Dal Gruppo IVECO in poi, gioielli in vendita per miliardi di euro
Dal 12 al 15 giugno 2025, in una convention tenuta presso gli storici capannoni delle Officine Grandi Riparazioni di Torino, site in Corso Castelfidardo 22, il gruppo IVECO celebrava il 50º anniversario della multinazionale di veicoli industriali, nata nella nostra città, con sede a Torino e stabilimento in Lungo Stura Lazio/viale Puglia.
Si è trattato del punto di arrivo dell’Iveco S-WAY-TOUR, un roadshow che dal 1º aprile 2025 presentava in Italia l’attività di marketing e le novità del gruppo. Una operazione di immagine carica di ottimismo e di programmi per un futuro di sviluppo e soprattutto, un futuro torinese e italiano.
L’evento veniva riportato su CIVICO20 NEWS con un articolo che descriveva il susseguirsi delle notizie perlopiù di prima mano in un articolo dal titolo: Alle OGR di Torino, i quattro giorni dell’IVECO per celebrare i 50 anni del Gruppo.
Il principale azionista e controllore del Gruppo IVECO, al tempo era la finanziaria Exor N.V. con oltre il 27% del capitale sociale, società di investimenti di proprietà della famiglia Agnelli-Elkann e che amministra il patrimonio ereditato dalla stirpe Agnelli.
Lo era, poiché con uno schiaffo a sorpresa che rinnegava l’ottimismo e le sensazioni suscitate in occasione del cinquantenario, il 30 luglio 2025, la dirigenza comunicava che il gruppo Industrial Vehicles Corporation, nato nel 1975, non era più italiano.
Un trauma addolcito da fatue rassicurazioni, riportato con dovuta attenzione su questa testata, il 5 agosto, con il seguente articolo: Il gruppo Iveco acquisito dalla indiana Tata Motors
Il 2025 si chiudeva con i rampolli Agnelli-Elkann che vendevano anche i gruppi editoriali di famiglia, una notizia di fine anno scivolata nel gorgo delle troppe, funeste e destabilizzanti cronache dell’anno appena lasciato alle nostre spalle.
Dopo Iveco, è toccato a La Stampa e a Repubblica. Gli Elkann si stanno vendendo un’immensa eredità storica italiana e soprattutto di Torino.
Lo shock è dilagato a macchia d’olio, Carlo de Benedetti ha insinuato: Elkann si vende i giornali per tener lontani i magistrati”. Disappunto del Governo e protesta da ogni sigla politica. Grande solidarietà dalle associazioni dei Giornalisti.
Nel settembre 2025, infatti, vi è stata una svolta nella vicenda che si rifà all’eredità della famiglia Agnelli, e che vedeva i fratelli Elkann indagati per dichiarazione falsa e truffa ai danni dello Stato per mancato pagamento della tassa di successione sul patrimonio della nonna Marella Caracciolo, morta nel 2019. Altre indagini riguardavano la gestione della Juventus da parte di John Elkann.
Questo ed altro sulle ceneri di quel che fu la Fiat e tutto il resto
Perciò, fare il punto su quanto gli Agnelli-Elkann abbiano ricavato dalle vendite dei prestigiosi lasciti di famiglia, è doveroso nei confronti di una perduta lungimiranza imprenditoriale fatta di investimenti, acquisti e appartenenza, rispetto a quello che sembra un fare cassa in un panorama che, nell’anno appena trascorso, è stato anche caratterizzato da deprimenti contenziosi legali “tra ricchi”, intorno all’enorme patrimonio Agnelli.
Un giallo milionario non esente da lati oscuri, che autorizza a collegare molte azioni della Exor N.V., la holding attraverso cui la famiglia Agnelli-Elkann detiene e gestisce i suoi investimenti globali (in Stellantis, Ferrari, Juventus, Philips, CNH e altri), e quindi, le vendite firmate John Elkann, che hanno fruttato un discreto malloppo.
Breve riassunto
Dunque, di seguito un dovuto riepilogo delle principali vendite o dismissioni di asset del patrimonio collegato alla famiglia Agnelli-Elkann nel 2025, con particolare riferimento alle operazioni in cui la holding Exor N.V ha monetizzato parti delle sue partecipazioni o ha ceduto intere società o altre attività.
- Vendita di una quota di Ferrari (febbraio 2025)
- Exor ha venduto circa il 4% delle azioni di Ferrari N.V. nel febbraio 2025, incassando circa 3 miliardi di euro.
- L’operazione è stata effettuata tramite una procedura accelerata di collocamento di azioni per riequilibrare il portafoglio e generare liquidità per future acquisizioni e un programma di buyback. (Reuters)
- Cessione di Iveco Group (estate 2025)
- Nel luglio-agosto 2025 la holding Exor ha completato la vendita di Iveco Group (storico produttore italiano di camion e mezzi commerciali) al gruppo Tata Motors.
- L’operazione ha portato nelle casse della holding circa 3,8 miliardi di euro per la divisione commercile e ulteriori circa 1,7 miliardi per la divisione Difesa ceduta a Leonardo. Complessivamente, quindi, le vendite legate a Iveco hanno generato oltre 5 miliardi di euro. (it)
- Cessione del Gruppo GEDI (dicembre 2025)
- A dicembre 2025 è stata confermata la vendita da parte di Exor del gruppo editoriale GEDI (che controlla quotidiani come La Repubblica e La Stampa, oltre alle radio Radio Deejay e Radio Capital) ad un gruppo greco (familia Kyriakou).
- Questa vendita segna l’uscita degli Agnelli-Elkann dall’editoria italiana diretta, con trasferimento delle testate all’estero o a gruppi non italiani. (L’Avvocato si rigirerà nella tomba).
Il totale indicativo ricavato da vendite nel 2025 si aggira su ~8 miliardi di euro o più in liquidità (escludendo cedole, dividendi e eventuali altre operazioni non di dominio pubblico).
Questi ricavi derivano da operazioni decise all’interno della strategia più ampia di razionalizzazione degli investimenti di Exor, che ha progressivamente ridotto l’esposizione in asset industriali e mediatici per concentrare risorse su nuovi settori e opportunità globali.
Dunque, è necessario ricordare che Exor N.V. è la holding principale attraverso cui la famiglia Agnelli-Elkann detiene e gestisce i suoi investimenti globali anche in Stellantis, Ferrari, Juventus, Philips, CNH e altri.
Nonostante le recenti cessioni, la famiglia mantiene il controllo di Exor: le quote e i diritti di voto non sono state ridotti al punto da compromettere l’influenza strategica della famiglia Agnelli-Elkann.
Dunque, ufficialmente le vendite sono parte di una strategia deliberata di diversificazione e gestione dei rischi, non di abbandono del controllo, dove il focus si sposta da asset storici legati al settore italiano verso settori globali e tecnologici (sanità, tecnologie avanzate, asset strategici a lungo termine.
Questo è quanto risulta dalle fonti ufficiali.
Inoltrandosi nella ricerca il panorama si amplia e l’orizzonte spazia dal futuro della Juventus delle scelte per Stellantis, fino alle vicissitudini interne alla famiglia Agnelli, intorno alla interessante, controversa eredità dell’Avvocato.
In conclusione
Se il lettore fosse interessato a un approfondimento su questi argomenti in prossimi articoli, sarà un piacere accontentarlo, previa una qualsiasi partecipazione con qualche opinione e gradito commento.
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La filantropia, l’abilità imprenditoriale e la lungimiranza economistica degli Elkann ci fa persino ricordare con struggente nostalgia il nonno avvocato, che a quest’ora sarà appeso nell’ufficio di san Pietro a fargli da ventilatore con il suo giramento di attributi.
Eh già! Le gireranno si a Giuanin a vedere questo scempio, si sono venduti tutto, ora anche i giornali , che tristezza per Torino
Non so quali possano essere le ragioni per cui un industriale debba vendere i suoi gioielli per riparare ad un danno economico dovuto a situazioni patrimoniali familiari. Già si era preso gli ultimi 2 miliardi dal governo Conte, sempre con la speranza di far continuare a dare lavoro a quella piccola parte di operai che restavano a pomigliano e Melfi. A pratica peligni si è chiusa la fabbrica dove nascevano i famosi ed indistruttibili motori Fire. Altro che figure con il duratech!!!! Nonno Giovanni starà dimenandosi nella tomba.
Rabbrividisco a pensare che gli utili di tutte queste “compravendite” appartengono anche ai cittadini italiani
Leggendo i commenti penso che l’Avvocato abbia dato il meglio di se e ora si raccoglie cosa lui ha anche seminato