12 novembre è la data scelta per la Giornata del Veterano.

Mentre gli italiani – o perlomeno molti di essi – hanno dimenticato l’effusione di sangue dei nostri appartenenti alle Forze Armate nelle Missioni Internazionali volute dall’ONU e dalla NATO, noi riteniamo doveroso, il 12 novembre, dare ampio risalto e rilevanza alla Giornata del Veterano, istituita nel 2022, per ringraziare le donne e gli uomini in uniforme al servizio della Nazione.
Questa mattina, il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatore Isabella Rauti, “Fratelli d’Italia“, ha preso parte alle celebrazioni della IV Giornata del Veterano, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano.

Nella sua formale allocuzione il Sottosegretario Rauti ha parlato di “una giornata dedicata a tutte le donne e a tutti gli uomini delle Forze Armate che hanno vissuto e vivono fino in fondo la dimensione del servizio che è una vocazione, visione della vita e del mondo”.
Parole a cui non serve aggiungere nulla. Il Sottosegretario ha compreso sino in fondo cosa significa essere militare in una Nazione che, troppo spesso, si dimentica dei suoi “figli in uniforme” che oblano la loro intera esistenza a servizio dei valori costituzionali più nobili.
Ancora una volta, dai banchi del Governo, si è alzato chiaro il messaggio secondo cui questo non è “solo un momento di riconoscenza e di memoria” ma anche di “rinnovo dell’impegno quotidiano per cui la Difesa non lascia indietro nessuno”.

Nel febbraio 2025, a prova di ciò, il Ministero della Difesa ha stabilito che venissero introdotte nuove qualifiche per i militari che si sono distinti nella vocazione di servizio alla Patria.
Dal corrente anno esistono – indipendentemente dalla presenza di traumi permanenti psico-fisici riportati nell’adempimento del dovere ed in linea con le normative internazionali di settore – la qualifica di “Veterano della Difesa”, la qualifica di “Veterano delle Missioni Internazionali” e lo status di “Veterano”.
E’ ancora il Sottosegretario Rauti a ribadire come “i nostri Veterani sono parte attiva nei progressi del settore” della bio-robotica e delle protesi riabilitative. Sono questi “eroi quotidiani”, infatti, che “testano dispositivi protesici all’avanguardia suggerendone adattamenti e miglioramenti”.
Questo, manco a dirlo, serve anche agli amputati d’arto della società civile perché, quando si parla di menomazioni fisiche e miglioramento della qualità di vita, lo Stato investe in ricerca, sviluppo e tecnologia avanzata per tutti, nessuno escluso.
Come sempre il Ministero della Difesa “assume il ruolo di hub strategico che mette a sistema competenze mediche, scientifiche, industriali e istituzionali per generare soluzioni realmente efficaci e sostenibili e si impegna per essere motore di inclusione e laboratorio di innovazione sociale, investendo sul coraggio e sull’esperienza dei nostri Veterani con disabilità”.
Inutile dire che la stima e l’apprezzamento per quanti indossano un’uniforme è sovrabbondante. L’Italia ha pagato un prezzo, in termini di vite umane, troppo grande e la Patria ha pianto con grande dolore i suoi figli migliori, in cerimonie esequiali alle quali non si sarebbe mai voluto prender parte.

Chi vi scrive, da molti anni, cura la Memoria Storica del Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella, Caduto nella Missione Internazionale di Pace a Kabul, in Afghanistan, il 26 settembre 2006, in missione con il 2 Reggimento Alpini di Cuneo, del quale era orgoglioso membro.
La memoria di quanti non ci sono più – perché Caduti nell’adempimento del Giuramento liberamente fatto – è dovere di ogni cittadino italiano.
Il 12 novembre, nelle scuole di ogni ordine e grado, andrebbe ricordata, all’inizio delle lezioni, l’importanza della Giornata del Veterano affinché le giovani generazioni inizino a sperimentare l’importanza dell’Amor Patrio, in una società liquida dove spopola il relativismo del pensiero.
Nell’odierna giornata, dunque, vista la delicatezza del tema trattato, si ritiene doveroso mandare un affettuoso e deferente abbraccio all’Esercito Italiano, alla Marina Militare, all’Aeronautica Militare e all’Arma dei Carabinieri, che hanno perso valenti militari nell’adempimento del dovere, pericolosamente compiuto.
Un accorato e sincero ricordo anche alle Famiglie dei tanti Caduti delle quattro Forze Armate che portano nel loro cuore la cicatrice indelebile del dolore di chi resta.
Il 12 novembre – anniversario della Strage al Comando dell’Italian Joint Task Forxe (IJTF), in Iraq, nella quale persero la vita 12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito Italiano e 2 persone civili – non resta che dire una parola sola, la più bella, la più significativa: “PRESENTE!”.

Mi addolora vedere che il ricordo dei caduti non è sentito tra i giovani che in gran parte sono ignari di tutto. Qualcuno c’è ma sono così pochi! E pensare che da anni siamo a rischio di guerre, ma non si vedono ragazzi interessati a conoscere i problemi politici in modo serio. Si vedono solo manifestazioni assurde per guerre in cui non siamo coinvolti nelle quali i giovani fanno di tutto per compiere violenze; non sanno cosa fanno, sono pilotati come burattini dai politici e dai professori universitari politicizzati; ma il senso della parola Patria e Onore li fa sogghignare e sbeffeggiare chi le pronuncia, giudicandolo fascista. Questi sono i frutti del gioco al ribasso cui è stata sottoposta la scuola da quando le sinistre ci hanno messo il dito