Torino e il Piemonte lunedì 31 marzo all’Archivio di Stato ospitano una rete capillare di Musei e Archivi che raccontano – spesso con allestimenti estremamente coinvolgenti – la storia di imprese che ancora oggi rendono la nostra regione uno dei territori più solidamente innervati da strutture produttive di livello internazionale.
Un percorso attraverso il Piemonte che connette idealmente alcuni dei marchi più iconici del Made in Italy: da Lavazza a Martini & Rossi, da Borsalino a Fiat, da Penne Aurora a Olivetti alla Ferrania che per decenni è stata la pellicola con cui sono stati realizzati capolavori del cinema italiano. E ancora: l’industria tessile biellese, TIM e Italgas che con le loro reti hanno modernizzato il nostro Paese; il comparto bancario-assicurativo, centrale nella storia di Torino, rappresentato da Museo Archivio Reale Mutua, Museo del Risparmio di Banca Intesa San Paolo, Archivio storico della Compagnia di San Paolo; mentre la Camera di commercio di Torino illustrerà l’attività di digitalizzazione dei marchi storici.
I musei presenti sono solo una piccola parte delle istituzioni attive in tutto il territorio regionale. Una vitalità dimostrata, ad esempio, dall’arrivo del nuovissimo MOCA, il “Museo omegnese del casalingo” inaugurato giusto in tempo per partecipare al convegno, che espone la storia degli oggetti – prodotti dal territorio – che hanno resa più bella e più comoda la vita domestica degli italiani: dalla caffettiera Bialetti alla pentola Lagostina.
Questo “ipermuseo” diffuso, costituito dall’insieme dei Musei d’impresa in Piemonte, consente di disegnare itinerari molto personalizzati: da un percorso iconografico che spazia dai bozzetti di Mario Sironi per la Fiat 1900 alla pubblicità di “Carmencita e il Caballero” gli innamorati del Caffè Paulista o alle celeberrime “Figurine Lavazza”; dalla “Dama Bianca” di Marcello Dudovich che spicca nella splendida collezione di manifesti pubblicitari per il Vermouth Martini, al cappello preferito di Federico Fellini o di Robert Redford, l’unico tanto iconico da essersi guadagnato il titolo di un film: Borsalino. Si può seguire un corso di calligrafia all’Officina della Scrittura di Aurora Penne o giocare insieme ai piccoli Arco e Iris che con i quattrini risparmiati nel loro salvadanaio si regalano una gita in Brasile raccontata dal Museo del Risparmio di Intesa San Paolo.
Questa rete museale può oggi aggiungersi alle altre leve dello sviluppo territoriale, dialogando con un pubblico che potrà ampliarsi a livello nazionale e internazionale, anche grazie al circuito di “turismo industriale” che sta progettando la Regione Piemonte con Visit Piemonte. Uno dei panel del convegno è infatti dedicato all’area Torino Nord, che vede la presenza di Museo Lavazza, Heritage Liquigas, Officina della Scrittura di Aurora, Archivio Storico TIM, fino al Museo della Chimica di Settimo Torinese, a cui probabilmente in futuro si aggiungerà una parte della Manifattura Tabacchi trasformata in sede degli archivi di stato.
Da un museo all’altro scorre sotto i nostri occhi l’Italia in trasformazione, la produzione di oggetti e beni di consumo, lo sviluppo e le crisi dell’economia, i cambiamenti della vita quotidiana: gli arredi delle nostre case (dai telefoni a muro agli elettrodomestici alle macchine da scrivere Olivetti); le automobili che abbiamo guidato e quelle che ci siamo limitati a sognare; i sapori che hanno dato gusto alle giornate: un vermouth Martini o una tazzina di caffè Lavazza (al Museo Lavazza un’installazione ne fa sentire gli aromi).
“I Musei d’impresa conservano le tracce di tutta la storia del Novecento: i drammi della guerra (all’Archivio Storico TIM, ad esempio, si possono leggere le intercettazioni del comando tedesco che le telefoniste passavano al CLN); le pratiche per la requisizione delle proprietà degli ebrei, tra cui imprese e studi professionali, custodite nell’Archivio storico della Compagnia di San Paolo e conservate dalla Fondazione 1563; i conflitti sociali (il Museo FIAT ricostruisce le lotte operaie a partire dagli anni Venti attraverso i volantini distribuiti ai cancelli della fabbrica); e anche i nuovi riti di massa della modernità, come la polizza che il Giro d’Italia stipula con Reale Mutua assicurandosi per un milione se cadevano più di due millimetri di pioggia durante la tappa del 22 maggio 1958. Mentre l’Associazione Archivio Storico Olivetti ci riporta all’origine stessa del concetto di “cultura d’impresa” commenta Sergio Toffetti.
I Musei d’impresa, mettendo in mostra la storia della produzione industriale, raccontano anche i rapporti sociali e l’evoluzione dell’immaginario che continua fino a oggi, attraverso i documentari, i romanzi, i premi come “Biella Letteratura e Industria”, il lavoro di ricerca dell’università, le nuove forme di “emersione degli archivi” create da Promemoria, e attraverso gli stessi allestimenti museali – di cui parlerà, tra altri, l’Architetto Benedetto Camerana – che nascono come ulteriore forma di narrazione della storia e del mito dell’Era Industriale: basti pensare alla museografia di produzioni iconiche come l’automobile e il cinema.
Perché pensare un museo d’impresa significa trasformare la storia del lavoro in memoria per le nuove generazioni, per poi rilanciare la memoria sedimentata in nuova progettualità per il futuro.
Lunedì 31 marzo ore 9.00
SALUTI ISTITUZIONALI
Sergio Toffetti, curatore
Laura Fornara, segretario generale Fondazione 1563
Dario Gallina, presidente Camera di Commercio di Torino
Marco Gay, presidente Unione Industriali di Torino
Giovanni Rossetti, presidente ISMEL – Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali
Marzia Dina Pontone, soprintendente – Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e Valle d’Aosta
Stefano Benedetto, direttore Archivio di Stato di Torino
Ore 9.30
LA MEMORIA DELL’IMPRESA COME VALORIZZAZIONE TERRITORIALE: IL CASO TORINO NORD
Coordinatore: Stefano Benedetto, Gli Archivi alla Manifattura Tabacchi
Marzia Dina Pontone e Fina Ippolito
La tutela degli archivi d’impresa in Piemonte: storia, territorio e buone pratiche
Marco Amato, direttore Museo Lavazza
Generare valore per il territorio: il Museo Lavazza
Katia Corvino, responsabile Heritage Lab Italgas
La trasformazione Digitale del corporate Heritage: il modello Heritage Lab Italgas
Cesare Verona, presidente Aurora Penne – Officina della Scrittura, Settimo Torinese
Alessandra Marinacci, Brand Director Gruppo TIM
L’Archivio Telecom
Alessandro Zanon, direttore Visit Piemonte
Turismo industriale in Piemonte: nuove prospettive
Elena Piastra, Sindaca Settimo Torinese
Mu-CH. Il Museo della Chimica
Michela Favaro, Vice Sindaca Comune di Torino
Ore 11.30 Coffee break
Ore 12.00
I MUSEI AZIENDALI: TRA STRATEGIA DI CORPORATE, MEMORIA E RACCONTO DELL’IMPRESA
Coordinatore: Stefano Musso, già professore di Storia del Lavoro e dell’Impresa, Università di Torino
Andrea Montorio, Amministratore delegato, Promemoria Group
Archivio, dunque sono
Paolo Verri, direttore generale Fondazione Mondadori
Il futuro della memoria
Marco Barberis, CEO Punto Rec Studios
Reale, digitale, memoria, contemporaneità
Daniele Bettella, Heritage Studio
Dall’archivio all’App Borsalino Museum
Mariangela Gasparetto, direzione Premio Biella Letteratura e Industria
Raccontare il lavoro che cambia: il Premio Biella tra letteratura e impresa
Giorgio Caponetti, scrittore
Riccardo Gualino, un imprenditore vulcanico
Ore 13.30 – Lunch
Ore 14.30
MITI DEL NOVECENTO NEL NUOVO MILLENNIO: L’AUTOMOBILE E IL MUSEO
Coordinatore: Sergio Toffetti
Lorenza Bravetta, direttrice MAUTO Museo Nazionale dell’Automobile “Giovanni Agnelli” e Maurizio Torchio, Centro Storico Fiat, MAUTO
Centro Storico Fiat: aprirsi alla città
Arch. Benedetto Camerana, presidente Museo dell’Automobile
Architetture per l’Automobile. Il ridisegno del Museo Storico Alfa Romeo di Arese e il Museo Ferrari di Maranello
Massimo Arvat, produttore Zenit Arti Audiovisive
Raccontare l’impresa tra sogno e realtà.
Ore 15.30
ARCHIVI E MUSEI D’IMPRESA IN PIEMONTE
Coordinatore: Diego Robotti, direttore Ismel – Progettare il futuro con gli archivi e i musei d’impresa
Leonardo Manetta, Archivio Storico Martini & Rossi
Heritage e turismo d’impresa nella dimensione locale e globale
Danilo Craveia, archivista
Non di sola moda. Gli archivi biellesi, un tessuto d’eccellenza
Gaetano Di Tondo, Presidente Associazione Archivio Storico Olivetti
Olivetti, una storia d’innovazione
Giovanna Paladino, Direttore e Curatore Museo del Risparmio, Banca Intesa San Paolo
Come fare educazione evitando il conflitto d’interesse
Ester Tornavacca, Museo Archivio Reale Mutua
Da protezione ad accoglienza
Mariangela Ravasenga, Camera di commercio di Torino
MATOSTO. La collezione dei marchi storici digitalizzati
Alberto Poletti, direttore Fondazione PARCO
Il nuovo MOCA Museo Omegnese del Casalingo. La creatività di un territorio
Stella Circosta, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura
Custodire e valorizzare: l’archivio storico di Compagnia di San Paolo
Ore 17.30 Coffee Break
Ore 18.00
MITI DEL NOVECENTO NEL NUOVO MILLENNIO: IL CINEMA E IL MUSEO
Coordinatore: Sergio Toffetti
Donata Pesenti, museologa del cinema
Il cinema e il museo
Mauro Genovese, coordinatore Archivio Storico Museo Nazionale del Cinema
L’archivista di cinema tra tecnica e sensibilità
Alessandro Bechis, direttore Ferrania Film Museum
Dalla pellicola italiana all’archivio antropologico
Elena Testa, Archivio Nazionale Cinema d’Impresa
Il cinema come memoria dell’impresa
Enrica Viola, regista
Raccontare il Novecento con le immagini d’archivio
Simone Venturini, Università degli Studi di Udine
Il patrimonio cinematografico nei musei scientifici e industriali
Giulia Carluccio, Università degli Studi di Torino
Per una nuova museografia del cinema
ismel.it/industriasimostra Ingresso libero fino a esaurimento posti
Per informazioni: segreteria@ismel.it
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