Rapporti e testimonianze dall’Onu al Parlamento Europeo. Verifica tramite l’IA
Dopo sudati accordi, ogni volta che Russia e Ucraina effettuano uno scambio di prigionieri le notizie sulla detenzione dei soldati vengono diffuse dalle agenzie di informazione e rimbalzano sul Web. È successo anche dopo l’ultimo scambio avvenuto il 6 giugno scorso e le testimonianze sono raccapriccianti.
Notizie confermate da Danielle Bell, capo della missione Onu in Ucraina, per il controllo dei diritti umani, sui modelli di tortura “diffusa e sistematica” praticata nei confronti dei prigionieri ucraini, venuta alla luce dopo ogni scambio di soldati, inclusi i corpi dei caduti in battaglia.
Le atrocità riguardano sia corpi di soldati deceduti, sia gli strascichi delle sevizie subite dai soldati ucraini rimpatriati. Stando a medici forensi, più salme di soldati ucraini non avevano ferite da combattimento, quanto segni di violenze fisiche subite in vita, fino alla “poltiglia” degli organi interni. I vivi sono stati liberati con lo stesso vissuto celato nel fisico e nell’animo. Dopo il ritorno a casa, in seguito alle torture alcuni sono morti in breve tempo, e non solo.
Testimonianze di reduci ucraini
Toccanti i destini quali quello di Serhii Dobrovolskyi, liberato nello scambio di maggio 2023. Il 21 giugno moriva in seguito al tracollo degli organi interni. Il 16 giugno era toccato a Valery, catturato a Mariupol, usato come sacco da pugili per 39 mesi, aveva fatto in tempo a raccontare ai familiari che aveva resistito pensando a loro, forte di un fisico muscoloso, ma debole in un cognome ingombrante: Zelensky. Omonimia pagata cara dal fante Zelensky, distrutto negli organi interni.
Anche Serhii Dobrovolskyi, dopo essere scampato alla prigionia è morto a fine maggio. Stessa sorte per Dmytro Shapovalov, deceduto pochi giorni dopo il ritorno a casa. Molte le voci su chi, una volta libero è sparato in testa a causa del retaggio fisico e interiore della prigionia. Qualcuno vuole guarire solo per tornare a “regolare i conti”. Protesi per ricomporre gli arti….
Ragazzi con il corpo e la mente sfigurati campano con vodka e cocktail di pasticche. Il marinaio Viladslav Hatsun al parlamento europeo: «venivano picchiati ogni giorno [] aggrediti da cani». E poi, violenze sessuali, disarticolazioni, scosse elettriche, castrazione. Senza distinzione tra civili e militari…
Quando il troppo diventa scomodo da credere
Indagare è un tuffo all’inferno della crudeltà umana. Centinaia di centri di detenzione nel centro di una Siberia senza Dio, regole penitenziarie allucinanti, quali imporre al prigioniero di restare in piedi 16 ore consecutive, con danni permanenti alle articolazioni e alla circolazione.
C’è da non credere, il dubbio chiede spazio. Pagine di crudeltà si susseguono nel Web. Temendo di essere vittima di una manipolazione mediatica chiedo all’intelligenza artificiale.
A metà tra una verifica e un’intervista, occorre cedere al freddo archivio di tutte le cose. Un’opportunità da usare con umana intelligenza artigianale, IA non sa mentire, forse non ancora.
La domanda è semplice: è confermato che nei confronti dei prigionieri ucraini vengono praticate torture sistematiche nei campi di detenzione russi? E viceversa?
L’ IA risponde
Numerose relazioni ufficiali delle Nazioni Unite hanno accertato che le autorità russe hanno sottoposto i soldati ucraini prigionieri a torture sistematiche e diffuse.
✔️ Rapporti delle Nazioni Unite
- Il 26 marzo 2024, la Missione di monitoraggio dei diritti umani in Ucraina (HRMMU) ha pubblicato un rapporto basato su interviste con 60 prigionieri di guerra ucraini recentemente rilasciati. Quasi tutti hanno riferito torture durante la detenzione: percosse ripetute, scosse elettriche, posizioni stressanti della durata fino a minacce di esecuzione e oltre la metà ha denunciato violenza sessuale. Sono state segnalate anche esecuzioni, negazione di cure mediche e contatto familiare.
- In un briefing di ottobre 2024, HRMMU ha riferito che su 174 prigionieri intervistati, 169 hanno descritto abusi gravi e costanti che implicavano anche soffocamento, privazione del sonno, morsi di cane, umiliazioni e violenza sessuale nel 68% dei casi. Gli abusi sono avvenuti in più strutture sia nei territori occupati sia all’interno della Federazione Russa.
- Il Capo dei diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Türk, ha denunciato a ottobre 2024 che questi abusi non erano incidenti isolati, ma rientravano in una pratica “ampia e sistematica”, implicando vari enti statali russi, e integrate da un clima di impunità alimentato da retorica pubblica ostile agli ucraini
- Inoltre, nei tribunali per i diritti umani e da altre fonti ONU è emerso che più del 95% dei prigionieri ucraini catturati in Russia ha subito torture fin dall’interrogatorio iniziale, conclusioni confermate anche da fonti come Ukrinform.
📰 Conferme attraverso testimoni, morti e indagini
- Diversi articoli giornalistici, compresi report dell’Associated Press e del Guardian, documentano decine di decessi di prigionieri ucraini in custodia russa, spesso associati a torture, negligenza medica o condizioni carcerarie estreme. I corpi restituiti spesso erano mutilati, decomposti o con organi mancanti, suggerendo il tentativo di nascondere abusi. In un caso, un soldato è morto a causa di un trauma contusivo addominale non curato, nonostante un certificato di morte interno dichiarasse ictus.
- Il centro di detenzione di Taganrog, ad esempio, è stato identificato come uno dei luoghi dove si verificavano torture sistemiche: elettroshock, fame, percosse, simulazioni di esecuzione, privazione sensoriale e psicologica supervisionata da agenzie statali come l’FSB
📌 In sintesi
- FONTE ONU UFFICIALE: Missione HRMMU e Commissione ONU documentano torture sistematiche, diffuse e ripetute su praticamente la totalità dei prigionieri ucraini catturati
- MODALITÀ: percosse, elettroshock, umiliazioni, privazione di cibo e cura, violenza sessuale, esecuzioni sommarie.
- IMPATTO: oltre 200 decessi confermati in custodia come conseguenza diretta o indiretta di abusi
✅ Conclusione
È documentato e confermato: funzionari e monitor delle Nazioni Unite hanno verificato che quasi tutti i prigionieri di guerra ucraini in custodia russa hanno subito atroci torture. Le evidenze spaziano dalle testimonianze dirette dei sopravvissuti ai risultati delle autopsie, e sono corroborate da rapporti giornalistici indipendenti e agenzie internazionali quali:
A parti invertite, esistono prove documentate che alcuni prigionieri di guerra russi siano stati maltrattati durante la prigionia in Ucraina, in particolare nelle fasi iniziali della cattura o del trasferimento, ma non in modo sistemico come per i prigionieri ucraini in Russia. La situazione non è paragonabile, per gravità e scala, secondo più rapporti di ONU e ONG.
DOCUMENTAZIONE ONU
📄 Fonte: Missione di monitoraggio ONU in Ucraina (HRMMU), ottobre 2024
- Sono stati intervistati 205 prigionieri di guerra russi.
- 104 di loro (oltre il 50%) hanno riferito di aver subito percosse, minacce di morte, scosse elettriche o maltrattamenti.
- Quasi tutti gli abusi sono avvenuti durante la cattura, il trasporto o l’interrogatorio iniziale, cioè prima dell’arrivo nei centri ufficiali di internamento.
- Una volta nei campi gestiti dal Servizio penitenziario statale ucraino, le condizioni sono state generalmente conformi alle Convenzioni di Ginevra.
🔍 CASI E VIDEO DI ABUSI
- Ci sono alcuni video diffusi sui social nel 2022 e 2023, verificati da media internazionali (es. BBC, NYT, Bellingcat), che mostravano maltrattamenti o esecuzioni sommarie di soldati russi da parte di singole unità ucraine.
- Le autorità ucraine hanno riconosciuto alcuni casi, affermando che indagini penali sono state avviate.
Conclusione dell’intelligenza “umana”.
Dalle tante testimonianze risulta anche lo scarso interesse russo allo scambio di prigionieri, unitamente a un reimpiego di reduci e un disinteresse per vittime e prigionieri di mercenari nordcoreani, thailandesi e cubani. Questi e altri segnali indicano l’intenzione del Cremlino di prolungare il conflitto fino all’annientamento dell’esercito ucraino, incurante delle gravi perdite dell’esercito russo. Un programma che contempla gli attacchi alla popolazione civile.
Una strategia di logoramento messa in atto da Mosca che dimostra una frustrazione strategica dopo l’inattesa resistenza dell’Ucraina, data per spacciata in 72 ore. Era il 24 febbraio 2022. Tanto tempo e tanto sangue ormai. Quanto ne dovrà scorrere ancora?

La tortura è quanto di peggio la belva umana possa infliggere ad un altro essere, è orribile.
Inevitabilmente penso ai miliardi di animali che l’uomo tortura e uccide ogni giorno.
in effetti è vero, ma perlopiù è una pratica che salvo casi isolati non è dedicata all’infliggere la maggior sofferenza e soprattutto gli animali non torturano gli animali della propria specie. Gli unici sono gli esseri umani. Sintomatico mistero di origine divina? Chissà
Questi orrori che non vengono mai raccontati … noi li vediamo solo nei film…e sembrano finire lì. Invece sono all’ordine del giorno in tutte le guerre.
Quanta energia impegnata per distruggere e portare dolore…che potrebbe essere utilizzata per costruire cose belle. Chissà se un giorno riusciremo a riconoscerci come una unica umanità?