Il Caduto Giorgio Langella è stato ricordato a Diano Marina e a Roccasecca dei Volsci.

Il 26 settembre 2006, in Afghanistan, a Kabul, cadeva quale Vittima del Terrorismo islamico, il Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella.
Da allora sono passati molti anni. 19 anni nei quali abbiamo visto e sentito di tutto. 19 anni in cui politici, militari, Associazioni Combattentistiche e d’Arma hanno fatto (o non fatto) ciò che ritenevano giusto.
Questa mattina a Roccasecca dei Volsci, in provincia di Latina, al Cimitero Urbano, era presente una delegazione del 17 Reggimento Artiglieria Contraerei “Sforzesca” di Sabaudia, e qualche militare del 2 Reggimento Alpini di Cuneo.
Presente il Sindaco di Roccasecca dei Volsci, Barbara Petroni, alcuni membri della Giunta, che da anni onorano Giorgio Langella con la loro sincera presenza.
La vedova del Caduto Langella, Francesca Fabbiano, tiene a ringraziare il Comandante del 17 Reggimento Artiglieria Contraerei “Sforzesca”, Colonnello Nicola Capozzolo, per la vicinanza, la presenza del suo Reggimento e la sincera amicizia che da anni dimostra.
Al contempo si ringrazia il Comandante del 2 Reggimento Alpini, Colonnello Davide Marini, che ha telefonato direttamente dal Libano dove guida la Task Force “ITALBATT” – UNIFIL.
Un sincero ringraziamento anche al Comandante del Distaccamento del 2 Reggimento Alpini, Tenente Colonnello Alberto Beccegato, che sta comandando la Caserma “Ignazio Vian” di Cuneo, e che ha voluto far pervenire alla Vedova Langella una lettera di condoglianze e memoria.
In Piemonte c’è un proverbio che dice: “chi è vivo fa guerra, chi è morto fa terra” che significa che i vivi battagliano, litigano, dibattono, mentre i morti sono lì e ancora grazie se qualcuno si ricorda di loro, almeno una volta l’anno. Bene è quando qualcuno ricorda.

Nel 2024, lo riproponiamo, il Generale di Corpo d’Armata Marcello Bellacicco, ci disse: “Io ricordo che ero in Germania, a Berlino, quel 26 settembre, perché facevo servizio lì e quando mi arrivò la notizia della morte di questi ragazzi – tra l’altro del 2 Reggimento Alpini che io avevo finito di comandare due anni prima – mi colpì moltissimo. Giorgio era di Diano Marina e mi colpì molto l’evento di per se stesso e mi colpì il fatto che c’era un concittadino“.
Riportiamo un pensiero dello scorso anno perché quest’anno nessuno ha avuto voglia o tempo di dire qualcosa.
Purtroppo il ricordo dei Caduti sono in pochi a farlo e siamo sempre ad inseguire uno e l’altro per avere delle dichiarazioni. Nessuno si vuole “infarinare” entrando nel forno della memoria, non fa chic e rende invisi all’Amministrazione Militare.
Grazie al cielo ci sono molti civili che, in modo del tutto disinteressato, senza ambire a medaglie o encomi, ricordano i Caduti e lo fanno con il cuore.
Chi vi scrive cura la Memoria Storica del CMCS Langella da molti anni ed ha potuto constatare come, per chi comanda ed amministra, i Caduti siano più un fastidio che altro.
Anche la città natale di Giorgio Langella, Diano Marina, in Liguria, ha voluto ricordare il concittadino illustre.

Presenti il Sindaco, Cristiano Za Garibaldi, il Vicesindaco, Bruno Manitta, il Consigliere Comunale Gianluca Gramondo, il Comandante della Polizia Locale, una rappresentanza della Guardia Costiera e il Generale Marcello Bellacicco con una delegazione del Gruppo ANA di Diano Marina.
Una prece e una benedizione da parte da don Luca Gabriel, sacerdote della Diocesi di Albenga-Imperia, Parroco di “Sant’Antonio Abate” in Diano Marina ed Assistente Spirituale di “Comunione e Liberazione”.
Anche quest’anno, come già accaduto in passato, nessun contatto e nessuna vicinanza da parte dell’Ordinariato Militare per l’Italia, retto dal neo-nominato Arcivescovo Gian Franco Saba, succeduto a monsignor Santo Marcianò.
Il 19esimo anniversario è passato ed abbiamo aspettato la fine della giornata perché certe cose vanno scritte e dette “a bocce ferme”. La speranza è che il 20esimo anniversario, il 26 settembre 2026, sia più partecipato e maggiormente sentito da quegli italiani che non dimenticano chi ha dato la vita per la propria nazione, nell’adempimento del dovere.

Sei una persona speciale Andrea Elia Rovera, grazie di cuore