I Carabinieri del Comando Stazione di Alba traggono in arresto un 23enne algerino gravato da diversi reati, tutti assai gravi. Alba sta diventando come il Bronx.

I militari della Compagnia Carabinieri di Alba, in questi giorni, “hanno dato esecuzione ad un provvedimento restrittivo a carico di un soggetto algerino classe 2002 gravemente indiziato di numerosi reati contro la persona e il patrimonio, commessi nell’arco temporale luglio-novembre 2025, nel territorio del Comune di Alba”.
Intanto va detto che è assai grottesco sentire che un soggetto, per lo più immigrato, abbia potuto compiere reati per quattro mesi, danneggiando persone oneste e per bene, senza assaggiare il sapore delle patrie galere.
In Italia vige un senso di impunità assurdo e, per colpa di una politica che sa solo essere demagogica, nel Bel Paese chi sbaglia la passa liscia e le vittime restano con il terrore di incontrare nuovamente il loro aguzzino.

Un plauso va fatto ai Carabinieri della Compagnia di Alba, alle dirette dipendenze dell’eccelso Capitano Giuseppe Santoro, che hanno indagato con perseveranza ed attenzione sul soggetto, al fine di portare nelle mani dell’Autorità Giudiziaria materiale che non potesse essere archiviato in fase dibattimentale.
A quanto ci fa sapere il Comandante del Nucleo Investigativo presso il Comando Provinciale di Cuneo, Capitano Marco Dainese, l’algerino “è chiamato a rispondere, a vario titolo, dei delitti di tentata rapina, lesioni personali aggravate, porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere, furto e furto in abitazione – consumati e tentati – anche in concorso, nonché della violazione delle disposizioni sulla detenzione e l’utilizzo di armi da taglio, con contestazione della recidiva specifica infraquinquennale”.
Dinanzi ad una tale mole di reati contestati viene da chiedersi perché si attenda così tanto tempo prima di prendere provvedimenti e di procedere con le espulsioni.

Gli immigrati di seconda generazione – e ne abbiamo dato ampia motivazione, con cronaca giudiziaria alla mano – non hanno nessun rispetto per il Paese che li ospita e sentono di poter fare ciò che più li aggrada.
Il Comando Stazione Carabinieri di Alba, eccellentemente diretto dal Luogotenente Claudio Grosso, che ben conosce il territorio ed i manigoldi che lo popolano, si è dato un gran da fare ed è riuscito a fornire elementi probatori agli Uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti, diretta con ineguagliabile competenza dal Procuratore Capo Biagio Mazzeo.
Sul tavolo della Procura di Asti, oggi, ci sono elementi che accusano l’immigrato algerino di “una rapina aggravata e lesioni personali nei confronti di un giovane, avvicinato in orario notturno nei pressi di una fermata del bus, minacciato ed aggredito con un fendente per mezzo di un coltello. Il padre, giunto in soccorso del figlio veniva anch’egli aggredito con fendenti al collo ed al torace, con prognosi di giorni 10”.

Già solo per questo episodio l’immigrato andrebbe espulso dal territorio nazionale perché non si possono più tollerare simili narrazioni ma, soprattutto, non si può permettere a chicchessia di andare in giro con armi ed oggetti atti ad offendere.
Ma l’immigrato algerino ha inanellato altri reati degni di essere menzionati: “ripetuti episodi di furti e tentati furti, consumati prevalentemente in orario notturno ai danni di esercizi commerciali e strutture ricettive del territorio”.
I Carabinieri tengono a sottolineare che nelle mire dell’immigrato sono finiti: “attività alimentari e punti vendita del centro cittadino, il centro di accoglienza della Fondazione Caritas Diocesana Albese (per ben tre volte), la Bocciofila Albese, un’abitazione privata, dalla quale sarebbero stati sottratti una bicicletta elettrica e del denaro contante”.
Incredibile che nella Capitale delle Langhe si possa anche solo immaginare una situazione simile, del tutto fuori controllo.

A leggere queste notizie riesce ancora più difficile credere a quanto detto dal Prefetto della Provincia di Cuneo, Mariano Savastano, il 27 novembre 2025, al tavolo con l’Associazione Commercianti Albesi.
Secondo il Prefetto Savastano, infatti, ci va “un approccio partecipato” in quanto egli ha evidenziato “come la sicurezza urbana – intesa come il senso di sicurezza percepito negli spazi pubblici – richieda un vero e proprio patto sociale a cui tutti devono contribuire”.
Il tema della sicurezza non può essere ridotto ad un non chiaro e non definito “patto sociale”.
Si capisce che la Prefettura – così come peraltro la Questura – abbiano a cuore la minimizzazione dei problemi riducendoli, sempre, a “senso di insicurezza percepito”.
I Cittadini, visto che si sentono sempre accusare di “percezione errata”, ormai, non chiamano nemmeno più il 112 e non sporgono più querela. A cosa serve se tanto poi i manigoldi possono andare in giro indisturbati mentre gli onesti si devono guardare le spalle?
Al netto della retorica di certa politica di Sinistra che descrive gli immigrati di seconda generazione come “vittime di un sistema che non li include”, bisogna fare un plauso al Luogotenente Grosso e al suo personale sottoposto per aver rilevato – ai danni del 23enne algerino – anche “un furto con strappo ai danni di un passante, cui sarebbe stato sottratto un borsello contenente telefono cellulare e denaro contante” ed, inoltre, un episodio di “lesioni personali gravi, in concorso con altri soggetti non identificati, ai danni di un uomo aggredito in strada e ricoverato in prognosi riservata per importanti traumi toraco-addominali”.

Questa notizie servano di monito al Sindaco di Alba, Alberto Gatto, “Partito Democratico”, che, con tutta evidenza, sta assolutamente sottovalutando il problema della sicurezza.
A detta del Nucleo Investigativo Carabinieri, infatti, “molti degli episodi sarebbero stati agevolati da circostanze di tempo tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, in particolare l’orario notturno”.
Orario notturno in cui operano – con sforzi sovrumani – solo i militari dell’Arma dei Carabinieri.
Perché il Sindaco Gatto – data la grave pericolosità in cui versa la Città di Alba – non predispone servizi notturni per il personale della Polizia Locale?
E’ vero, la notte è difficile fare contravvenzioni alle auto in sosta, ma si potrebbero fare tanti servizi di pattugliamento, controllo e prevenzione, alle pensiline dei bus, in zona Stazione FS e in taluni parchi cittadini che sono frequentati da soggetti poco raccomandabili anche di giorno.
Attualmente – grazie al grande lavoro svolto dalla Stazione Carabinieri di Alba – “l’indagato risulta tratto in arresto ed è attualmente sottoposto alla misura cautelare in carcere disposta dall’Autorità Giudiziaria”.
La speranza che molti hanno è che – una volta scontato il debito con la giustizia – l’immigrato algerino possa essere gentilmente accompagnato in Algeria.
La “remigrazione” tanto decantata dal Generale di Divisione Roberto Vannacci, “Lega”, diventi una solida realtà per tutelare gli italiani onesti e per bene, vittime di un’immigrazione criminale divenuta insostenibile ed ammorbante.
