Nel 2023, la capitale cubana ha stanziato più fondi per hotel e immobili che per elettricità, acqua e servizi comunali messi insieme. Le autorità, tuttavia, attribuiscono il degrado della città alla “pigrizia” piuttosto che alla negligenza dello Stato.
Le riunioni del governo si sono svolte dopo le proteste scoppiate nel centro dell’Avana nella notte di giovedì 2 ottobre, dove i residenti hanno protestato con pentole e padelle, gridando “Libertà!” e persino acceso falò per le strade.
Diversi incroci sono stati bloccati per protesta pacifica, con la partecipazione di minorenni.
Gli eventi si sono verificati dopo una delle giornate più critiche per la fornitura di energia elettrica, con interruzioni durate oltre 12 ore che hanno interessato gran parte della capitale.
Venerdì 3 ottobre, presso il Comitato Provinciale del Partito, il presidente ha presieduto una riunione incentrata sulla crisi dei servizi di base. Hanno partecipato alti funzionari come il Primo Ministro Manuel Marrero Cruz, il Ministro delle FAR Álvaro López Miera, il Segretario dell’Organizzazione del PCC Roberto Morales Ojeda e il Segretario del Consiglio dei Ministri José Amado Ricardo Guerra, tra gli altri.
Secondo il rapporto ufficiale, sono stati formati gruppi di lavoro che “collaboreranno con le autorità locali e la popolazione” per risolvere problemi come la mancanza d’acqua, i blackout e l’accumulo di rifiuti.
Sono state inoltre coinvolte truppe e risorse delle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR) e del Ministero dell’Interno (Minint), in quella che il governo ha descritto come “un’attenzione rapida e intensa” ai problemi della città.
Durante l’incontro, Díaz-Canel ha dichiarato che l’obiettivo era “organizzare e ripulire la città” e ha esortato la popolazione a “scrollarsi di dosso tanta passività”.
Il presidente ha chiesto il rispetto dei programmi di blackout e l’attuazione di un “rigoroso controllo” sulla distribuzione di carburante e acqua. Ha inoltre avvertito che le richieste dei cittadini devono essere presentate “in modo dignitoso e civile”, senza “interferire” con le manifestazioni, e che il governo interverrà contro coloro che chiudono le strade pubbliche durante le proteste, definendo “inaccettabili” i disordini pubblici.
Nonostante la retorica della mobilitazione, il discorso presidenziale stesso ha riconosciuto “irregolarità” in settori chiave e una mancanza di controllo sulle risorse di base.
Il Primo Ministro ha aggiunto che “c’è ancora molto sostegno da fornire” e ha invitato i vertici delle istituzioni a concentrarsi sulla “risoluzione dei problemi sul campo”.
Il contrasto tra i dati sugli investimenti e il deterioramento dei servizi urbani suggerisce che i piani di salvataggio dell’Avana siano in ritardo e non abbiano modificato le priorità.
Mentre il governo chiede di “organizzare e ripulire la città”, metà della capitale rimane concentrata in hotel e immobili, un impegno che, come sottolinea Monreal, lascia senza risorse i bisogni più urgenti dei residenti dell’Avana. I dati ufficiali per la prima metà del 2025 confermano il crollo del turismo internazionale a Cuba, con un calo di visitatori, fatturato e pernottamenti, e un tasso di occupazione alberghiera di appena il 21,5%, uno dei più bassi della regione, a dimostrazione del fallimento di miliardi di dollari investiti nel settore.
In contrasto con queste cifre, il governo dell’Avana continua a stanziare enormi risorse per la costruzione di hotel nel mezzo di una crisi economica interna, con infrastrutture turistiche sottoutilizzate e nessuna chiara prospettiva di ripresa a breve termine.
La logica del “turismo prima di tutto” ha portato al sistematico deterioramento del resto dell’apparato produttivo, ma il regime, nonostante gli avvertimenti di diversi deputati sulla necessità di saldare i debiti, decentralizzare i sistemi di pagamento e adeguare l’offerta alla domanda reale, rimane ancorato a una strategia che non produce risultati.
Esperti e cittadini hanno messo in discussione questa strategia, ritenendola incapace di rispondere alla domanda reale o alle urgenti esigenze del Paese, mentre si accentua un contrasto devastante: si costruiscono hotel maestosi mentre discariche stracolme proliferano agli angoli delle strade dell’Avana e sempre più cittadini vivono una vita segnata dalla miseria.
Domande frequenti sulla gestione e la crisi all’Avana:
Perché il governo dell’Avana investe più negli hotel che nei servizi di base?
Nel 2023, l’Avana ha destinato metà del suo capitale ad hotel e immobili, dieci volte di più di quanto investito in elettricità, gas e acqua. Questa strategia, criticata da esperti e cittadini, dà priorità al turismo nonostante il calo dei visitatori e la crisi economica interna. Gli investimenti in infrastrutture turistiche sottoutilizzate non rispondono alle urgenti esigenze del popolo cubano, aggravando il deterioramento dei servizi di base e della qualità della vita.
Come ha risposto il governo cubano alle proteste all’Avana?
In seguito alle recenti proteste all’Avana, il governo ha creato gruppi di lavoro con le autorità locali per affrontare le lamentele, ma ha anche mobilitato le Forze Armate Rivoluzionarie (FAR) e il Ministero dell’Interno (MININT) per gestire la crisi. Ha avvertito che le manifestazioni devono essere “dignitose e civili”, e il disordine pubblico è stato descritto come “inaccettabile”. Questa risposta mescola tentativi di gestione con misure repressive, riflettendo la mancanza di soluzioni efficaci ai problemi strutturali.
Quali sono i principali problemi con i servizi di base all’Avana?
L’Avana deve affrontare gravi problemi con l’elettricità, l’acqua e la raccolta dei rifiuti. I blackout prolungati e la mancanza d’acqua hanno portato a proteste e proteste da parte dei cittadini. Anche l’accumulo di rifiuti è un problema critico, con il Ministro della Scienza, della Tecnologia e dell’Ambiente che ha ammesso che “l’Avana puzza di spazzatura”. Questi problemi riflettono il deterioramento dei servizi urbani e la mancanza di investimenti nelle infrastrutture essenziali.
Quale impatto sta avendo la crisi energetica su Cuba?
La crisi energetica a Cuba ha causato blackout che possono durare fino a 24 ore, con gravi ripercussioni sulla vita quotidiana e sull’economia del Paese. Il Sistema Elettrico Nazionale è al collasso a causa di infrastrutture obsolete, carenza di carburante e manutenzione inadeguata. Questa situazione ha portato a un aumento del malcontento sociale e delle proteste in diverse località, a dimostrazione dell’incapacità del governo di garantire un servizio di base essenziale come l’elettricità.
Fonte: Redazione di CiberCuba
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