Carcere minorile Ferrante Aporti
La Polizia ha eseguito le misure cautelari nei confronti dei giovani, cinque dei quali minorenni
È terminata ieri, a fine mattinata, a Torino un’operazione denominata Riot, condotta dalla polizia di Stato sotto la direzione della Procura di Torino e della Procura per i minorenni.
L’operazione ha comportato l’esecuzione di misure cautelari nei confronti di otto persone, ritenute tra i principali responsabili dei gravi disordini avvenuti in città nel corso di manifestazioni pro-Palestina lo scorso 3 ottobre, su ordine della procura di Torino (pm Manuela Pedrotta) e della procura dei minori. Sono cinque minorenni (due in carcere e tre in comunità) e tre maggiorenni (due ai domiciliari e uno con divieto di dimora a Torino), tutti maschi e già indagati per analoghi fatti precedenti.
Con altri ragazzi poco più grandi, hanno aggredito le forze dell’ordine, lanciato sassi contro gli agenti e devastato le bancarelle di libri di Portici di carta. I genitori sono di origine straniera, ma loro sono quasi tutti nati in Italia.
Il 3 ottobre, i manifestanti erano più di 20.000. Una parte minoritaria di loro, prima linea del corteo, “ha perpetrato un violentissimo attacco contro le forze dell’ordine”: inseguimenti agli agenti, lanci di pietre e bottiglie, calci e pugni nel corso di tutta la giornata. Dopo i primi scontri di nuovo vicino alle Ogr, la giornata era proseguita con tensioni in corso Francia, davanti allo stabilimento della Leonardo. La sera, gli antagonisti avevano continuato a creare disordini davanti alla stazione di Porta Susa e in via Po, dove sono state devastate le bancarelle di libri di “Portici di carta”.
Alla fine della giornata, risultavano 12 agenti feriti, diversi mezzi della polizia e privati danneggiati, molte bancarelle distrutte.
Oltre ai fermati, ci sono molti altri violenti ancora da identificare. Alcuni dei destinatari della misura, pochi giorni dopo le violenze al corteo, hanno commesso una rapina e ne hanno tentata un’altra, tutte in provincia di Torino. In questi episodi, hanno malmenato diverse vittime, ferite con prognosi fino a 30 giorni. Per gli investigatori, emerge un quadro di “allarmante spregiudicatezza criminale, connotato dalla totale assenza di freni inibitori e un sistematico disprezzo per le norme fondamentali per la convivenza civile”.
Sempre ieri, gli agenti hanno perquisito le abitazioni degli indagati, sequestrando i loro telefoni. Saranno analizzati per comprendere i contatti e acquisire elementi probatori.

Complimenti Francesco per l’analisi chiara e illustrativa di una situazione davvero incresciosa.
In tutto questo, ovviamente, i grandi assenti sono il Sindaco di Torino, il SerMiG, i Servizi Sociali, …
Gli immigrati piacciono e sono le “vittime” di una società “brutta e cattiva” ma, se guardiamo ai dati, sono gli autentici carnefici.
Indubbiamente caro Elia e grazie per il conforto.Il sindaco poi li supera tutti. Il Governo dovrebbe, entro il mese approvare disposizioni che, per quando riguarda i minori, mettono in chiaro le responsabilità delle famiglie. Barricate scontate a sinistra