In Russia si analizza ciò che sta accadendo in Medio Oriente e in Iran.
La Russia, per bocca del Ministero degli Affari Esteri, si è espressa in merito agli sviluppi della crisi in Medio Oriente.
A Mosca “è profonda la preoccupazione dovuta al fatto che la crisi in Medio Oriente continua ad aggravarsi” fanno sapere gli alti funzionati della Diplomazia della Federazione Russa.
Secondo il Ministero degli Affari Esteri, con sede a Mosca, “Gli USA e Israele non danno cenni di voler recuperare il buon senso né di voler porre un freno a questo spargimento di sangue”. A detta dei più stretti collaboratori di Vladimir Putin, infatti, Donald Trump e Benjamin Netanyahu, “hanno dato inizio a un’operazione di guerra allo scopo di rovesciare le legittime autorità al potere in Iran”.

Per i Funzionari degli Esteri in Russia, dalle Capitali di USA e Israele “si sentono risuonare dichiarazioni bellicose, mentre l’esercito israeliano ha dato il via a una nuova invasione del Libano”.
A detta di Mosca “gli aggressori stanno tentando di alimentare la discordia all’interno del mondo islamico proprio nel pieno del periodo del Ramadan, mese sacro ai musulmani”. Parole che sono assai opinabili, soprattutto se si pensa che del “mese sacro” interessa assai poco persino a molti maomettani.
Nelle parole della Federazione Russa si cerca di far passare per vittima l’Iran. Lo si fa dicendo che USA e Israele “hanno infatti provocato intenzionalmente l’Iran affinché quest’ultimo reagisse agli attacchi colpendo per ritorsione obiettivi situati in diversi Paesi arabi e causando vittime e perdite materiali, conseguenze delle quali la parte russa si rammarica profondamente”.

Da Mosca insistono nel sostenere che “gli aggressori stanno tentando di trascinare i popoli arabi in un conflitto scatenato per interessi altrui. Contemporaneamente, in tal modo stanno deviando l’attenzione dalle condizioni disastrose nelle quali si trova a vivere la popolazione palestinese”.
E’ necessario riportare la posizione della Federazione Russa dal momento che – in caso di conflitto più ampio – sarà schierata contro lo Stato di Israele e, ovviamente, contro l’Occidente. La mentalità della “Guerra Fredda” non si è mai veramente sopita e, oggi più di ieri, è assolutamente evidente.
Dalla Russia giunge un appello chiaro a tutti quelli che sono coinvolti nel conflitto affinché “interrompano immediatamente le ostilità, a inclusione degli inammissibili attacchi condotti ai danni dei territori facenti parte dei Paesi arabi del Golfo Persico”.

I collaboratori di Putin continuano: “Riteniamo che qualunque attacco ai danni della popolazione o di qualsivoglia obiettivo civile, sia esso condotto contro l’Iran o contro i Paesi che fanno parte del Consiglio di cooperazione degli Stati arabi del Golfo Persico, sia assolutamente inaccettabile”.
In un clima cupo, preoccupante, doloroso come quello di questi giorni – dicono i Russi – “è evidente che l’unico modo di impedire alla regione di scivolare ulteriormente verso l’abisso della destabilizzazione è quello di arrestare l’aggressione operata da USA e Israele, che ha dato origine a una spirale di sofferenze per i popoli arabi”.
La storia ci dirà come andranno le cose. Per il momento non vanno affatto bene.

Sotto sotto stanno lavorando gli inglesi massoni agli ordini dei Rothshild
Chi tesse le trame sotto la questione non è dato saperlo e i network che parlano di nomi non sono in grado di provarli.
Una cosa è sicura: l’Iran è una teocrazia maomettana molto pericolosa perché animata da fanatismo e odio.
La Federazione Russa sta prendendo le difese del mondo maomettano per contrastare il nemico di sempre, gli USA, ma se ne pentirà perché i maomettani odiano i Cristiani, Ortodossi compresi.
Caro Rovera,
consentimi qualche riga, tra il commento e la domanda.
Mi pare che tu tenda a considerare gli islamismi (plurale d’obbligo di fronte alla varietà) come un soggetto di fondo unitario e tutto teso alla contrapposizione con i cristiani (il termine maomettani). A mio modesto avviso, ciò occulta un poco lo specifico dello sciitismo persiano: la Repubblica Islamica è una realtà complessa frutto di una rivoluzione prima plurale e poi islamizzata (in senso khomeinista) e soprattutto fortemente politicizzata (termine da considerare in senso occidentale), non credo che la si possa ridurre di specificità.
Sul fronte russo, poi, che cos’altro si sarebbe aspettare che si facesse, se non approfittare di una contraddizione?