La “Lega”, con Rossano Sasso e Silvia Sardone, ingaggia una “crociata” per la libertà educativa dei genitori. L’Islam non deve entrare nelle scuole.
Da moltissimo tempo si parla dell’intromissione delle comunità islamiche nelle scuole pubbliche italiane.
Questa volta, però, la questione si sta facendo estremamente seria e il Direttore della campagna Pro Italia Cristiana, Federico Catani, ha dichiarato: “Le scuole italiane stanno diventando sempre più terreno fertile per una preoccupante integrazione al contrario. Episodi che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati impensabili, oggi si moltiplicano con inquietante regolarità”.
Ormai il tema dell’“integrazione al contrario” è ampiamente assodato. Per non restare nel generico, citiamo ancora Catani: “Crocifissi rimossi dalle aule, recite di Natale cancellate, istituti chiusi in occasione del Ramadan, bambini portati in visita alle moschee e invitati a inginocchiarsi davanti a Imam, predicatori islamici ospitati in classe a leggere versetti del Corano, bambine di cinque o sei anni costrette a portare il velo islamico”.
E’ assai vergognoso che delle insegnanti, dei dirigenti scolastici, degli educatori, portino dei bambini, in orario curricolare, in moschea per inginocchiarsi dinanzi ad un Imam. Dove sono i “Radicali”, quelli di “Alleanza Verdi Sinistra”, del “Partito Democratico” e di “Più Europa” in queste occasioni? Come mai non gridano alla “violazione della laicità dello Stato”?
Bisogna andare tra i banchi della maggioranza di Governo, specificamente fra quelli della “Lega”, per sentir parlare di un intervento fermo “per arginare il fenomeno di islamizzazione nelle scuole italiane”.
Finalmente, direbbe qualcuno.

Di certo vi è che “il testo, illustrato dal deputato Rossano Sasso e sostenuto dall’europarlamentare Silvia Sardone, rappresenta un atto di coraggio politico e culturale che risponde alle preoccupazioni di milioni di cittadini italiani”.
Preoccupazioni fondate, preoccupazioni reali, preoccupazioni motivate.
La risoluzione che propone la “Lega” prevede “l’impegno del Governo a vigilare attentamente su tutte le iniziative scolastiche legate alla religione islamica, affinché non diventino veicolo di propaganda ideologica in contrasto con l’ordinamento italiano”.
Gli onorevoli Sasso e Sardone sottolineano “la necessità che tutte le attività scolastiche rispettino criteri di oggettività, trasparenza e pluralismo, in linea con il principio del contraddittorio e della libertà educativa”.
Come più volte detto, è doveroso un “meccanismo di consenso informato” da chiedersi per “ogni progetto, visita, attività o incontro di carattere religioso o su temi sensibili venga autorizzato preventivamente dalle famiglie”.
I genitori hanno tutto il diritto di non volere che i loro figli vengano portati in moschea, da un Imam, o messi in contatto con il mondo islamico. Avranno ben diritto di educare religiosamente i propri figli come vogliono, o no?
Il Governo deve prestare “attenzione prioritaria per gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, ritenuti particolarmente esposti e vulnerabili a processi di indottrinamento”.
In ultima analisi la “Lega” chiede con forza “il rafforzamento del Patto educativo di corresponsabilità tra scuola, famiglie e studenti, per riaffermare con chiarezza che il primato educativo spetta alla famiglia, non a chi utilizza la scuola per veicolare messaggi ideologici”.

Sappiamo già dove andranno a parare coloro i quali credono che la scuola deve interferire nell’educazione dei figli altrui. Diranno, in modo erroneo, che la “Lega” propone l’islamofobia.
Falso. Infatti Federico Catani spiega che “questa non è una battaglia contro una religione. E’ una battaglia per la libertà, per la dignità delle nostre istituzioni educative, per il rispetto della nostra cultura”.
Silvia Sardone, che da anni vive scortata dalle Forze dell’Ordine a seguito di minacce, non ha dubbi nel dire che “il velo islamico imposto a bambine in età prescolare non è una libera scelta, ma un simbolo di sottomissione che va respinto con forza, a tutela della loro crescita e della loro libertà futura”.

Il lavoro che la “Lega” sta facendo, da anni, per respingere l’islamizzazione dell’Europa, dell’Italia, delle nostre comunità cittadine, è lodato ed apprezzato da milioni di italiani che non vogliono assolutamente che l’Islam entri nelle scuole e nelle ore di lezione.
Come ben dice Federico Catani: “Con questa risoluzione, si traccia un confine netto: o si sta con l’identità italiana, o si cede al relativismo che ci porterà a scomparire” perché “chi non difende i propri valori… finirà per vivere sotto quelli altrui”.
I giornalisti hanno il compito di dar voce e spazio a tutte le posizioni, specie quando si tratta di lavori parlamentari, perché i cittadini possano farsi un’idea e costruire un proprio pensiero fondato sull’informazione.
Riuscirà la “Lega” a mettere un freno – per non dire uno stop – all’islamizzazione della scuola italiana?
Il tempo, come sempre, ci dirà come andranno a finire le cose.
