Le finalità del Centro Studi, nell’ampia relazione svolta dal suo presidente
Ieri mattina, con la partecipazione del Prefetto, S.E. Donato Giovanni Cafagna, dei numerosi soci e di rappresentanze del mondo cultuale piemontese, in una sala gremita, è stato inaugurato il raddoppio degli spazi di proprietà, del Cento Studi Piemontesi in via Ottavio Revel, 15.
Locali messi a norma, con l’adozione di rinnovate tecnologie che permettono di salvaguardare il patrimonio archivistico e librario. I nuovi locali che consentiranno anche di incrementare le attività di servizio al pubblico, soprattutto a vantaggio di studiosi e giovani ricercatori, sono stati presentati dal Presidente Lodovico Passerin d’Entrèves che ha evidenziato i punti salienti del glorioso sodalizio.
Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, punto di riferimento per la ricerca storica subalpina, ha tra i propri obiettivi la valorizzazione e la tutela dello straordinario patrimonio culturale e ambientale del Piemonte: risorsa preziosa e insostituibile per le future generazioni.
Il Centro realizza eventi, convegni, mostre, edizioni (anche monumentali, come l’Epistolario di Massimo d’Azeglio). Illustri studiosi hanno contribuito alla crescita delle diverse Collane: oltre 600 i titoli in catalogo. Dal 1972 pubblica la rivista semestrale interdisciplinare “Studi Piemontesi”, a diffusione internazionale. Custodisce un importante patrimonio archivistico e bibliotecario dichiarato “di notevole interesse” dalla Soprintendenza Archivistica del Piemonte e della Valle d’Aosta. I Soci sono all’incirca 700. Per saperne di più: www.studipiemontesi.it – tel. 011/537486.
In tale attività è supportato da un gruppo di intellettuali e imprenditori subalpini attivi in campo storico, linguistico, architettonico e sociale. Sono in corso collaborazioni stabili con Enti culturali e Università italiane ed europee.
“Investire nella cultura delle radici, sostiene il Presidente, significa, oggi più che mai, investire nel futuro del territorio con spazi aperti, inclusivi e tecnologicamente avanzati, capaci di favorire la ricerca, lo studio e l’incontro tra generazioni, per le quali è stato attivato un progetto giovani e spazi loro dedicati”.
Il patrimonio archivistico del Centro Studi Piemontesi comprende 19 fondi documentari, costituiti nel loro insieme da 8.742 unità archivistiche, per un’estensione di 90 metri lineari, con documenti datati dal XIV secolo al 2025, tra i quali spiccano per importanza oltre 4.000 stampe fotografiche datate dal 1860 ai primi anni Duemila, alcuni autografi di Eugenio di Savoia, Massimo d’Azeglio, Camillo Benso di Cavour, Giuseppe Mazzini e Umberto di Savoia.
L’Archivio Istituzionale del Centro Studi Piemontesi conserva corrispondenza e materiali relativi alle attività promosse dalla Ca dë Studi Piemontèis nei campi dell’editoria, della promozione e valorizzazione della cultura piemontese e della conservazione di fonti inedite afferenti alla lingua e alla storia piemontesi.
Accanto all’Archivio Istituzione dell’Associazione, si segnalano i 18 archivi personali-famigliari (1549-2024), frutto di lasciti (o donazioni).
La biblioteca arricchitasi di apporti continui, raccoglie testi riguardanti la cultura piemontese nei suoi diversi aspetti, in particolare storia, cultura del territorio e letteratura, e una sezione riservata alla lingua piemontese, con testi di prosa, poesia, teatro, filologia e linguistica, un patrimonio stimato in circa 30.000 volumi moderni e oltre 500 edizioni antiche di grande pregio, si compone inoltre di 18 fondi di donatori, tra questi si segnala il Fondo di preziose legature di Giuseppe Pichetto.
Il progetto di catalogazione della Biblioteca del Centro Studi Piemontesi ha preso avvio nel 2014 e prevede la realizzazione del catalogo digitale dell’intera raccolta libraria nell’ambito del Servizio Bibliotecario Nazionale. Sono stati già caricati on-line più di 13.000 volumi, alcuni dei quali molto rari o unici esemplari a essere presenti nel catalogo SBN.

1 thought on “Torino. Il Centro Studi Piemontesi inaugura nuovi spazi”