L'Editoriale della Domenica di CIVICO20NEWS © tutti i diritti riservati - elaborazione grafica Èlater
I satanassi MadDonald e Netangaz hanno scoperchiato quel vasone pandorato pandemoniaco del Medioriente, gli infuriati pasdaran e ayatollah (ahia!) contrattaccano da Hormuz, quindi la cara benzina già schizza alle stelle e le borse giù alle stalle (e chìssene, del referendum?!…)
Quei satanassi della White House si son religiosamente riuniti in raccoglimento nello Studio Ovale a pregare gli idoli Marte e Mammona; il Board of Peace e il Premio Nobel per la Pace in pectore MadDonald, a imitazione della mitica fanciulla del poema esiodeo, hanno quindi imprudentemente determinato di scoperchiare il vasone pandorato pandemoniaco mediorientale, sguinzagliando i mastini della guerra e – al gladiatorio grido di battaglia di Massimo Decimo – han scatenato l’inferno!
In un amen, ecco che, imbrigliato dall’israeliana Stella-di-Davide, lo stellestrisciante Aquilotto americano ha attaccato il “Regno del Male” dei nerovestiti ayatollah (ahia!), accoppando il cattivissimo Ali Kahmenei (presto sostituito dal figliolo Mojtaba, poi forse crepato pure lui), grazie al provvidenziale ausilio della piattaforma di intelligence Palantir del discusso tecno-guru “anticristologico” Peter Thiel; a seguire, bombardamenti apocalittici su una miriade di obiettivi nella Repubblica Islamica sciita, di recente anche sull’isolotto di Kharg, cruciale hub marittimo per la diffusione del greggio dalla regione. Inoltre l’IDF (l’esercito dello Stato Ebraico) colpisce duramente gli hezbollah e probabilmente si prepara ad invadere lo scalognato Libano che li “ospita” all’ombra dei cedri.
L’ira dell’Iran non ha tardato a sfogarsi: tanto per rom/pere il raz/zo, vettori balistici e droni “Shahed”, guidati dai sistemi degli alleati russi, sono piovuti a go-go sugli odiati sionisti di Tel Aviv e sugli emiratini sunniti del Golfo (da Dubai al Qatar) – causando consistenti danni e bloccando gli aeroporti, l’immenso giacimento di gas North Dome e gli impianti di Ras Laffan –, nonché sui contingenti occidentali nell’area, tra cui le basi militari italiane di Erbil in Iraq e di Ali Al-Salem in Kuwait, fortunatamente senza ledere il personale, sebbene con la distruzione di un velivolo a pilotaggio remoto MQ-9 “Reaper” (del costo di parecchi milioni di dollari).
Il conflitto sta dilagando spaventosamente. E nessuno sa dove sfocerà. Non è un videogioco: i morti sono reali. E sono tanti.
Gli stoici Persiani sembrano disposti ad ogni martirio – comprese le bibliche stragi degli innocenti, tra cui le bimbe della scuola elementare di Midab – per liberarsi dagli oscuri despoti teocratici che li opprimono e che soffocano nel sangue le eroiche rivolte; rischiano però di finire fra l’incudine dei furiosi pasdaràn e le martellate dell’implacabile aviazione del dinamitardo duo Netrump, che magari a breve li abbandonerà a sé stessi, come hanno sperimentato i Venezuelani, gli Afghani e, in passato, i Curdi, immolati sull’altare della lotta all’Isis e poi lasciati alle amorevoli cure di Erdogan, per non parlare dei gazati Palestinesi, atrocemente massacrati e manco affrancati dal giogo dei feroci combattenti delle brigate armate “Al-Qassam” di Hamas...
Sul versante cinicamente economico, è lo stallo nello stretto di Hormuz a preoccupare maggiormente: mega-petroliere ferme, prezzi dei carburanti già alle stelle e borse globali giù alle stalle, col timore di inflazione o stagflazione globale. Assai festeggiano, arricchendosi, ExxonMobil, SaudiAramco e compagnia cantante, o – piuttosto – perforante, molto meno noi semplici cittadini consumatori, ultime ruotine del carrozzone immondiale!
Washington ha chiamato educatamente in soccorso i “codardi parassiti” sudditi dello stra-Vecchio in-Continente – mai cag…, ehm, considerati prima –, che gli hanno risposto picche, e allenta le lasse pseudo-sanzioni a Mosca, con notevole giubilo del sodale zarino Ras-Putin, vassallo del Celeste Imperatore mandarino Xi, il quale invece trama in silenzio, dietro le quinte, appoggiando – a garanzia dei propri interessi – i tenebrosi tiranni di Teheran, mentre con confuciana pazienza aspetta sulla riva del fiume di scorgere i cadaveri galleggianti dei suoi aggressivi nemici…
Nel baloccante Belpaesello dello Stivaletto nostro, la miglior amichetta del platinato Presidente USA, la fascinosa sorellina Melonia, che, essendo diplomata alberghiera, è grande esperta in complesse problematiche geostrategiche internazionali, furbescamente non si sbilancia, né approva né dissente, “tirando a campare per non tirare le cuoia”, secondo il famoso motto andreottiano, e i sinistri ingenerosamente la apostrofano con gli epiteti “pilatesca, pavida e vittimista”, che fetenti!
Adesso lei, col fantasmino renziano alle spalle, ha il cruccio di ’sto benedetto referendum, che non riguarda la giustizia ma si configura a guisa di resa-dei-conti tra governo e magistratura (le toghe o zecche rosse, da limitare e controllare): impuniti i politici; popolino bovino vaccinato, adulterato, cornuto e mazziato sempre.
Per paura di perdere nelle urne plebiscitarie, Giorgina e Giorgetti, allo scopo di raffreddare un po’ le pompe incandescenti, pescano addirittura il classico pietoso decretino pre-elettorale sulle salatissime accise (accidenti!), che le ribassa pro tempore, quando i marinaretti ci avevano promesso di abolirle in perpetuo; i soldini necessari saranno prelevati da Sanità (!) e Infrastrutture. La fifa fa 25 (centesimi). Al distributore – speculatore – vicino a casa mia, la verde è scesa appena di 15 (dalle quasi 2 cocuzze cui era salita immotivatamente, essendo stata caricata in periodo pre-crisi); la pandina mi beve una trentina di litri di benza in venti giorni (ch’è la durata di vigenza della norma): insomma, risparmierò la cospicua cifra di 4,50 euro.
Non par strano che ai baldi comitati del “sì” e del “no” – “clientelari” o spontanei che siano – s’aggiunga l’apatico vincente fronte del “chìssene”, che nel Ventennio – tornato in voga – sarebbe sicuramente piaciuto…
Voto svuotato?


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