Orban contro l’Europa. Meloni e Tajani mugugnano, mentre Salvini gongola.
A “bocce ferme”, ma in pieno dibattito politico, siamo a fare alcune riflessioni sulla visita che il Primo Ministro ungherese, Viktor Orban, ha fatto nei giorni scorsi in Italia.

Da Palazzo Chigi, sede del Governo Italiano, fanno sapere che il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e Viktor Orban hanno dialogato al fine di “mettere a fuoco le prospettive delle relazioni bilaterali e di avere uno scambio di vedute sui principali temi dell’attualità internazionale, con particolare riferimento alla situazione in Ucraina, agli sviluppi in Medio Oriente e all’agenda europea”.
Sull’ultimo punto, ossia quello dell’agenda europea, ci sono state frizioni non da poco soprattutto perché, dopo aver incontrato il Premier Meloni, il Primo Ministro magiaro è andato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ad incontrare il suo amico Matteo Salvini.
Con Giorgia Meloni, il Premier Orban non si è “sbottonato” più di tanto ma è rimasto sul general generico. Sa bene che Giorgia Meloni, “Fratelli d’Italia”, è piuttosto allineata a Ursula Von der Leyen, nascondendosi dietro ad un demagogico: “se vuoi cambiare l’Europa devi farlo dall’interno”.

Con Matteo Salvini, invece, ha parlato con più chiarezza, franchezza, schiettezza e dialettica patriottica. Su “X”, infatti, ha dichiarato: “E’ sempre bello essere in compagnia di un patriota! Colloqui produttivi oggi a Roma con il mio amico Matteo Salvini. Uniti nel nostro impegno a difendere le nostre Nazioni e a costruire un’Europa forte di Stati Sovrani”.
Giorgia Meloni e il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, europeista nelle midolla, non hanno gradito affatto questo incontro.
Hanno sentito la “lesa maestà” nei loro confronti. Il leader della “Lega”, infatti, non ha nascosto la sua soddisfazione nell’incontrare il Patriota Orban e ha lasciato trapelare che sulla politica estera hanno idee assai simili.
Molto più freddo il post che il Primo Ministro ungherese ha scritto a seguito dell’incontro con il Capo del Governo italiano: “E’ stato un piacere incontrarmi con il Primo Ministro Giorgia Meloni a Roma. Abbiamo parlato della guerra, della difficile economia europea, dei prezzi dell’energia e dell’immigrazione. Uniti, forti, difenderemo le nostre Nazioni”.

Assai contrariato Antonio Tajani, “Forza Italia”, che, per celare la sua irritazione ha dichiarato: “L’Italia favorisce una migrazione legale e integra coloro che arrivano nel nostro Paese, per lavorare nel rispetto delle regole”.
Per sminuire l’incontro tra Matteo Salvini e Viktor Orban, Tajaini si è recato in un Istituto Italiano di Cultura dove ha dichiarato: “E’ in corso una lezione di italiano per un gruppo di lavoratori senegalesi che verranno presto a lavorare in Italia. Quindi conoscendo bene la nostra lingua si inseriranno meglio nelle imprese dove andranno a lavorare. Mi ha detto la professoressa che sono molto bravi, quindi allora possiamo anche fare loro un applauso perché sono dei bravi studenti”.
L’Italia è sempre meno competitiva, i nostri giovani faticano ad inserirsi nel mondo del lavoro con contratti a tempo indeterminato.
Ciò nonostante, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, pienamente allineato al “Partito Popolare Europeo” e a Ursula Von der Leyen, incensa i senegalesi e fa di tutto per far sbarcare nuova manodopera che, come abbiamo visto, danneggia quella autoctona.
Nell’Esecutivo ci sono frizioni non da poco. Presto si dovrà varare la Manovra Finanziaria 2026 e, con questi scherni da asilo, sarà un cammino tutto in salita.
Viktor Orban, con la sua cordiale visita, ha messo un po’ di pepe all’interno dell’Esecutivo, dimostrando che Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani sono un po’ come i “parenti serpenti” di venerata memoria.
Come sempre, com’è doveroso quando si fa cronaca, attendiamo gli sviluppi politici dopo i “botta e risposta” a distanza degli ultimi giorni. I leader dei partiti del Centrodestra di Governo sono in un momento di fibrillazione politica.
Riusciranno a seppellire l’ascia di guerra o hanno in serbo colpi bassi alla prima occasione utile?
