“Potere al Popolo” continua la sua “missione” grottesca volta a “lavare il cervello” dei Venezuelani che descrivono Chavez e Maduro quali dittatori e criminali.

Si continua a parlare della situazione politica in Venezuela dal momento che, in Italia, esiste una sparuta e risibile minoranza, denominata “Potere al Popolo”, che dice cose inascoltabili e che si permette di spiegare agli esuli venezuelani come mai in 27 anni la Comunità Internazionale ha permesso a due criminali come Chavez e Maduro di soggiogare una intera popolazione.
Siamo nell’ambito del ridicolo e, questa volta, lo “statista fuori contesto” è il portavoce di “Potere al Popolo”, Giuliano Granato. Un soggetto sempre presente nei salotti televisivi che parla di diritti dei lavoratori, di salari da fame, ma poi difende un criminale come Maduro, prendendosela con Donald Trump.

In una discutibilissima manifestazione dal titolo “Giù le mani dal Venezuela! Maduro libero”, tenutasi nei pressi del Consolato Americano di Napoli, Granato ha avuto uno scontro verbale con due esuli venezuelani che – a differenza sua – hanno patito la fame per colpa di Nicolás Maduro e Hugo Chavez.
Uno dei due esuli venezuelani – poi preso a spintoni dagli attivisti di “Potere al Popolo” – ha detto ai microfoni dei colleghi di “Local Team”: “Ho vissuto il regime di Chavez. Facevamo le file lunghe ore per andare a prendere da mangiare. Questa gente è veramente staccata dalla realtà secondo me”.
A segnalarci la cosa un nostro affezionato lettore che ci segue dalla Regione Campania e che – suo malgrado – è abituato alle “buffonate politiche” dei “compagni” di “Potere al Popolo”, sulle orme di Giuliano Granato.
Granato, parlando con “Local Team”, ha avuto il coraggio di dire: “La protesta è contro gli Stati Uniti che hanno prodotto un’aggressione illegittima e criminale contro il Venezuela, in violazione di ogni norma del diritto internazionale”.

A detta dello “statista” Granato, gli Stati Uniti “si nascondono dietro la scusa del narcotraffico; la verità la sanno tutti: l’obiettivo di Trump e degli Stati Uniti è impossessarsi nuovamente del petrolio del Venezuela e delle risorse minerarie del Venezuela”.
Ci chiediamo – e glielo hanno chiesto anche i due esuli venezuelani – dove erano Giuliano Granato e gli anacronistici attivisti di “Potere al Popolo” quando Chavez e Maduro affamavano il Popolo Venezuelano e reprimevano gli oppositori nel sangue.
In quel caso il diritto internazionale non era violato? E i diritti umani dov’erano quando Granato partecipava ai congressi del partito di Maduro nel 2017 e nel 2019?

Ma Granato insiste: “Ci sono dittatori in tutto il mondo. Il motivo vero non è questo. Nel 2002 c’è stato un colpo di stato contro Chavez che aveva vinto legittimamente e legalmente le elezioni e c’è stato un golpe. Il motivo reale dell’attacco statunitense non è la democrazia ma è cercare di impossessarsi delle risorse venezuelane”.
Giuliano Granato è noto – specie per le sue esternazioni nelle trasmissioni di Paolo Del Debbio – per essere un “signor so tutto io” e non riesce ad avere confronti civili con chi dissente dalle sue fantasiose narrazioni.
Sbraita, si accalora, gesticola, fa “sceneggiate napoletane” per cercare di sviare l’attenzione dell’uditorio dal nulla che proferisce con la bocca.
Un esule venezuelano gli ha detto: “Tu appoggi un regime, non è legittimo, sono elezioni truccate, Amnesty parla di diritti umani violati”. Granato non solo non è stato a sentire ma controbatteva, parlava sopra, alzava il tono della voce.
I “compagni” sono così: se non dici quello che vogliono loro ti portano a dirlo o, se no, ti riservano il “gentile” trattamento toccato in sorte a Sergio Ramelli.
Una cosa è palese: chi non la pensa come “Potere al Popolo” è ideologizzato, disinformato, ignorante, … Loro hanno la verità infusa e gli atri sono tutti poveri e inetti sprovveduti.
La vicenda è assai grottesca perché siamo al punto in cui un soggetto come Aimone Spinola – militante della CGIL, organizzazione che da sindacato sta diventando partito di opposizione al Governo Meloni – a Genova, si è permesso di attaccare “un gruppo di Venezuelani che hanno assaggiato nelle ossa lo spirito democratico di Maduro tanto difeso dalla sinistra”.
Il collega Vito Massimano, “l’Opinione delle Libertà”, tiene a precisare che “Sembrava quasi di sentire gli ideologi comunisti degli anni Settanta davanti alle fabbriche, quelli che erano figli di papà ma volevano ugualmente insegnare agli operari la lotta di classe e il proletariato. Gente a cui probabilmente la classe operaia faceva talmente schifo da pretendere di guidarla come un utile gregge di pecore. E così il nostro Aimone odia a tal punto il fascista Trump, odia a tal punto l’Occidente, odia a tal punto chi si mette sulla strada dei Kompagni da voler insegnare il Venezuela ai Venezuelani”.

Aimone Spinola, Giuliano Granato, Marta Collot, una becera sinistra che scende nelle piazze per aizzare la folla contro il Governo legittimamente eletto ma, poi, si lamenta se Donald Trump rovescia un Governo non eletto, illegittimo, dittatoriale e sanguinario.
Marta Collot, giusto per rinfrescare la memoria dei lettori, è colei che – in una trasmissione di “Rete 4” – disse che i militari del NORM Carabinieri di Milano erano gli autori dell’omicidio di Ramy Elgaml.
Intanto a Giuliano Granato andrebbe detto che ieri, a Cuneo, in Piemonte, dinanzi al Palazzo della Prefettura, erano presenti una dozzina di “compagni” per cantare “solidarietà al dittatore Maduro”.
Dodici persone! Dodici soggetti per cui provare compassione. Dodici attivisti che hanno sollevato ilarità tra quanti credono la politica sia una cosa seria e non una cafonata.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
