Sino a quando l’Occidente continuerà a dissanguarsi in una guerra persa in partenza?
L’ultimo scandalo sulle tangenti nel settore energetico che ha travolto il governo ucraino ha già fatto saltare i ministri della Giustizia, German Galushchenko, e dell’Energia, Svitlana Grynchuk e ora investe anche la Difesa. Si ipotizza un giro d’affari di cento milioni di dollari che sfruttava Energoatom, la compagnia statale dell’energia nucleare, e aveva come regista un ex-socio di Volodymyr Zelensky, il produttore tv Timur Mindich, per il quale si stanno assumendo pesanti sanzioni che investiranno anche il suo sodale, l’uomo d’affari Oleksandr Tsukerman.
A Bruxelles la Commissione europea osserva preoccupata e ribadisce che «la lotta alla corruzione è un elemento centrale per l’adesione di un Paese all’Ue». Ma ancor più preoccupato è Zelensky, pur nella sua doppiezza. L’ingresso nell’Ue per Kiev è fondamentale – oltre ai fondi straordinari, l’uso degli asset russi congelati e le forniture di armi – e ha spinto il presidente a schierarsi da subito con le autorità anticorruzione, esigendo dimissioni e indagini rapide.
Sino ad oggi i governi europei, nonostante gli indizi di corruttela, si sono sempre dimostrati generosi verso Volodymyr Zelensky e la sua cricca.
Eppure, da quando è iniziata la guerra in Ucraina, a febbraio del 2022, strati pensanti dell’opinione pubblica e qualche giornale, tra cui Civico20News, non si sono stancati di denunciare la corruzione che continuava a caratterizzare potere politico ed economico, burocrazia civile e militare dell’Ucraina riprendendo la eco di denunce presto cancellate assieme agli autori.
Queste denunce, con la complicità dei mercanti di armi, venivano definite propaganda russa, fandonie di filorussi. Come i droni nei cieli dell’Ucraina, sempre russi. Come missili o colpi d’artiglieria finiti in Polonia o in Romania: fatto apposta da russi e la Nato deve reagire…
Il capo del sistema della corruttela, come già accennato, sarebbe Timur Mindich, co-proprietario, insieme a Zelensky, della compagnia di produzione Kvartal 95 che ha lanciato la serie tv Servitore del popolo, da cui l’attuale presidente ha tratto il nome e la fama per presentarsi alle elezioni del 2019. Nelle intercettazioni pubblicate Mindich (indicato con lo pseudonimo di Karlsson) parla con Igor Myroniuk (Rocket) consigliere di Galushchenko all’Energia ed ex vicecapo del Fondo statale per la proprietà. Myroniuk è stato inoltre assistente di Andrii Derkach, ex parlamentare ucraino accusato di alto tradimento e attualmente senatore russo. Coinvolto un ex-procuratore, Dmytro Basov, in precedenza responsabile del dipartimento di sicurezza fisica di Energoatom.
Lo schema si basava sui ricatti ad appaltatori e fornitori «approfittando di una normativa che vieta agli appaltatori di rivendicare in tribunale i crediti nei confronti di alcune aziende strategiche, tra cui Energoatom, durante la legge marziale». In cambio del mantenimento dei contratti, il gruppo esigeva tangenti del 10-15% della commessa. Intanto a Kiev c’era un ufficio apposito che si occupava di “lavare” i proventi illeciti e di ridistribuirli una volta puliti.
Come può Volodymyr Zelensky sostenere che non ne sapeva nulla? Appare sempre meno credibile, perchè non è la prima volta.
Con quale disinvoltura l’Europa e i suoi Volenterosi, distratti dai non pochi problemi nazionali, continueranno a rifornire Kiev d’armi, Intelligence, istruttori, mercenari e domani, chissà, soldati?
A causa del regime di Kiev, l’UE si trova costretta a superare la crisi dell’automotive e i costi quadruplicati dell’energia con un riarmo provocato dal fantomatico rischio di invasione russa. Mezzi e soldi sprecati, nella pia illusione di partecipare alla futura ricostruzione dell’Ucraina pagata dai depositi russi bloccati a Bruxelles.
Galushchenko dal 2021 allo scorso luglio era ministro dell’Energia, da Zelensky spostato alla Giustizia mentre dilagava nella popolazione la protesta contro la corruzione, la repressione di opposizione e dissidenza, l’arruolamento obbligatorio e gli esoneri a pagamento dalla leva, il lucroso commercio sottobanco con la rivendita di armi fornite da americani ed europei, la fuga dei giovani, l’espatrio di milioni di cittadini…
Senza dimenticare gli arricchimenti facili sulla pelle dei cittadini, mentre il conflitto distruggeva città e villaggi, devastava le ultime foreste antiche d’Europa e la fauna, con centinaia di migliaia le vittime, tra militari e civili uccisi, mutilati, feriti.
Scompariva presto da schermi tv e giornali lo scandalo costituito dal tentativo, da parte di Zelensky e della sua cerchia, di affidare le indagini su malversazioni e corrotti al ministero della Giustizia.
Infatti, mentre ribadiva il rinvio delle elezioni, il presidente spostava il suo ministro per l’Energia alla Giustizia, cancellando i centri di controllo sulla corruzione: il Nabu, l’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina, e il Sapu, l’Ufficio speciale della Procura per la repressione della corruzione. Le proteste e la pressione di alcune capitali ‘amiche’ gli avevano fatto cambiare idea. Penosa marcia indietro, la cui eco durava tuttavia pochi giorni.
Di quest’ultimo enorme scandalo, da alcuni definito delle “tangenti al 15%”, avrebbe potuto svelare qualche mistero Timur Mindich, imprenditore sodàle in affari (nella ‘Kvartal 95’) e si dice al centro di indagini, ma si è reso irreperibile in tempo.
Intanto i soldati ucraini combattono e muoiono nella guerra contro la Russia persa in partenza.
Si dice che la resa dei conti in Ucraina sia già iniziata, mentre in Europa si sta inceppando il fronte dei succubi di Kiev.
Sino a oggi l’Europa ha erogato a Kiev 187 miliardi di euro, mentre l’Italia 3 miliardi e mezzo, senza che i governi si ponessero il quesito sulla effettiva destinazione di quei fondi ai profittatori di guerra e indagassero sull’approdo finale delle armi inviate in Ucraina.
Sviluppi attesi.

Finalmente un’articolo che approfondisce in modo puntuale e perfetto tutta la losca Vicenda. L’Europa, Germania in particolare, ma anche Italia si stanno dissanguando per sostenere Kiev. Ma i miliardi che spediamo in ucraina , sia in forma diretta, che sotto forma di armi, sono solo la punta dell’iceberg. Il danno peggiore è costituito dell’aumento esponenziale del costo del gas, e quindi dell’energia, che si riflette in modo diretto su tutta la filiera produttiva. Ma questi signori, la fanno mai la spesa? Hanno visto l’aumento spaventoso dei prodotti alimentari di base? Prodotti ortofrutticolo, lattiero caseari, carne etc? O tutto ciò fa parte di un piano ben deliberato di distruzione del ceto medio europeo che sta scivolando verso la povertà? Complottismo od agenda 2030?
Grazie del commento puntuale, Mario Brescia. Occorre diffondere e rafforzare la consapevolezza nell’opinione pubblica, nel contesto della discussione della legge di bilancii 2026, tenuto conto del vaso di pandora che si sta scoperchiando nella sua interezza in Ucraina. L’uomo della strada si domanda il perche’ i tanti tentattivi di negoziato risultino vani