Transizione Energetica senza cognizione. Dubbi sulla trasparenza della decisione
Come riportato pochi giorni fa dall’agenzia Ansa, notizia poi ripresa da molte testate che ne denunciano l’anacronistica scelta, a Bitonto e in altri comuni limitrofi della Puglia, per autorizzazione della regione e con l’assenso del Comune di Bitonto, sono stati previsti impianti eolici e parchi fotovoltaici in fase di avanzata valutazione e progressiva approvazione, da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Le aziende installatrici risultano essere circa una quarantina.
La decisione è definita vergognosa e assurda dal presidente regionale di Cia Puglia, Gennaro Sicolo, che va ad intaccare un’insostituibile, irreparabile eccellenza storica, paesaggistica e agricola del territorio di Bitonto, e di tutti i bitontini.
Il programma prevede due impianti eolici: quello di “Palo del colle” a Bitonto è formato da 5 generatori da 8 MW ciascuno, mentre il progetto “Bitonto Palombaio” conta 16 generatori da 7,2 MW, ma il danno più invasivo è legato alla costruzione in atto di un parco fotovoltaico che coprirà un’area di circa 15 ettari, contribuendo in modo sostanziale alla soppressione di 2000 ulivi. Questo impianto, chiamato “Torre delle Grue”, porterà la potenza nominale a 11,9712 MW.
L’area è destinata a ospitare pannelli solari e basi in cemento, con l’espianto di ulivi che godono di ottima salute e l’installazione su una porzione di territorio che doveva accogliere la piantumazione di nuovi alberi di ulivo, dopo l’epidemia del batterio Xylella fastidiosa, che ha contagiato oltre 21 milioni di piante, una strage di ulivi che ha lasciato un paesaggio desolato con oltre 8000 km² di territorio infettato pari al 40% della Puglia. Un batterio infine arginato con faticoso impegno, successo che aveva riacceso gli entusiasmi della catena di eccellenza italiana legata alla cultura e alla coltura millenaria dell’ulivo pugliese.
La notizia è infine approdata con colpevole ritardo e a “cose fatte” anche alla catena info delle notizie ufficiali, passando anche in tv per quel breve tempo che probabilmente non servirà a granché, ma l’operazione va fermata a norma di legge. Esiste dunque la “speranza papale”, di un ente che esamini meglio i siti della transizione energetica ad ogni costo, probabilmente per decisioni prese “altrove” e/o per accedere ai provocanti e adescatori fondi del PNRR. Un piatto ricco che autorizza a pensare a qualcosa di losco travestito da batterio.
“A pensar male si fa peccato però…Spesse volte ci si azzecca” (G. A.)
L’ulivo è una pianta protetta dalla legge in Italia, sia a livello nazionale che regionale. La legge n. 475/1945, e le successive modifiche, delibera un divieto di abbattimento degli alberi di ulivo oltre un certo numero ogni biennio, a meno di accertata morte fisiologica o sterilità permanente. In alcuni casi, l’abbattimento è consentito previa concessione, mentre per gli ulivi monumentali la tutela è molto più rigorosa.
Dunque, nel “caso Bitonto”, vista la ripresa delle piante, non è giustificata la scelta di sacrificare il territorio, nel nome delle energie rinnovabili, benvenute e remunerative in aree più dismesse dell’Italia meridionale, ben disposta a trasformare altrove l’energia del Sole. Infine, dubitare è lecito: c’è dell’altro celato tra le pieghe della scellerata decisione?
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La totale mancanza di sensibilità e di attenzione verso la natura è la cifra di questo spaventoso momento storico, dove l’unico dio da venerare è quello dell’economia. Denunciare è un dovere verso noi stessi e tutti gli altri. Se non verrà cambiato l’atteggiamento verso l’ambiente e la natura e si continueranno a mascherare gesti inconsulti in pseudo azioni ecologiche, il destino dell’uomo farà il suo inesorabile progresso verso una fine annunciata.
𝙻’𝙴𝚞𝚛𝚘𝚙𝚊, 𝚌𝚑𝚎 𝚗𝚘𝚗 𝚊𝚋𝚋𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚟𝚘𝚝𝚊𝚝𝚘, 𝚌𝚒 𝚜𝚝𝚊 𝚝𝚛𝚊𝚜𝚌𝚒𝚗𝚊𝚗𝚍𝚘 𝚒𝚗 𝚞𝚗 𝚟𝚘𝚛𝚝𝚒𝚌𝚎 𝚌𝚑𝚎 𝚜𝚝𝚊 𝚍𝚒𝚜𝚝𝚛𝚞𝚐𝚐𝚎𝚗𝚍𝚘 𝚕’𝚎𝚌𝚘𝚗𝚘𝚖𝚒𝚊 𝚌𝚘𝚖𝚎 𝚗𝚘𝚒 𝚛𝚒𝚌𝚘𝚛𝚍𝚒𝚊𝚖𝚘. 𝚂𝚎 𝚗𝚘𝚗 𝚏𝚒𝚗𝚒𝚜𝚌𝚎 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚊 𝚏𝚘𝚕𝚕𝚒𝚊 𝚐𝚛𝚎𝚎𝚗 𝚟𝚎𝚍𝚘 𝚞𝚗 𝚏𝚞𝚝𝚞𝚛𝚘 𝚗𝚘𝚗 𝚛𝚘𝚜𝚎𝚘 𝚙𝚎𝚛 𝚕𝚊 𝚗𝚘𝚜𝚝𝚛𝚊 𝙸𝚝𝚊𝚕𝚒𝚊 𝚎 𝚙𝚎𝚛 𝚕𝚎 𝚗𝚘𝚜𝚝𝚛𝚎 𝚎𝚌𝚌𝚎𝚕𝚕𝚎𝚗𝚣𝚎 𝚌𝚑𝚎, 𝚗𝚎𝚒 𝚜𝚎𝚌𝚘𝚕𝚒, 𝚌𝚒 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚜𝚎𝚖𝚙𝚛𝚎 𝚍𝚒𝚜𝚝𝚒𝚗𝚝𝚘. 𝙻’𝚊𝚐𝚛𝚒𝚌𝚘𝚕𝚝𝚞𝚛𝚊 𝚎, 𝚒𝚗 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚒𝚌𝚘𝚕𝚊𝚛 𝚖𝚘𝚍𝚘 𝚕’𝚄𝚕𝚒𝚟𝚘 𝚌𝚘𝚕𝚝𝚞𝚛𝚊, 𝚗𝚘𝚜𝚝𝚛𝚘 𝚏𝚒𝚘𝚛𝚎 𝚊𝚕𝚕’𝚘𝚌𝚌𝚑𝚒𝚎𝚕𝚕𝚘. 𝙽𝚘𝚗 𝚜𝚒 𝚙𝚘𝚜𝚜𝚘𝚗𝚘 𝚎𝚜𝚙𝚒𝚊𝚗𝚝𝚊𝚛𝚎 𝚊𝚕𝚋𝚎𝚛𝚒 𝚍’𝚞𝚕𝚒𝚟𝚘 𝚜𝚎𝚌𝚘𝚕𝚊𝚛𝚒 𝚙𝚎𝚛 𝚏𝚊𝚛 𝚙𝚘𝚜𝚝𝚘 𝚊 𝚙𝚊𝚗𝚗𝚎𝚕𝚕𝚒 𝚏𝚘𝚝𝚘𝚟𝚘𝚕𝚝𝚊𝚒𝚌𝚒 𝚙𝚘𝚌𝚘 𝚎𝚏𝚏𝚒𝚌𝚒𝚎𝚗𝚝𝚒 (𝚌𝚒𝚛𝚌𝚊 𝚒𝚕 20%), 𝚋𝚒𝚜𝚘𝚐𝚗𝚘𝚜𝚒 𝚍𝚒 𝚖𝚊𝚗𝚞𝚝𝚎𝚗𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎, 𝚍𝚒 𝚝𝚛𝚊𝚝𝚝𝚊𝚖𝚎𝚗𝚝𝚒 𝚍𝚎𝚕 𝚝𝚎𝚛𝚛𝚎𝚗𝚘, 𝚍𝚒 𝚜𝚖𝚊𝚕𝚝𝚒𝚖𝚎𝚗𝚝𝚘 𝚘𝚗𝚎𝚛𝚘𝚜𝚘 𝚎 𝚙𝚎𝚛𝚒𝚌𝚘𝚕𝚘𝚜𝚘, 𝚎𝚗𝚎𝚛𝚐𝚒𝚊 𝚒𝚗𝚜𝚝𝚊𝚋𝚒𝚕𝚎 (𝚟𝚎𝚍𝚒 𝚂𝚙𝚊𝚐𝚗𝚊) 𝚎 𝚘𝚝𝚝𝚒𝚖𝚘 𝚋𝚊𝚗𝚌𝚘𝚖𝚊𝚝 𝚙𝚎𝚛 𝚕𝚊 𝙼𝚊𝚏𝚒𝚊, 𝚌𝚑𝚎 𝚌𝚘𝚗 𝚒 𝚙𝚘𝚕𝚒𝚝𝚒𝚌𝚒 𝚜𝚒 𝚜𝚙𝚊𝚛𝚒𝚜𝚌𝚎 𝚒 𝚜𝚘𝚕𝚍𝚒 𝚍𝚎𝚕 𝙿𝙽𝚁𝚁. 𝙽𝚘𝚗 𝚎̀ 𝚙𝚘𝚜𝚜𝚒𝚋𝚒𝚕𝚎 𝚌𝚑𝚎 𝚗𝚘𝚗 𝚙𝚘𝚜𝚜𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚛𝚒𝚋𝚎𝚕𝚕𝚊𝚛𝚌𝚒 𝚎 𝚍𝚒𝚛𝚎 𝚏𝚒𝚗𝚊𝚕𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚕𝚊 𝚗𝚘𝚜𝚝𝚛𝚊 𝚊𝚗𝚌𝚑𝚎 𝚒𝚗 𝙴𝚞𝚛𝚘𝚙𝚊.
Gli alberi sono tra le forme viventi che il cosiddetto “sapiens” é riuscito a danneggiare e distruggere di più. Eppure tutti sanno quanti benefici di ogni tipo essi apportano a noi, all’ecosistema, alla vita sulla terra.
L’ulivo poi, per le popolazioni mediterranee, è un simbolo per i preziosi doni che elargisce. Nell’antica Grecia era un albero sacro, e chi danneggiava un ulivo era soggetto a piene anche consistenti. L’orazione di Lisia “Per l’ulivo sacro ” ne è una imperitura testimonianza.
Già, ma a chi interessano queste anticaglie? Chi ancora crede che gli umani facciano parte della natura e che sia assurdo danneggiare ciò cui devono la vita?
Contano solo il benessere momentaneo di alcuni, il potere, il successo.
La deforestazione in tutto il mondo non accenna fermarsi, nonostante le tante voci di protesta, di preghiera, i numerosi ma inascoltati appelli alla ragione…
Sicuramente abbattere alberi per costruire parchi energetici non è la soluzione per favorire la transizione energetica, la natura va rispettata e mantenuta, ma lo sfruttamento delle fonti rinnovabili per lo sviluppo dell’energia quotidiana è sicuramente la strada da percorrere per il futuro. Certamente ci sono zone più adatte per la realizzazione di “isole energetiche”, ma la domanda che mi sorge spontanea è: ma questi terreni a chi appartengono? i proprietari hanno dato il consenso a questa cosa? c’è da ragionare anche su chi permette questa cosa oltre a chi la propone e progetta.
Quattro interventi profondi, intelligenti e propositivi. Un incentivo nel proseguire su questo tipo di informazione e di opinione condivisa dai lettori. Grazie