Pedopornografia e perversione tra i preti. Il parroco di Castelcovati, don Jordan Coraglia, è agli arresti domiciliari.

Nell’edizione delle 19:30 di questa sera, 14 maggio 2025, il “TGR Lombardia”, ha dato la notizia dell’arresto del parroco di Castelcovati, don Jordan Coraglia, dopo che sono scaturite “foto compromettenti sui social e sul suo telefono”.
Il Vescovo della Diocesi di Brescia, monsignor Pierantonio Tremolada, ha comunicato che, dopo la perquisizione disposta dalla Procura della Repubblica di Brescia, la chiesa bresciana ha sospeso da ogni incarico don Jordan che, ora, si trova “agli arresti domiciliari con l’accusa di materiale pedopornografico”.
Gli ottimi colleghi di “Brescia Oggi” specificano: “Appassionato di calcio, organizzatore di tornei tra i giovani in oratorio, il sacerdote arrestato con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico che lo stesso prete ha ammesso, era stato anche presidente della Nazionale italiana sacerdoti di calcio, di cui è stato fondatore”.
La Diocesi di Brescia tiene a far sapere che nessuno dei “giovani in oratorio” ha subito avances o molestie. Ed è già importante che don Jordan abbia ammesso di avere materiale pedopornografico in suo possesso.

Sempre i colleghi di “Brescia Oggi” ricordano come “il 17 agosto del 2019, dopo la partita vinta 4-1 con le guardie svizzere, incontrò con la squadra Papa Bergoglio in Piazza San Pietro e gli regalò la maglia n.6 della nazionale sacerdoti con la scritta Francesco sulle spalle. “Delle volte dite messa o no?”, chiese scherzando il papa”.
Notizie come questa fanno rabbrividire.
Jorge Mario Bergoglio è stato incensato dal mainstream dell’informazione per la sua presunta “lotta alla pedofilia” nella Chiesa. Peccato, però, che l’ultimo Pontefice ad essere intervenuto con potenza e fermezza sulla questione fu Benedetto XVI.
Nella chiesa del “todos, todos, todos” targata Bergoglio questi casi sono avvenuti, sono continuati e, non di rado, sono stati inascoltati dalla Santa Sede.

Non possiamo dimenticare le parole di monsignor Carlo Maria Viganò che ha detto, con estremo coraggio, come Bergoglio si è circondato di “pervertiti molestatori e di corrotti ricattabili”.
Non possiamo ignorare che Bergoglio ha fatto un intervento a difesa del Vescovo di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana, che ha insabbiato i fatti di un abuso arrivando, addirittura, ad offrire del denaro alla famiglia del ragazzo abusato.
Robert Francis Prevost, Leone XIV, si trova alla “prova del 9”. Come interverrà nei confronti di don Jordan Coraglia? Lo scomunicherà? Lo ridurrà allo stato laicale?
E che posizione prenderà nei confronti di monsignor Pierantonio Tremolada visto che, da inizio 2025, è il secondo caso che accade nella Diocesi di Brescia?

La paura che molti Cattolici hanno è che si proceda, come succedeva nella “chiesa bergogliana”, a promozioni e incarichi di rilievo, nonostante l’orrido peccato contro i bambini.
La maggior parte dei Cattolici vorrebbe si applicasse alla lettera il Vangelo, nel quale Gesù dice: “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! E’ inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!” (Matteo 18:6-7).
Non c’è altro da aggiungere.

È nauseante che sia così diffusa la pedofilia tra i preti; troppi pedofili, omosessualità nei seminari, balletti verdi a gruppi di uomini consacrati, che celebrano la Messa in unione con falsi papi, offendendo la S.Trinità. E tutti che ancora si affannano a minimizzare. Ormai sappiamo che c’è poco da minimizzare. C’è una tale corruzione! Anche quelli che non hanno mai praticato queste attività MA NON DENUNCIANO SONO COLPEVOLI!!!! Nei tribunali i complici di mafia non sono giudicati innocenti, ma complici!!! C’è bisogno di PURIFICAZIONE!!