi abbandonati dalla memoria, ma potenziali icone su cui scrivere una nuova storia
La suggestione, un valore aggiunto che andrebbe a valorizzare ogni recupero di questo angolo di storia, in un momento in cui castelli & residenze storiche stanno riscoprendo un nuovo ruolo di luoghi destinati alla cultura, ad eventi evocativi, matrimoni e anniversari, percorsi turistici…
Momenti di allettante intrattenimento in luoghi coinvolgenti, ben restaurati e gestiti con avveduta saggezza legata al territorio e alla sua memoria storica.
Una serie di iniziative che escono di getto dagli impulsi di un vecchio architetto che bene vedrebbe la collaborazione tra questa testata e ogni iniziativa culturale quale quella del Comitato Piemonte da salvare.
Prossima indagine: La villa del maggiordomo, in quel di Cherasco.
Il redattore invita lettori ed enti interessati a contribuire con iniziative e commenti. Reagire si può.

Spettacolari gli interni … 🥺
avrei voluto inserirli, ma temevo di allungare troppo il pezzo. Mi fa molto piacere invece di avere stimolato la curiosità di andarli a cercare da parte dei lettori