16 Settembre 2026

2 thoughts on “Milano. L’Arcivescovo Delpini incensa i giornalisti

  1. Indubbiamente è necessario che la stampa lavori in modo serio e libero, con competenza e verità, ma tu sai bene,caro Elia, che i giornalisti non sono tutti uguali: alcuni, come te, sono persone serie e oneste, ma molti non lo sono. Per denaro e per carriera c’è chi si vende anche l’anima, e il pubblico attento lo sa. Per il politically correct c’è chi sostiene l’insostenibile. Ad esempio, proprio il cosiddetto papa Francesco, che ne ha dette di cotte e di crude ai giornali, solo perché sosteneva preferibilmente la sinistra e l’apertura ai migranti, è stato portato in palma di mano da tutti i giornali e mai criticato dai giornali vicini alla chiesa, anche quando pronunciava discorsi pubblici che facevano accapponare la pelle ed erano palesemente eretici. Concludendo, spesso la politica di partito e gli interessi economici intaccano la deontologia professionale di molti.

    1. Cara Margherita, indubbiamente ci sono giornali e giornalisti più liberi ed altri meno.
      Purtroppo il terrore di molti editori è quello di inimicarsi la Chiesa per paura di perdere consenso, lettori e guadagni.
      Ci sono editori coraggiosi che non si fanno condizionare e, per questo, a distanza di molti anni, hanno giornali ancora freschi, vivaci ed attuali dove il pluralismo dell’informazione prevale sulla logica del profitto.

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