11 Ottobre 2026

8 thoughts on “Il gruppo Iveco acquisito dalla indiana Tata Motors”

  1. Spero proprio che la storia non si ripeta perché, chi ha lavorato in Aspera, non può dimenticare i cartelli Embraco sparsi in tutta l’azienda con la scritta “la visione del futuro ” e non rabbrividire davvero a leggere che l’Iveco diventa indiana

  2. Architetto,hai scritto bene Tu in questo articolo che condivido totalmente.
    Alcuni giorni fa passando dalla curva delle 100 lire in lungo stura lazio ci si accorgeva della fila dei tir che attendevano l entrata allo scarico merci di iveco , e allora tra me e me mi dicevo.. però questa si che è ancora una fabbrica Italiana che ..funziona ..a ..Torino.
    ahimè tutto …cancellato.. ,
    Ora direi che della.. Fiat ..non ci sono che i…ricordi..
    Che tristezza…
    Ahimè

    1. oltre alla tristezza c’è anche un qualcosa che offende da ogni punto cardinale sia a causa delle dichiarazioni di continuità esternate solo un mese fa in un clima massonico di malcelata segretezza, oltretutto conservata dagli stessi dipendenti “di un certo livello” che si accorgeranno tardi di essersi impallinati da soli, riceveranno offerte o ricchissima buonuscita o chissà cosa, ma a mio parere ne porteranno segni interiori

  3. Il livello di certa imprenditoria è sconfortante. Da una politica che non fa altro che azzuffarsi e dove la meritocrazia non brilla, non ci si può aspettare che disattenzione o interventi di facciata.

  4. Ciao Architetto, che aggiungere ad un’analisi non faziosa come questa. Mi vengono in mente le mille Boite, lo scrivo maiuscolo perché se lo meritano, sparse in Torino perse per sempre. Ogni portone ospitava una o più aziende, che sostenevano le richieste Fiat e di un intero ciclo produttivo, centinaia e centinaia di persone capaci nel loro lavoro, mani esperte. Sono triste

    1. proprio così, i torinesi come noi lo sanno, in ogni cortile c’era un’azienda, oggi silenzio! Ecco perché siamo tristi, lo sentivamo vicino a noi il fermento della città, questo e altro. E pensare che c’erano scioperi, la gente si lamentava perché c’era lavoro!

  5. Penso che Elkann, da buon figlio di buona mamma (essendo Ebreo lo si può definire solo in via matrilineare…) ebrea, appena ha visto i soldi ha subito preferito guadagnare qualcosa, dopo gli esborsi (per gli avvocati e il Fisco) da 850 mln per la causa familiare/ testamentaria. Dimenticando i 3 miliardi avuti da Conte pochi anni fa e tutti gli altri nel corso degli anni, altro che manovra finanziaria….Dispiace per gli operai, per il vanto Italiano di possedere una fabbrica così importante di camion, di altro depauperismo economico in casa. E’ inutile controbattere, è l’EU che lo vuole, siamo fatti fuori da tutti, soprattutto dal fuoco amico. Dispiace per le generazioni future, anche se so che non se ne fregano proprio, pensano di poter guadagnare senza costruire nulla e, così facendo, non si potrà andar lontano. Si salvi chi può

    1. in pratica è così. Il sottoscritto, da torinese poi, quando passava in lungo stura Lazio dove c’è l’Iveco (2 km da casa) fin da ragazzo godeva nel vedere le file di grossi camion (allora erano mezzi ottimi), pronti per la consegna.. Adesso invece vorrei concludere con un ultimo, amaro commento: “forse non è un male, gli indiani finalmente torneranno a costruirli come si deve!

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