L’Ecumenismo non è un pericolo ma un’opportunità. Il Vaticano riuscirà a capirlo?
In questo 2025 sono nate tante iniziative di preghiera, riflessione e meditazione sulla Parola di Dio in cui persone, amiche fra loro, pur appartenendo a Confessioni Cristiane differenti, si sono trovate in appartamenti, divenuti per l’occasione “chiese domestiche”.
Stiamo parlando di Ecumenismo, vero, autentico, vissuto.
Un Ecumenismo che la Chiesa Cattolica, quella docente, quella che è vissuta sino al 13 marzo 2013, ha sempre portato avanti con serietà, costanza, attenzione.
Chi vi sta scrivendo ne parla con ragione e cognizione di causa, avendo conosciuto il sacerdote cuneese, divenuto poi Arcivescovo e Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea, monsignor Aldo Giordano.
Lo stesso Aldo Giordano che, nel 2013, è stato nominato Nunzio Apostolico in Venezuela, ha dato alle stampe “Un’altra Europa è possibile. Ideali cristiani e prospettive per il Vecchio continente”.
In questo splendido saggio – parlando dei rapporti fra Cattolici ed Ortodossi – monsignor Giordano ha scritto: “Dal punto di vista cattolico nei rapporti ecumenici viviamo una differente tensione; con gli ortodossi c’è grande vicinanza teologico-spirituale: la difficoltà teologica più grande riguarda la questione del primato giuridico del Vescovo di Roma. Ma c’è in realtà una distanza culturale, storica, psicologica, nata dall’aver vissuto storie in parallelo”.
Considerazioni di assoluto buon senso e di conoscenza profonda del tema e delle argomentazioni.
Anche per questo monsignor Aldo, sempre riferendosi ai fratelli Ortodossi, ha spiegato che ci sono state, nei decenni, “denunce da parte di ortodossi del proselitismo che i cattolici avrebbero esercitato in Paesi di loro tradizione o nell’incomprensione ortodossa nei riguardi della esistenza stessa delle Chiese greco-cattoliche”.
Se tutti i Vescovi della Chiesa Cattolica avessero la competenza dell’Ecumenismo, e la conoscenza del dialogo tra Cristiani, che aveva monsignor Aldo Giordano – deceduto il 02 dicembre 2021, a Lovanio, in Belgio, dove era ricoverato a causa del Covid – non ci troveremmo con la classe politica imbarazzante che abbiamo in Europa.
Classe politica che nega l’invasione islamica e il maomettanesimo diffuso.

Se avessimo dei politici seri – e consci delle “radici cristiane dell’Europa” – avremmo dei governi con ministri Cattolici o Ortodossi, attenti a non permettere una proliferazione preoccupante di moschee abusive, dubbi centri di cultura islamica, scuole coraniche assai ambigue, ecc…
Invece nei Sacri Palazzi il dialogo tra Cristiani è fermo alla “Unitatis Redintegratio”, Decreto sull’Ecumenismo del Concilio Vaticano II, promulgato il 21 novembre 1964, da Papa Paolo VI, dopo soli dieci mesi dallo storico incontro che ebbe con il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Atenagora I, il 5 gennaio 1964, a Gerusalemme.
Specialmente negli ambienti della Tradizione – Fraternità Sacerdotale San Pio X, Fraternità Sacerdotale San Pietro, ed altre – l’Ecumenismo non è mai stato accettato, non viene digerito, viene addirittura demonizzato.

Più complessa è la relazione fra Cattolici e comunità della Riforma con le quali, come ben scrive monsignor Aldo, “c’è maggiore vicinanza culturale e storica, mentre ci sono maggiori e gravi difficoltà teologiche, soprattutto di tipo ecclesiologico: primato, successione apostolica, ministeri (ordinazione femminile), sacramenti (Eucaristia)”.
Le comunità della Riforma, con tutti i vari scismi, derivano dalla Riforma Protestante dell’ex Monaco Agostiniano, Martin Lutero.
Lutero, autore di 95 Tesi, assolutamente discutibili, affisse alla porta della Chiesa del Castello di Wittenberg il 31 ottobre 1517, ha dato vita ad una miriade di gruppi e famiglie, cosiddette “protestanti” ed “evangeliche”, che hanno sposato posizioni teologiche, talvolta, assai bizzarre.

Una delle più discusse, in ambiente cattolico, è certamente quella “pentecostale” della quale monsignor Aldo Giordano ha scritto: “Il diffondersi del cristianesimo pentecostale, carismatico, specialmente delle comunità evangeliche o evangelicali o neoprotestanti e delle Chiese libere, è certamente un fenomeno nel panorama cristiano mondiale da considerare con più serietà e attenzione”.
Quando si vuole creare un dialogo fra Cristiani – serio e non demagogico – bisogna analizzare i fenomeni, che vanno considerati “con più serietà e attenzione”.
Non a caso il Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea – parlando dei cristiani Pentecostali – ha detto che “il motivo del successo sembra stare nella capacità di queste comunità di offrire rifugio, aiuto reciproco, famiglia e cura spirituale a persone che sperimentano l’estraneità sociale ed esistenziale”.

L’“estraneità sociale ed esistenziale” che vivono i cristiani che scelgono di seguire il cammino proposto dalle chiese pentecostali è frutto di un menefreghismo che i sacerdoti cattolici hanno nei confronti dei fedeli affidati alle loro cure.
La Chiesa Cattolica, campionessa in lamentazione, deve smettere di dare tutte le colpe al relativismo del pensiero e al mutare dei tempi. Sarebbe opportuno – guardando la Luna e non il dito – ammettere che i sacerdoti cattolici tutto fanno – fuorché i “pastori di anime” – perché, ormai, fare il prete “è un mestiere come un altro”.
Vedremo, nel prossimo futuro, se Robert Francis Prevost, Leone XIV, invertirà la tendenza. Diversamente la Chiesa Cattolica vedrà presto la celebrazione delle proprie esequie.
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Il Concilio Vat. II è stato manipolato dalla fazione modernista composta da giovani preti di sinistra (conosco la cosa per esperienza personale ) che, sull’onda della rivoluzione del sessantotto, protestando e scrivendo articoli contro il povero Paolo VI e i suoi collaboratori, chiedevano l’abolizione di dogmi e regole e andavano a fare gli operai e a predicare contro la tradizione apostolica. Da qui è partito lo stravolgimento della figura del sacerdote. Non serviva più confessarsi, contava di più fare picchetti davanti alle fabbriche; niente Madonna, niente Rosario, niente esorcisti,niente sacerdote a disposizione per le esigenze spirituali. Da allora la Chiesa è cambiata. Anche prima era politicizzata, ma lo sfacciato cambiamento in direzione della sinistra ha buttato tutto all’aria. Molti sono andati nei neo catecumenali, molti nei pentecostali e il cattolicesimo si è sfarinato nel nulla che è ora. A mio avviso non serve l’ecumenismo a fare rinascere il cattolicesimo; abbiamo bisogno prima di rinascere noi internamente recuperando la tradizione apostolica e di unirci sotto un vero Papa. Ora siamo senza! Da ben 12 anni! D. Minutella cerca di far capire che la Chiesa vera è stata buttata fuori per far posto ad una setta massonica mondiale che domina e fa tacere ogni prete; tutto è falso e tutto tace per paura. Solo Dio potrà far cambiare le cose, non sicuramente le petizioni di Cionci! La Pantera Nera se ne infischia di tutti, solo il ritorno del Kyrios ci libererà