I Carabinieri di Cuneo, sotto il coordinamento della Procura di Cuneo, a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Martedì 18 marzo 2025, presso la Caserma Gonzaga, sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, alla presenza del Comandante Provinciale, Colonnello Marco Piras, del Comandante del Nucleo Operativo Radiomobile, Tenente Claudio Gramaglia, e del Comandante di Stazione, Maresciallo Maggiore Stefano Imperatori, si è tenuta la conferenza stampa relativa alla conclusa indagine denominata “Inside the City”.
Il Colonnello Piras, parlando ai professionisti dell’informazione, ha detto che “dall’autunno del 2022 la Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Cuneo ha intensificato le attività d’indagine nell’abitato cittadino, in particolar modo nella zona del cosiddetto “quadrilatero”, area della città compresa tra Corso Giovanni Giolitti, la Stazione Ferroviaria, Corso Dante e Corso Nizza, col fine di contrastare più efficacemente il traffico di stupefacenti”.
Questo, come chi scrive sa bene, era ben noto alla Prefettura, alla Questura, al Comune di Cuneo e alle Forze dell’Ordine.

Il Comune di Cuneo – con Federico Borgna prima, e Patrizia Manassero poi – ha sempre un po’ sottovalutato il problema, non tenendo conto della “situazione critica del Piazzale della Libertà e Movicentro, Corso Giolitti, Corso IV Novembre, Corso Dante, Via Pellico e Via Meucci” che il Capogruppo di “Indipendenti”, Giancarlo Boselli, e diversi residenti della zona, denunciavano da anni.
Nel novembre del 2022, in un Cinema Monviso gremito di residenti fuoriosi, al Sindaco Manassero veniva reso noto che al “Quadrilatero” si viveva in mezzo a spaccio, degrado, locali abusivi e immigrazione criminale.
L’allora Presidente del Comitato di Quartiere “Cuneo Centro”, Francesco Carbonero, in preda allo sgomento, diceva: “Una rissa non è una questione di percezione: se due persone di spaccano una bottiglia in faccia è un atto di violenza, non si può parlare di percezione”.
Un altro signore denunciava: “Portando giù la spazzatura ho visto un uomo che si stava denudando in strada, in un’altra occasione una donna che stava defecando”.
Manassero e i suoi Assessori hanno sempre derubricato a “casi isolati”, “situazioni sporadiche”, “percezione amplificata della cittadinanza”, e, dulcis in fundo, Patrizia Manassero, parlando del Movicentro, arrivò a dire: “Due anni e mezzo fa l’area della stazione era interessata da un bivacco che oggi non si verifica più in quella entità. Senza più i braccianti, però, è rimasta una fascia di persone portatrici di problemi più gravi, come la tossicodipendenza”.

Proprio per contrastare la tossicodipendenza, in special modo lo spaccio di sostanze stupefacenti, il Tenente Gramaglia e i suoi ottimi militari della Sezione Operativa, hanno attenzionato “alcuni soggetti di origine extracomunitaria, dediti ad una continua attività di cessione di sostanza stupefacente, prevalentemente di tipo crack”, ed hanno posto in essere, sotto la supervisione della Procura della Repubblica di Cuneo, una corposa attività d’indagine.
Ne è emerso che – a differenza della “percezione” narrata dal Sindaco Manassero – vi era “l’esistenza di una vasta rete di soggetti il cui più evidente ed immediato carattere distintivo era la tipologia di stupefacente e la modalità di confezionamento: singole dosi indicate con il nome convenzionale di “tegolini”, costituite da crack sigillato in cellophane di colore giallo”.
I militari dell’Arma, sotto la guida esperta e scrupolosa del Tenente Gramaglia, hanno arrestato in flagranza di reato 7 persone, deferito 2 soggetti in stato di libertà, eseguito 33 perquisizioni, e segnalato 13 soggetti per violazioni di carattere amministrativo.
Contestualmente a ciò, il Tenente Gramaglia e i suoi uomini hanno sequestrato 300 dosi di crack, oltre a svariate dosi di hashish, e nientemeno che oltre 10.000 euro in contanti.
A Patrizia Manassero e alla sua Giunta andrebbe posta una semplice domanda: “Tutto questo è frutto di “percezione” della cittadinanza?”.
Alla faccia di quella parte di cuneesi buonisti e giustificazionisti nei confronti di chi vive di espedienti e di reati, va detto che “nel corso di ulteriori indagini – sempre coordinate dalla Procura della Repubblica di Cuneo – sono stati deferiti in stato di libertà ulteriori 20 soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti o psicotrope in concorso”.
I numeri hanno una loro valenza e significano una situazione grave e problematica che ha ammorbato – e in parte ammorba ancora – il Quartiere “Cuneo Centro”.
La buona notizia è che nel gennaio scorso, “il Tribunale di Cuneo – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica in concordanza con le risultanze investigative, ha emesso ordinanza di applicazione di misure cautelari, disponendo la custodia cautelare in carcere nei confronti di 13 indagati, di cui 8 già arrestati, un divieto di dimora nella provincia di Cuneo ed un obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria”.
Ovviamente, come sempre, va precisato che l’Autorità Giudiziaria, nel corso del processo dibattimentale, valuterà ed accerterà le responsabilità penali ascritte agli indagati e dunque emetterà la congrua e corretta sentenza.
Una cosa, però, va detta.
Il Sindaco di Cuneo, Patrizia Manassero, e la sua Giunta, dopo questo florilegio di arresti, perquisizioni e sequestri, dovrebbero avere l’umiltà e la correttezza di incontrare nuovamente la cittadinanza e chiedere scusa per aver derubricato – più e più volte – la cosa a “percezione” dei residenti.
Come dicevano i Latini: “contra factum non valet argumentum” e il Comune di Cuneo si trova a dover prender atto che contro la prova dei fatti nessun argomento potrà avere valore.
Avevano ragione i cittadini e la loro esasperazione era assolutamente reale e non frutto di “percezione”.
Ancora una volta i cittadini cuneesi hanno avuto prova che l’Arma dei Carabinieri, quando edotta di ipotesi di reato, non sta con le mani in mano ma, con acume, intelligenza, e scrupolosità, in accordo con la Magistratura, mette in atto tutte le tecniche investigative necessarie per metter fine al crimine e riconsegnare la città ai cittadini onesti e per bene.
Il resto sono chiacchiere, demagogia e dilettantismo amministrativo di una Giunta che, dinanzi ai problemi, trova sempre scuse per non occuparsene.

Al di là di tutte le “percezioni “, mi pare che a Cuneo molti siano stanchi di questa situazione di degrado, ma ho più di una “ percezione “ che ci sia troppa malavita, vera malavita; il fatto sarà dovuto alla posizione di confine della città, attraverso la quale entra lo spaccio europeo? Per non parlare dei migranti illegali che fanno da padroni essendo protetti dalle amministrazioni locali di sinistra. Da tutto questo mi pare di poter dedurre che Cuneo avrebbe bisogno di un’amministrazione comunale più efficiente, meno blanda e meno partitica. Che gusto ci provano a vedere la città distrutta da gente incivile, invasa dalla malavita e piena di onesti cittadini che non ne possono più.?