LAV sostiene che “la ricerca scientifica senza animali esiste già ma non riceve fondi pubblici”.

Nel trascorso fine settimana, 22 e 23 novembre 2025, in moltissime piazze italiane si sono visti i volontari della Lega Anti Vivisezione – LAV prendere un sacco di freddo, armati di tanta buona volontà, per proporre ai passanti di riflettere sul fatto che “in Italia, ogni minuto un animale viene utilizzato e muore nei laboratori”.
Se questo numero corrisponde a verità significa che ogni anno, solo in Italia, nei laboratori di ricerca, muoiono 525.600 animali.
A detta degli attivisti di LAV questi esseri viventi sono “vittima di una sperimentazione crudele e inefficace che, in oltre il 95% dei casi, dà risultati fallimentari per l’essere umano, la seconda cavia di questo sistema malato”.
Sui numeri ci sono sempre discordanze perché ciascuno cerca di “portare l’acqua al suo mulino”.
Ciò non esula dal fatto che, sempre a detta della LAV, “una strada diversa esiste: una ricerca senza animale è l’obiettivo dichiarato della Commissione Europea, condiviso da enti regolatori e da istituzioni scientifiche internazionali, con il sostegno di milioni di cittadini”.
Sinceramente, almeno per quel che riguarda Cuneo, abbiamo notato che sono pochi i cittadini che si fermano a firmare la petizione perché le persone hanno una visione molto “umanocentrica” della ricerca. Se uccidere degli animali serve a salvare la vita a degli esseri umani allora, per quanto si possa provare compassione, va bene.
Probabilmente per questo “in Italia non ci sono fondi destinati ai metodi di ricerca sostitutivi all’impiego di animali” e gli animalisti non hanno paura nel dire che si tratta di “una grave mancanza, che ci lascia indietro sul piano scientifico, etico e culturale”.
Secondo la LAV “siamo tra i primi in Europa per numero di animali usati nei test, inclusi cani e scimmie”.

In questi anni, molti italiani hanno scelto la filosofia vegetariana e, fra loro, diversi sono passati al veganesimo radicale. Quando si entra nel campo dell’etica e della morale non si può e non si deve sindacare la scelta dell’individuo.
Nel nostro Paese tanti cittadini sono possessori di animali da compagnia, o da affezione, e provano sincero dolore nel pensare che altri esseri viventi, simili ai loro, possano essere impiegati per la ricerca scientifica. Il tema, in effetti, è pregno di significato e merita una riflessione.
Ai banchetti dello scorso fine settimana veniva detto che “Olanda e Germania hanno già investito milioni di euro in una ricerca moderna e affidabile, che mira a superare definitivamente l’uso degli animali nella sperimentazione”.
Bisogna riconoscere che, economicamente parlando, Olanda e Germania se la passano meglio dell’Italia ma, soprattutto che, sono due Nazioni che investono per evitare la vivisezione ma poi ammettono l’eutanasia, il suicidio medicalmente assistito, degli esseri umani.
L’etica o la si usa sempre o non la si usa mai. Usarla a comodo e convenienza è sintomo di profonda ipocrisia.

Dalla LAV tagliano corto: “Chiediamo al Governo, al Parlamento e alle Regioni di finanziare la ricerca scientifica senza animali: in questo modo, centinaia di ricercatori avrebbero la possibilità di lavorare e sviluppare progetti innovativi, salvando milioni di animali e offrendo cure efficaci a chi ne ha bisogno”.
Il tema sicuramente approderà fra i banchi del Parlamento dove, tra le fila di “Noi Moderati”, c’è l’on. Michela Vittoria Brambilla che, notoriamente, non si occupa d’altro.
Gli sviluppi, le evoluzioni e le implicazioni di questa proposta solo la storia ce li saprà narrare con la precisione che le è propria. Restiamo in attesa, restiamo umani.

Ho fatto campagne per la LAV dal 1972; ho raccolto firme, passando le domeniche al caldo e al gelo,ho discusso con veterinari che mi attaccavano e mi prendevano in giro; ma la crudeltà e l’ignoranza sono dure a morire . Gli ospedali, e sono tanti, dove si fa vivisezione contano sui finanziamenti dati da governi SBADATI E DISINFORMATI o che semplicemente non tengono in conto la sofferenza degli animali. SI PUÒ fare ricerca scientifica senza la sofferenza inflitta agli animali perché essi reagiscono diversamente dagli umani ai farmaci; perciò gli esiti della sperimentazione non sempre sono attendibili , l’AIDS ne è un esempio lampante. Confesso che prego ogni giorno perché si smetta di provocare questa inutile sofferenza ai nostri fratelli minori animali
Carissima Margherita, non ti nego che sono orgoglioso di avere tra i lettori miei e di “Civico20News” persone con la tua sensibilità.
I nostri lettori sono molto attenti al tema della sanità e anche al tema dei diritti degli amici animali.
Bisogna fare informazione per svegliare le coscienze e spingere la politica a fare scelte etiche e sostenibili.
Grazie di cuore Margherita.