A Cuneo, nelle scorse settimane, uno scontro tra Forze dell’Ordine e manifestanti pro-Pal in occasione dell’inaugurazione della “Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba”.

Nel passato fine settimana vi abbiamo parlato di un banchetto del movimento politico “Forza Nuova” tenutosi a Bra, in provincia di Cuneo, per parlare di sicurezza con la popolazione residente.
Abbiamo reso la cronaca del fatto che vi è stato uno sparuto gruppetto di contestatori a cercare di impedire il regolare svolgimento dell’iniziativa autorizzata dalla Questura di Cuneo.
Abbiamo cercato di capire come mai vi fosse tanta acredine e ci è stato fatto notare che pochi giorni prima, gli stessi collettivi, erano nel comune di Alba per cercare di dar fastidio a quanti stavano inaugurando la “Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba”.
Come spesso si nota, i contestatori sono sempre gli stessi che cambiano maglia, cambiano slogan, mutano d’aspetto ma sottendono sempre la medesima questione: impedire a chi non la pensa come loro di poter parlare.
Ovviamente parliamo a ragion veduta dal momento che sulla Pagina “Facebook” Ufficiale di “ARCI Nazionale”, il 12 ottobre 2025, alle 13:56, compariva questo post: “Ad Alba, durante una mobilitazione pacifica organizzata dal coordinamento ProPal, Collettivo Mononoke, Non Una di Meno Alba e Arci Cinema Vekkio, le forze dell’ordine hanno caricato senza motivo il corteo diretto verso il Teatro Sociale”.
In questo assunto ci sono due cose che stridono fra loro.
Se la mobilitazione fosse stata “pacifica” non ci sarebbe stato bisogno, da parte della Polizia di Stato, di caricare i manifestanti “senza motivo”. Gli appartenenti alle Forze dell’Ordine – e chi fa il giornalista lo sa – quasi mai arrivano allo scontro fisico con i manifestanti perché – è cronaca – quasi sempre sono poi loro a pagare il prezzo più alto.
Incredibile che l’Associazione Ricreativa e Culturale Italiana (ARCI), realtà dal 1957 sodale e vicina a tutti gli ambienti della sinistra nostrana, arrivi a dire in modo certo che “le forze dell’ordine hanno caricato senza motivo il corteo diretto verso il Teatro Sociale”.
Innanzitutto bisognerebbe chiedersi: era autorizzato il percorso? I manifestanti “pacifici” potevano raggiungere la sede del “Teatro Sociale” dove vi era una conferenza di inaugurazione, presentazione ed esplicazione della fiera internazionale più importante del territorio provinciale?

A quanto pare – come asserisce ARCI – “tra le circa sessanta persone che partecipavano c’erano anche bambine, bambini e studenti delle scuole superiori”. Motivo in più per seguire le regole, attenersi agli accordi stipulati in sede di comunicazioni previste dall’articolo 18 del TULPS, e via discorrendo.
Dopodiché bisognerebbe capire il motivo per cui si sarebbe dovuta disturbare l’inaugurazione della “Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba” con la pretesa di “chiedere la fine del genocidio a Gaza e portare solidarietà al popolo palestinese”. Cosa attiene la questione pro-Pal con una delle realtà economiche più importanti del panorama piemontese?
Ciò che nel mondo dei Collettivi di Sinistra non riescono a capire è che non si può imporre la propria idea, la propria convinzione, a chi non è interessato o non la condivide.

Non è obbligatorio condividere le ideologie di “Coordinamento ProPal”, “Collettivo Mononoke”, “Non Una di Meno”, “Arci Cinema Vekkio”, ecc… Ognuno, secondo l’articolo 21 della Costituzione, ha la possibilità di pensarla come meglio crede.
Assai singolare, dunque, la chiosa del post: “Denunciamo con forza l’uso della violenza contro chi manifestava in modo pacifico”. Sarà interessante capire se ARCI ha sporto querela nei confronti delle Forze dell’Ordine e quale posizione prenderà la Procura della Repubblica di competenza riguardo i fatti.
Sicuramente sarà interessante vedere come la Magistratura riterrà le asserzioni di “ARCI Piemonte” che – sempre su “Facebook”. Il 10 ottobre 2025, alle ore 22:43 – ha scritto: “Mentre si stava discutendo con il funzionario per vedere se era possibile continuare nel percorso verso il Teatro senza un vero motivo è partita una carica da parte delle forze dell’ordine dove sono stati colpiti con i manganelli alcuni ed alcune manifestanti”.

Chi si occupa di cronaca sa bene che è rarissimo assistere a scontri tra manifestanti e Forze dell’Ordine durante dei cortei. Accade nel momento in cui i manifestanti cercano, a diverso titolo, di forzare dei cordoni di sicurezza o di entrare in aree sensibili, per le quali è stata emessa azione interdittiva.
Sempre da “ARCI Piemonte” sostengono: “il corteo ha continuato in un clima molto pesante e sempre bloccato nel suo tentativo di raggiungere il Teatro”.
Evidentemente non si doveva arrivare al Teatro, per motivi che Questura e Prefettura hanno sicuramente analizzato, e dunque il volervi giungere per forza ha creato, in chi gestiva l’Ordine Pubblico, preoccupazioni ed allerta.
Nelle ultime settimane – lo hanno visto tutti – i “cortei pacifici” pro-Pal hanno portato al ferimento di oltre 150 membri delle Forze dell’Ordine, a scene di guerriglia urbana, ecc…
