L’Etiopia ha visto arrivare don Alessandro Maria Minutella, le suore della “Compagnia di Maria”, fra Celestino della Croce e la carità tangibile della “Fondazione Sancta Mater”.
Mentre il mainstream dell’informazione cattolica ignora il cammino del “Piccolo Resto Cattolico”, don Alessandro Maria Minutella è andato in Etiopia da dove ha fatto sapere che “la Fondazione Sancta Mater ha potuto raggiungere un accordo con l’Orfanotrofio che si trova sul Monte Entoto, poco fuori della capitale”.
Da anni in Italia, migliaia di cittadini, dicono che gli africani vanno aiutati a casa loro perché non si può e non si deve riempire l’Europa di immigrati.
Don Minutella, sacerdote dal cuore paterno e pastorale secondo il volere di Dio, ha deciso di scendere in campo e di aiutare i tanti orfani che si trovano in questo luogo alle porte di Addis Abeba.

Con lui il fedele compagno di missione fra Celestino della Croce, francescano umile, scalzo, e sempre pronto a confessare quanti desiderano riconciliarsi con Dio.
In missione anche un gruppo di suore della “Compagnia di Maria” che hanno testimoniato la gioia di essere a servizio del Vangelo, affinché avvenga il Regno di Dio e si costituisca la sua Giustizia.
E’ proprio il sacerdote palermitano a dirci: “Abbiamo trascorso un pomeriggio emozionante insieme a loro. Soprattutto abbiamo stipulato accordi di collaborazione con lo staff. Che bello essere riusciti in questo progetto in Africa!”.

I detrattori del cammino del “Piccolo Resto Cattolico” diranno che è una goccia nell’oceano delle cose da fare ma, come diceva Madre Teresa di Calcutta, “quello che facciamo è una goccia nell’oceano. Ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe”.
Il grande cuore di don Minutella è noto.
Qualche anno fa, in Colombia, egli realizzò un’opera simile perché il Vangelo impone ai Cristiani di vivere l’insegnamento di san Paolo apostolo “Caritas Christi urget nos”, che si può tradurre con “la carità di Cristo ci spinge” (2Corinzi 5:14).

Don Minutella, nonostante sia nel mirino dei più, ricettacolo del più feroce e becero odio, si sta adoperando per portare la Parola di Dio sin nei più remoti luoghi della terra perché ha chiaro che siamo giunti nel tempo della “grande apostasia” nel quale i Cristiani si allontanano dall’unica versa Fede in Gesù Cristo per andare dietro a teorie false e peregrine.
Il contestatissimo don Alessandro Maria, durante la sua vita sacerdotale, è stato Parroco di “San Giovanni Bosco” a Romagnolo, in Palermo.

Proprio dal santo piemontese dei fanciulli e della gioventù ha appreso che “a chi è come i bambini appartiene il regno di Dio” perché “chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso” (Cfr. Marco 10:14-15).
Il “Piccolo Resto Cattolico” esiste, cresce, avanza e crea momenti di convivialità, spiritualità, carità ed adorazione in un periodo storico nel quale esistono solo più l’“io” e l’”ego”.
Ignorare tutto questo non solo è miope ma anche scorretto.

I detrattori del nostro amato P. Alessandro, ridicolmente e facendo la figura da ignoranti quali sono, hanno scritto perfino al sindaco di Addis Abeba denunciando l’arrivo di un prete scomunicato; i tapini non sapevano che gli etiopi non hanno la nostra religione e quindi se ne infischiano della religione dei nostri cari missionari del Piccolo Resto, ma sono felicissimi che vadano ad aiutare ed assistere ben 80 bambini bisognosi. Inoltre si è presentato un giovane del Burundi per entrare nel seminario Curato d’Ars e ha segnalato anche altri bambini bisognosi del Burundi. Saranno tutti felici della dolcezza delle nostre suorine e di P. Alessandro e fra’ Celestino
Cara Margherita, Oltre Tevere hanno capito che inizia a mancargli la terra sotto ai piedi. Il “Piccolo Resto Cattolico” cresce e il Vaticano non se ne capacita.