Un immigrato, residente in provincia di Cuneo, è stato arrestato dai Carabinieri per furti e violazione del divieto di dimora.
Con cadenza periodica – ma si potrebbe dire quotidiana – siamo a parlare di quella che le persone con un po’ di senso della realtà definiscono “immigrazione criminale”.
Questa sera siamo a parlare dell’ennesimo ladro seriale che era stato punito con la misura assurda, quanto inutile, del divieto di dimora.
Dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Savona ci fanno sapere che “i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile – Sezione Radiomobile della Compagnia di Savona, con l’ausilio dei militari della Stazione di Albisola, hanno tratto in arresto un 26enne sudamericano, residente in provincia di Cuneo e con divieto di dimora nella provincia di Savona”.
Intanto è singolare che in Italia si continui a tollerare un simile florilegio di reati compiuti, guarda caso, da extracomunitari.
I fatti narrano che il sudamericano “ha tentato di rapinare due coniugi lombardi ultra sessantacinquenni, che si trovavano all’interno del proprio camper posteggiato nei pressi dell’area d’imbarco di Vado Ligure, procurando delle lesioni all’uomo”.
Questo tipo di narrazioni è all’ordine del giorno per chi scrive di cronaca ma è incredibile come certa politica cerchi sempre di giustificare chi commette tali nefandezze e minimizzi ogni episodio come sporadico o isolato.
Le cose sono andate per il meglio in quanto “l’intervento dei militari è stato immediato, in modo da porre fine alla condotta criminosa del presunto autore. Una volta condotto presso gli uffici della Compagnia di Savona, dai primi accertamenti emergeva che il soggetto, noto ai militari, era già stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Albenga domenica scorsa, in quanto resosi già responsabile del reato di resistenza a Pubblico Ufficiale dopo essere stato sorpreso in un tentativo di furto all’interno di un’auto e di un’abitazione privata nei pressi di Borgio Verezzi”.
Sempre più convintamente ci chiediamo per quale motivo chi commette furti, rapine, ma, soprattutto, colpisce le Forze dell’Ordine, facendo resistenza a Pubblico Ufficiale, deve stare a piede libero con un mero e inutile “divieto di dimora”.
Possibile che la Magistratura sia così permissiva e accomodante con chi ha preso l’Italia per il “paese del bengodi”?
Le Forze dell’Ordine fanno tutto quello che possono, e ancora di più, ma sempre più frequentemente, sono lasciate sole ed impotenti da una politica che non capisce nulla di sicurezza e una Magistratura che prova troppa empatia verso chi delinque.
La cronaca giudiziaria ci dice che “a seguito di quest’ultimo evento, era stato disposto nei confronti dell’uomo il divieto di dimora nella provincia di Savona. Nella notte appena trascorsa. il soggetto è stato quindi arrestato per la tentata rapina nonché per aver violato il divieto di dimora nella provincia di Savona”.
I Carabinieri, avendo avuto nuovi elementi delittuosi a cui appigliarsi, hanno arrestato l’extracomunitario e lo hanno tradotto “alla Casa Circondariale di Genova Marassi, a disposizione della locale Autorità Giudiziaria”.
Ovviamente, sino a quanto la Magistratura non emetterà una sentenza definitiva, il 26enne sudamericano è da considerarsi presuntamente innocente.
Non si può che ringraziare il personale dell’Arma dei Carabinieri di Savona per quanto fatto e sottolineare che, manco a dirlo, l’arrestato risiedeva nella provincia di Cuneo, uno dei luoghi che più sta degradando grazie a politiche lassiste di una sinistra dilettante e allo sbaraglio.

È non solo singolare, ma proprio scandaloso che più nessuno si stupisca di nulla e tutti subiscano passivamente queste presenze distruttive e assurde. Gli unici ad agire sono i magistrati, che sono ansiosi di difendere i criminali e minimizzare i fatti; per loro è importante che questi riempiano l’Italia. Non oso azzardare una spiegazione, perché io sì che andrei dentro
Carissima Margherita, solo qualche giorno fa avevo fatto un articolo in cui un ladro immigrato aveva ricevuto un divieto di dimora ad Alba, ora a Savona… Cosa serve a fare comprendere ai magistrati che è una misura insulsa e fallace?