Polizia di Stato e Vigili del Fuoco hanno ricevuto la visita del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che li ha ringraziati per l’operato e l’azione.
L’Anno del Signore 2026 inizia con un bel messaggio del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che si è recato presso le strutture logistico-organizzative del Viminale per omaggiare il personale che vi lavora.

E’ lo stesso Ministro Piantedosi a dire: “ho visitato il Centro Operativo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Sala “Situazioni” del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e la “Batteria” del Viminale”.
E’ molto importante che il titolare di un Dicastero si rechi in visita al personale in forza presso la Pubblica Amministrazione per omaggiarlo e ringraziarlo per quanto quotidianamente svolge a servizio della Nazione.
Le citate entità visitate dal Ministro dell’Interno sono “strutture diverse per funzioni e competenze, ma unite da un unico filo conduttore: la capacità di monitorare il territorio e coordinare interventi complessi a tutela della collettività”.
E’ interessante che Matteo Piantedosi sia stato lì perché si tratta di spazi, spesso lontani dai riflettori, ove “si lavora senza sosta per prevenire rischi, gestire crisi e garantire sicurezza e soccorso, mettendo a sistema informazioni, professionalità e tecnologie avanzate”.
Gli italiani, spesso, danno per scontato quanto avviene nel Sistema Sicurezza del nostro Paese. Si crede che tutto piova dal cielo e ci si dimentica di considerare che dietro ad un’azione di polizia c’è pianificazione, studio, controllo, valutazione. L’intervento è l’ultimo anello di una catena lunga e complessa.
Per questo è degna di considerazione la chiosa del Ministro Piantedosi: “Con questa visita ho voluto ringraziare tutte le donne e gli uomini che ogni giorno, anche nei festivi, con disciplina, professionalità e spirito di servizio, operano al servizio dei cittadini. A tutti loro e ai loro familiari i miei auguri per il nuovo anno”.
Il Governo Italiano, con a capo il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, sta lavorando molto sul fronte della sicurezza.
Tanti rimpatri di immigrati irregolari sul suolo nazionale sono stati attuati. Molti arresti di pericolosi criminali sono stati compiuti. Diverse operazioni antiterrorismo sono andate a buon fine.
C’è ancora da fare? Ovviamente sì.
Il Governo Meloni ha iniziato ad attuare quanto aveva promesso quando era all’opposizione del Governo di Giuseppe Conte.
Nel contesto della sicurezza c’è ancora molto da fare perché la criminalità, in Italia, per via del lassismo dei precedenti Esecutivi, ha messo solide e profonde radici che sono difficili da recidere.

Matteo Piantedosi, per molti anni Prefetto a servizio dello Stato, ha le specifiche competenze per fare un po’ di “pulizia” in un Paese affastellato di manigoldi, delinquenti e banditi. Il problema risiede in una parte non trascurabile di Magistratura che tutto fa per “mettere i bastoni tra le ruote” all’Esecutivo.
Il caso dell’Imam di Torino, Mohamed Shanin, fa scuola. Il Governo Meloni lo aveva tradotto in un CPR per poi rimandarlo in Egitto.
La Corte d’Appello di Caltanissetta ha stabilito che non si può procedere “all’allontanamento immediato dall’Italia di Mohamed Shahin, imam di Torino colpito da un provvedimento di espulsione del Ministro Matteo Piantedosi”.
L’intromissione continua che taluni magistrati fanno nel campo peculiare della politica è sempre meno accettata dal Popolo italiano che, infatti, si stanno sempre più stringendo attorno ai membri dell’Esecutivo.
Nei prossimi mesi gli italiani saranno chiamati ad esprimersi su un primo passo nella Riforma della Giustizia.

La separazione delle carriere dei giudici è, per l’appunto, il primo metro di una lunga maratona che porterà la politica a limitare le ingerenze continue e perentorie delle “toghe rosse” da sempre impegnate nello smontare l’operato dei Governi di Destra.
Tantissimi italiani sono stanchi di vedere che il Governo investe sulle Forze dell’Ordine e la Magistratura lascia i delinquenti a “piede libero”; che il Governo aumenta i reati e l’opposizione se ne lamenta; che il Governo assume migliaia di Agenti di Polizia Penitenziaria e “Radicali Italiani” piagnucola che serve meno carcere e più alternativa alla detenzione.
Ancora una volta – specialmente il primo giorno del nuovo anno – è necessario ribadire che “o si sta con le Forze dell’Ordine, o si sta con i maranza, le baby gang, gli spacciatori, l’immigrazione criminale”.
In questo 2026 gli italiani, ma specialmente la politica, dovranno scegliere da che parte stare.

È proprio necessario fare chiarezza perché succede che se i magistrati rilasciano chi dovrebbe invece essere ristretto, chi è di sinistra automaticamente diventa un difensore del criminale. Deve finire questa schizofrenia.
Cara Margherita, hai detto bene: “chi è di sinistra automaticamente diventa un difensore del criminale”.
Abbiamo visto i fatti del Corvetto a Milano, della Scuola “Armando Diaz” a Genova, del Centro Sociale “Askatasuna” a Torino, …
Il criminale è il nuovo “vitello d’oro” di certa sinistra che – siccome non ha un programma valido ed attuabile – punta su galeotti e banditi per un sostegno elettorale futuro.