Il 16 ottobre 1943 veniva rastrellato il Popolo Ebraico dal Ghetto di Roma per esser portato ad Aushwitz. L’Italia ha fatto i conti con l’antisemitismo?
Due giorni fa, nella splendida cornice della Città di Udine, nei pressi dello Stadio ove di lì a poco si sarebbe disputata la partita di calcio tra le nazionali dell’Italia e di Israele, l’inviato del TG3, Jacopo Cecconi, ha detto una frase infelice e discutibile.

La frase “incriminata” è: “L’Italia ha la possibilità di eliminare Israele almeno sul campo”. Siccome il “compagno” Nanni Moretti ha sostenuto più e più volte che “le parole sono importanti” è bene analizzare la grave allusione che sottende questa esternazione.
L’onorevole Augusta Montaruli, “Fratelli d’Italia”, Vicepresidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla RAI, ha così commentato: “Parole di una pesantezza e gravità inaccettabili”. Anche il senatore Maurizio Gasparri, “Forza Italia” ha definito “deliranti” le parole dell’inviato del TG3. E l’onorevole Galeazzo Bignami, “Fratelli d’Italia”, si augura che “l’azienda intervenga con fermezza”.
Tutte posizioni che la Destra di Governo non ha avuto paura di esternare perché è gravissimo che un giornalista, al servizio della Televisione di Stato, utilizzi un simile linguaggio e faccia simili considerazioni dopo che lo Stato di Israele ha subito un attentato come quello del 7 ottobre 2023.
Inoltre, va detto, quell’“almeno sul campo” lascia sottintendere ben altro.

Nella lingua italiana, “almeno” significa “se non altro”, “se non di più”, ed indica “un desiderio minimo ma intenso”. Ne consegue dunque che, per l’inviato del TG3, la sconfitta di Israele in campo sarebbe “il minimo sindacale” da auspicarsi.
Le sue opinioni – evidentemente in linea con quelle dei pro-Pal – sono lecite e legittime ma, quando lavora per il Servizio di Informazione Pubblica, pagato dai contribuenti che versano il Canone RAI, se le dovrebbe tenere per se.
Bene hanno fatto i Parlamentari della Destra di Governo ad insorgere e benissimo fanno quelli che non seguiranno più il TG3, facendone calare l’audience, in segno di protesta pacifica, e non violenta, per le parole pronunciate da Jacopo Cecconi.
Tutto questo, fra l’altro, è accaduto un paio di giorni prima della tragica commemorazione del 16 ottobre 1943 quando vi fu, ad opera delle SS, agli ordini del Colonnello Herbert Kappler, il tristemente celebre Rastrellamento degli Ebrei del Ghetto di Roma.
Questo atto è, a detta di molti studiosi di quel periodo, “l’azione più violenta di persecuzione antiebraica avvenuta in Italia”.
Gli italiani hanno la memoria molto corta e non si può continuare a spargere e seminare odio antiebraico e – in ultima analisi – antisemita come se fosse qualcosa di eticamente giusto.
Tanto per non lasciare le cose al caso, dobbiamo dire che il Rastrellamento del 16 ottobre 1943 è avvenuto all’alba, poco dopo le 5, ed è iniziato con l’accerchiamento del Ghetto di Roma da parte delle SS. Per compiere tale barbarie, il Colonnello Kappler fece scendere da Berlino circa un centinaio di soldati specializzati in “pulizia etnica”.
Le SS si presentarono alla porta di ciascuna famiglia del Ghetto. Diedero loro una lista di cose che potevano portare durante il viaggio, li portarono sino alla Stazione Ferroviaria di Roma Tiburtina e li fecero salire su un treno – composto da 18 convogli per il trasporto del bestiame – per condurli a Auschwitz-Birkenau, in Polonia.
La fine che fecero questi esseri umani è nota, ed è tristemente riassunta nel termine Shoah.
Questa deportazione – perché di questo si tratta – fu deplorevole per due motivi: il primo è che nessuno può mettere in atto un’azione deportativa ai danni di qualcun altro, allo scopo di eliminarne la presenza e l’entità, il secondo è che gli Ebrei del Ghetto di Roma, per evitare la deportazione, avevano consegnato un paio di giorni prima, 50kg di oro puro ai soldati del Regime Nazista.
Le cronache parlano di una “traduzione” forzata di 1.023 persone, altre fonti parlano di 1.200. Ciò che è certo è che erano più di mille e che quello che è accaduto in quei luoghi fa semplicemente ribrezzo e non dovrà mai più ripetersi.
Dalla Comunità Ebraica di Roma fanno sapere che “dei 1.023 ebrei partiti, solo 16 fecero ritorno alla fine della guerra. Di questi 16, una era una donna, Settimia Spizzichino, e non tornò nessun bambino”.

Chi volesse, anche solo per conoscenza personale, approfondire il tema, potrà farlo contattando la Comunità Ebraica di Roma, partecipando alla celebrazione che si tiene – ogni anno – davanti al Portico d’Ottavia, o leggendo “16 ottobre 1943” di Giacomo Debenedetti.
In un momento storico nel quale sembra tornato in voga l’antisemitismo, è bene fare memoria, stigmatizzare i rigurgiti antiebraici, far sentire al Popolo Ebraico e al Popolo di Israele, tutta la vicinanza e la solidarietà di cui il Popolo Italiano è capace.
La RAI – Radiotelevisione Italiana, viste le inopportune parole proferite dal suo giornalista Jacopo Cecconi, prenda i dovuti e doverosi provvedimenti. Sicuramente la Maggioranza di Governo non lascerà cadere nel vuoto quanto accaduto.
