A Biella la Polizia di Stato interviene, in modo preventivo, per garantire maggiore sicurezza alla popolazione onesta.
In un clima di buonismo incontrollato, in un’Italia sempre meno sicura, alla vigilia dell’approvazione dei nuovi Decreti Sicurezza voluti dal Governo Meloni, dalla Questura di Biella fanno sapere che sono stati “denunciati tre cittadini stranieri in possesso di oggetti utilizzabili per compiere furti”.
L’immigrazione criminale non conosce battute d’arresto e, purtroppo, è sempre più difficile attuare azioni di repressione per contrastare il fenomeno.
Le Forze dell’Ordine si impegnano con dedizione e competenza per mettere in atto azioni repressive ma, troppo spesso, la Magistratura ne vanifica gli sforzi.
Questa volta possiamo dire che nella tarda mattinata del 12 gennaio scorso – nel corso di “un normale controllo stradale” – è accaduto che “le voltanti della Questura di Biella hanno fermato un veicolo sospetto segnalato dalla Sala Operativa perché collegato a precedenti episodi di furto”.
Da quanto emerge dagli Uffici della Polizia di Stato, il veicolo “è stato fermato dagli Agenti che hanno identificato i tre occupanti: uomini di origini straniere, due cileni e un messicano di età compresa tra i 33 e i 25 anni. Alla richiesta del motivo per cui fossero a Biella, i tre hanno fornito spiegazioni apparse fin da subito poco convincenti”.
Narrazioni simili le abbiamo già ascoltate in altre occasioni, in altre province, ma la risultanza è sempre la medesima. Uno dei soggetti era sprovvisto di documenti utili all’identificazione e, cosa assai sospetta, non si è riusciti a capire “chi fosse il reale proprietario del veicolo”.
Dinanzi ad un simile quadro, gli Agenti della Polizia di Stato hanno optato per la perquisizione immediata del mezzo dal quale sono scaturiti “diversi oggetti utilizzabili per compiere dei furti”.
Il personale della Squadra Volanti ha trovato “1 cacciavite a taglio, 1 scalpello piatto, 1 tronchese, 2 dispositivi anti-taccheggio avvolti in una 1 t-shirt di colore nero e nascosti sotto il sedile anteriore del passeggero, 2 paia di guanti in tessuto neri e 1 passamontagna nero sui sedili posteriori”.

Un bottino non trascurabile che ha permesso la traduzione istantanea presso la Questura di Biella ove sono stati realizzati i controlli fotodattiloscopici a cura della Polizia Scientifica.
Gli Agenti della Polizia Scientifica hanno subito scoperto che “uno dei tre utilizzava diversi alias per eludere i controlli e aveva a suo carico dei precedenti per reati contro il patrimonio”.
In ossequio alle normative vigenti i tre sono stati “denunciati per porto abusivo di armi ed oggetti atti ad offendere ex art. 4 della L. 110/75”. Una misura che, non porta i soggetti dietro le sbarre ma li mette in una posizione scomoda in caso di commissione di futuri reati predatori.
Dalla Questura di Biella, guidata dal Dirigente Superiore della Polizia di Stato Delia Bucarelli, tengono a dire: “Ancora una volta, grazie alla capillare attività di controllo del territorio è stato possibile prevenire la commissione di reati e garantire maggiore sicurezza alla comunità locale”.
