“Cuneo per i Beni Comuni” conferma la sua astrazione dalla realtà e la sua poca considerazione della volontà popolare.
Su “Cuneo sette” di martedì 17 giugno 2025, Alessandro Claudio Giordano, ha fatto un’intervista ai consiglieri comunali Claudio Bongiovanni, “Cuneo Mia“, e Ugo Sturlese, “Cuneo per i Beni Comuni“, dal titolo: “Il dopo referendum, ne parliamo con i consiglieri Bongiovanni e Sturlese“.
In tale intervista è venuto fuori che “bene ha fatto Landini per la CGIL, insieme alla UIL, a proporre i quesiti relativi alle garanzie che devono essere assicurate ai lavoratori in tema di applicazione corretta dei contratti e di tutela della salute in occasione di lavoro, garanzie che dovevano essere assicurate anche ai lavoratori immigrati. In nessun caso il voto su questi temi doveva essere assunto come occasione per dare spallate politiche o per confrontare i consensi referendari con quelli ottenuti nelle elezioni legislative“.
A dire queste cose banali ed ovvie l’ottoantacinquenne Consigliere Sturlese che vede nello strumento referendario una possibilità per fare pressioni sul Governo di turno.
Quando gli viene chiesto se il referendum può essere usato per “bypassare un sistema legislativo complesso“, egli risponde: “certamente si presentano condizioni nelle quali è necessaria una spinta popolare per realizzare conquiste di civiltà sul terreno dei diritti materiali o civili e ne abbiamo avuto esperienza in passato per quel che concerne la proprietà e la gestione pubblica dei servizi idrici o la conferma delle leggi che avevano introdotto il divorzio (1974) o l’interruzione volontaria di gravidanza (1981). Ciò che mi appare improprio è l’utilizzo dello strumento referendario come fonte di giudizio ultimo sul confronto politico, che necessariamente richiede considerazioni su un arco complesso di problemi e di visioni della società organicamente intrecciati in un programma di governo“.

La sconfitta portata a casa da una Sinistra, ideologica e fuori dal tempo, sembra non esser stata digerita dal Consigliere Sturlese che, infatti, chiosa: “occorrerebbe un allargamento del divieto a tutte le cariche pubbliche (e non solo ai Pubblici Ufficiali) di assumere posizioni che legittimino l’astensione“.
Insomma, gli inviti fatti dal Presidente del Senato, Ignazio La Russa, dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno proprio fatto arrabbiare Ugo Sturlese che non si è tirato indietro quando ha potuto esprimere le sue feroci critiche.
Cuneo, in fondo, è anche questo: chi non vincerebbe manco le elezioni del Condominio, poi, si scaglia contro chi governa, e governa con ampia maggioranza di italiani a sostegno.
