I Carabinieri del NORM di Alba, alle dipendenze del Capitano Giuseppe Santoro, arrestano l’ennesimo immigrato per spaccio di sostanze stupefacenti. La Magistratura ha predisposto gli arresti domiciliari.
Il Comandante del Nucleo Investigativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, Capitano Marco Dainese, comunica che il giorno 1 marzo 2026, nel pomeriggio, ad Alba, “i militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri hanno tratto in arresto un uomo di 27 anni, cittadino macedone, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ai sensi dell’art. 73 del D.P.R. 309/1990”.
Alba è sempre meno sicura.
Il centro cittadino della Capitale della Langa è veramente mal frequentato, ricco di soggetti già pregiudicati, e via discorrendo. I Carabinieri stanno facendo, da un biennio, una serie di controlli mirati alla repressione del crimine ma, va detto, sono gli unici a farlo.
Dagli Uffici dell’Arma ci fanno sapere che “durante un controllo alla circolazione stradale nel centro cittadino, l’uomo – alla guida di una Citroen C3 – è apparso particolarmente agitato. Tale atteggiamento ha indotto i militari ad effettuare una perquisizione personale e veicolare”.
Il copione è sempre lo stesso. Chi si occupa di cronaca lo ha narrato più e più volte.
I Militari specificano che “nel corso delle operazioni è stato scoperto un sofisticato sistema di trasporto mediante supporto magnetico, applicato alla parte esterna dell’autovettura, in corrispondenza del paraurti posteriore sinistro. All’interno del contenitore magnetico sono stati rinvenuti 8 involucri in cellophane contenenti cocaina”.
Alba è una delle capitali dello spaccio nel Nord-Ovest. La politica fa finta di non vedere quel che accade nella città celebre per il tartufo ma “contra factum non valet argumentum”. La mole di indagini, operazioni, perquisizioni, arresti portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Alba è sotto gli occhi di tutti.
I Carabinieri, come previsto dal Codice Penale, dopo la perquisizione del mezzo, si sono spostati presso il domicilio dell’arrestato e li hanno rinvenuto “76g di cocaina (di cui parte occultata nel supporto magnetico); 50 grammi di hashish; 7 grammi di marijuana; materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente; un bilancino di precisione; 220 euro in contanti, ritenuti verosimile provento dell’attività di spaccio”.
Quando si apprendono simili “croccanti” notizie sarebbe bello conoscere l’opinione del Sindaco di Alba perché sono decine le operazioni e gli arresti per spaccio compiuti nella cittadina della Langa nell’ultimo biennio.

Dalla Compagnia Carabineri di Alba, magistralmente retta dal Capitano Giuseppe Santoro, spiegano come “il trasporto mediante supporto magnetico, con l’occultamento della droga all’esterno del veicolo tramite contenitore fissato con calamita, costituisce una modalità studiata per eludere i controlli ordinari delle Forze dell’Ordine e rendere meno immediato il rinvenimento della sostanza”.
Lascia sempre perplessi quanto decide la Magistratura in questi casi. Nella narrazione di specie possiamo dire che “l’uomo veniva trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia; l’indomani all’esito della direttissima, gli veniva applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa di processo”.
Non si capisce per quale motivo vengano concessi gli arresti domiciliari a chi viene trovato in possesso di oltre un etto di sostanza stupefacente. Il Codice Penale va senz’altro modificato e il Governo Meloni non può sottrarsi a tale incombenza.
Ovviamente, i Carabinieri specificano che “il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vige la presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva”.
Va comunque espresso un sincero ringraziamento al Comando Compagnia Carabinieri di Alba, all’Aliquota NORM, al personale militare tutto, per quanto viene fatto con quotidiano impegno in quel della Langa.
