Da Predappio a Milano, migliaia di italiani, rendono omaggio a Benito Mussolini e ai Caduti della Repubblica Sociale Italiana, in occasione dell’anniversario della Marcia su Roma.

Questa mattina, nel Comune di Predappio, provincia di Forlì-Cesena, si è tenuta una cerimonia sentita e partecipata presso la Cripta Mussolini, in memoria della Marcia su Roma tenutasi il 28 ottobre 1922, in seguito alla quale re Vittorio Emanuele III conferì a Benito Mussolini l’incarico di Capo del Governo.
I colleghi di “SkyTG24” parlano di oltre mille partecipanti anche se, secondo la Questura di Forlì-Cesena, si può parlare di settecento persone.
La Redazione Cronaca di “SkyTG24”, che era presente presso il Cimitero di San Cassiano, ove hanno riposo le spoglie del Duce, precisa che “davanti alla cripta del Duce sono tornati, dopo anni, i saluti romani”.
Va detto che – come ogni anno – le pronipoti di Benito Mussolini hanno chiesto che il “Presente” fosse accompagnato da una mano sul cuore. I partecipanti, o perlomeno molti di loro, hanno però preferito tendere il braccio verso l’alto com’era in uso durante il Ventennio e com’è nella tradizione della destra sociale italiana.

Vera novità è stata la presenza del movimento politico “Forza Nuova” e del suo fondatore, on. Roberto Fiore, che, dopo aver parlato con il personale della DIGOS presente in loco, ha deciso di non prender pare alla camminata tra il paese e la Cripta Mussolini.
La Questura di Forlì-Cesena ha mandato il personale “con mini telecamere per filmare e documentare tutto”. Scelta saggia che serve a creare materiale probatorio da fornire alla Procura della Repubblica in caso di contraddittorio giudiziario o di accuse temerarie da parte dei soliti contestatori che vogliono impedire la commemorazione dei defunti.
Da quanto dicono – e filmano – i colleghi di “SkyTG24” possiamo dire che il pellegrinaggio “da Predappio al cimitero, si è svolto in modo tranquillo, senza episodi particolari”.

Il movimento politico “Forza Nuova”, presente per rendere omaggio allo statista forlivese che ha guidato l’Italia in uno dei suoi periodi più gloriosi, non ha mostrato insegne, simboli, bandiere o slogan cosiddetti “provocatori”.
Come immaginabile il colore più presente è stato il nero. Molti partecipanti erano in blue jeans e diversi presenti avevano il basco amaranto ottenuto durante il servizio militare nella Brigata Paracadutisti “Folgore”.
In ossequio alla tradizione consolidata, presso la Cripta Mussolini c’erano i Labari degli Arditi, delle Associazioni Combattentistiche, d’Arma, diverse famiglie e anche un buon numero di bambini. Diverse anche le donne presenti perché la memoria non conosce genere.

In un video molto ben fatto, la Redazione Cronaca di “SkyTG24” racconta che, nello stesso arco temporale, a Milano, presso il Campo X, “si è tenuta la cerimonia di Commemorazione dei Caduti della Repubblica Sociale Italiana”.
Anche nel capoluogo lombardo “numerosi militanti hanno omaggiato i propri Caduti esibendo il saluto romano” com’è tradizione, come avrebbe fatto piacere ai tanti Caduti lì tumulati.
Anche a Milano – così come a Predappio – gli organizzatori hanno chiesto ai presenti di non elevare il braccio durante il “Rito del Presente” ma, forti della sentenza della Suprema Corte di Cassazione, i partecipanti hanno ritenuto opportuno fare il saluto romano.
La Suprema Corte di Cassazione, infatti, nel 2024, ha stabilito che “il saluto romano non è reato di per sé, ma lo diventa quando sussiste il concreto pericolo di ricostituzione del Partito Fascista”.
E’ chiaro a tutti – ed infatti la DIGOS della Questura di Milano non è intervenuta – che commemorare dei Caduti, omaggiare dei defunti, non configura “un pericolo di riorganizzazione del Fascismo, come previsto dalla Legge Scelba”.
Siccome né a San Cassiano, né al Campo X del Cimitero di Milano si è tentata la ricostituzione del disciolto Partito Fascista “il gesto in sé non costituisce reato”, per buona pace dei vari contestatori di Sinistra che, incapaci di parlar d’altro, cercano sempre lo spauracchio del Fascismo per avere un po’ di spazio, per ottenere un po’ di visibilità.

La Redazione milanese de “La Repubblica”, ha scritto: “Bandiere tricolori, squilli funebri di tromba e vessilli dei reduci dei combattenti di Salò per la commemorazione dei caduti organizzata dalle associazioni neofasciste nel Campo X del cimitero Maggiore di Milano”.
Tutto si è svolto in serenità, pace e tranquillità. Se tutte le manifestazioni fossero così pacifiche, rispettose e composte, non si assisterebbe alle scene viste ad Alba, Roma e Torino, dove la Polizia ha dovuto usare idranti e manganelli per rendere inoffensivi i manifestanti della Sinistra pro-Palestina.
