I Carabinieri del Comando Provinciale di Lecco hanno, nuovamente, arrestato Mouhib Zaccaria, “Baby Gang”.

I Militari del Comando Provinciale Carabinieri di Lecco – con indiscussa professionalità – hanno tratto in arresto il marocchino Mouhib Zaccaria, nome del trapper “Baby Gang”.
Dell’arrestato ci eravamo già occupati il 13 settembre 2025 quando riportavamo che “gli ottimi militari del Comando Provinciale Carabinieri di Lecco, lo hanno arrestato a seguito di operazione antidroga e contro il traffico di armi”.
Sottolineavamo come il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Milano, Fiammetta Modica, aveva detto che “l’immigrato di origine marocchina ‘ha dimostrato assoluta indifferenza ai provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria’ ed aveva aggiunto che era ‘elevatissimo il rischio di reiterazioni criminali connesso all’impiego e alla detenzione di armi’”.

Oggi siamo a sottolineare come la dottoressa Modica avesse perfettamente ragione. Come canterebbe Achille Lauro: Mouhib c’è “cascato di nuovo”.
Alle prime ore dell’alba, infatti, i Carabinieri del Comando Provinciale di Lecco si sono recati presso l’abitazione di “Baby Gang” ed “hanno eseguito diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e numerose perquisizioni che vedono coinvolto il trapper e molte persone a lui vicine”.
I colleghi di “RaiNews” tengono a specificare che “Il nuovo arresto arriva a pochi giorni dalla condanna, il 4 marzo scorso, a 2 anni e 8 mesi, per ricettazione e detenzione di una pistola clandestina con matricola abrasa. Il 24enne era stato arrestato, l’11 settembre del 2025, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Lecco”.

Il TGR Lombardia, nell’edizione delle 19:30 di oggi 17 marzo 2026, ha messo in risalto come il Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecco ha voluto che ad arrestare Mouhib Zaccaria fosse un Carabiniere di sesso femminile.
La scelta è stata fatta visto che “Baby Gang” ha picchiato la sua ex compagna, costringendola ad andare in pronto soccorso con lesioni gravi.
Siccome Mouhib Zaccaria ha poca considerazione della donna e del suo ruolo, i Militari dell’Arma hanno voluto dargli una dimostrazione del fatto che la donna ha un suo posto nel mondo; posto che va assolutamente rispettato.

Questa volta l’arresto riguarda uso di armi, rapina e maltrattamenti. La speranza è che – diversamente da quanto accaduto in passato – il tracotante “Baby Gang” sconti la pena in carcere e non ai domiciliari.
Sarebbe assai interessante conoscere l’opinione del sacerdote milanese, don Claudio Burgio, cappellano dell’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano e fondatore della “Comunità Kayros” ove Mouhib è solito fare “le sue sorprese notturne”.
La chiesa bergoglian-sinodal-progressista, quella che sta sempre dalla parte degli immigrati e dei maranza, non si rende conto che – con questo atteggiamento lassista e lascivo – non fa che fare il male di questi soggetti che delle norme giuridiche fanno carta igienica.
Mouhib Zaccaria è il prodotto della assoluta ed inspiegabile tolleranza di assistenti sociali, educatori, psicologi e preti progressisti. In Italia non serve buonismo ma ordine, disciplina, rispetto delle regole.
Un encomio doveroso va fatto ai Carabinieri di Lecco per quanto fatto, per le indagini accurate, per l’arresto a tutela degli italiani onesti e per bene.

Certi sacerdoti, così ridanciani ed entusiasti, sembrano furbi gattoni che hanno catturato i topolini….non vado oltre; dico solo che non possono e non devono essere così sereni davanti alla loro nazione che si sta sgretolando sotto i colpi di questa gente che punta al dominio e alla sostituzione etnica. Questi ragazzi devono essere assistiti “seriamente “ perché sono una grave preoccupazione e ci vuole, non violenza, ma severità e se sbagliano vanno ragionati con polso e determinazione. Di sorrisi e concessioni ne abbiamo abbastanza! Non servono a niente!!!
Carissima Margherita, che dire? Sono perfettamente d’accordo con te. Don Claudio Burgio sono anni che vezzeggia questi soggetti dicendo che “non esistono ragazzi cattivi” ma la verità è che “ogni giovane che si rieduca è una generazione che si salva”. Se non si rieduca sta gente l’Italia perirà.