24 Aprile 2026

6 thoughts on “Giudizi e pregiudizi sull’Inno Nazionale Italiano

    1. Resta un fatto oggettivo che impone una riflessione: a forza di sentire e cantare l’Inno Nazionale, questo “simbolo musicale” è diventato parte integrante del nostro vivere e dell’immaginario collettivo. Prendiamone serenamente atto.
      Mi pare la conclusione più sensata suggerita dall’ Autore medesimo.

  1. Articolo dal carotaggio molto basso: un po’ di Wikipedia e molti luoghi comuni, scritto da chi non ha mai approfondito né l’inno né, soprattutto, la produzione poetica e musicale del Risorgimento. La storia bisogna contestualizzarla, non leggerla con gli occhi di oggi: troppo facile.

  2. Costituzionalmente l’inno di Mameli è stato da sempre il nostro inno e cantato nelle occasioni più disparate, dagli alunni delle Scuole Elementari alle occasioni rappresentative di Stato. Certo il Va Pensiero Verdiano emozionalmente parlando rende dí più e rappresenta quello spirito che incarnava il senso liberatorio dall’oppressore austriaco milanese .Scevri dall’immaginario collettivo e dalle accettazioni varie di patriottismo mi chiederei comunque …. Oggi Chi potrebbe mai comporre un inno rappresentativo della nostra bandiera e del nostro vivere ? Personalmente la vedo un po’ dura e reputo il Fratelli d’Italia ancora socialmente valido e cantabile da tutti.

  3. In realtà si canta solo la prima strofa e il ritornello che sono abbastanza neutri
    La frase “Schiava di Roma” aveva senso quando si voleva la capitale appunto a Roma e ha senso ancor oggi visto che la capitale è proprio lì.
    Il nostro Paese nasce dal Risorgimento, per cui ha senso scegliere un inno risorgimentale e garibaldino. Una volta che questa marcetta è entrata nelle orecchie la si apprezza anche perchè ormai è legata a momenti gloriosi, unitari e persino quotidiani della nostra storia.

  4. L’inno di Mameli contiene contraddizioni non maggiori di quasi tutti gli altri inni nazionali in Europa. “Deutschland ueber alles” (che anche ora è inno nazionale) parla di una Germania che si estende dall’Adige fino al Memel (fiume in Polonia). Gli olandesi rendono onore “al Re di Spagna” da cui secoli fa dipendevano. Ho letto – tradotto -un articolo su “Allons Enfants” dai contenuti critici non dissimili da questo, ma ho poca dimestichezza con Francia e francesi, perciò non l’ho conservato. Signori schizzinosi a proposito di Mameli (e di Novaro, non dimentichiamolo!) C’è – giustamente -una pietra d’inciampo sul marciapiedi sotto i portici di via P.Micca davanti alla casa dove l’inno fu composto

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