La Polizia Locale non deve avere il diritto di difendersi e di difendere il cittadino onesto. “Cuneo Possibile” vede nel taser un “risvolto potenzialmente violento”.

Tre settimane fa vi parlammo del fatto che il Comune di Fossano, grazie al fattivo impegno del Sindaco Dario Tallone, “Lega”, ha dotato la Polizia Locale di Taser, in via sperimentale, per permettere agli Agenti di essere più incisivi e di potersi difendere meglio dalle continue e impunite aggressioni cui sono soggetti.
Manco a dirlo, la cosa ha infastidito “Cuneo Possibile”, realtà territoriale che si rifà al partito politico fondato da Giuseppe Civati, detto Pippo, retto da Francesca Druetti, sconosciuto ai più ma impegnato in ideologie perniciose come l’anti-sessismo, i diritti LGBT, l’immigrazione e la concorrenza leale.
Da “Cuneo Possibile” fanno sapere: “Ci piacerebbe però avere anche la possibilità di spiegare in parole semplici al primo cittadino fossanese la differenza esistente tra due concetti che nella nostra lingua, pur con significati molto diversi, vengono definiti ‘sicurezza’. E in questo l’inglese ci viene in aiuto: basta infatti aprire un dizionario anglosassone e leggere attentamente le definizioni di ‘security’ e di ‘safety’”.
E’ straordinariamente bello vedere come a Sinistra sentano sempre il bisogno di insegnare qualcosa a qualcuno. Tutte le volte che i “civatiani” aprono bocca lo fanno per dare lezioncine su qualcosa.
Peccato poi constatare che i “maestrini” di “Possibile” abbiano 0 seggi su 400 alla Camera, 0 seggi su 200 al Senato, 0 seggi su 76 all’Europarlamento, 1 seggio su 896 nei Consigli Regionali. Tanto sapienti quanto inconcludenti ma, d’altronde, sono i figli politici di Pippo Civati, quello che sbatté la porta uscendo dal “Partito Democratico”, lasciando un vuoto di cui nessuno si è accorto.
Probabilmente per questo senso di inferiorità si sentono in dovere di spargere il loro livore contro il Sindaco Tallone e di dire che “con una Polizia Locale dotata di taser, la sicurezza “safety” dei fossanesi, aumenta o diminuisce? La risposta è scontata”.
L’unica cosa davvero scontata è la notevole incapacità di capire il crescere della criminalità, per lo più annidata nella comunità immigrata irregolare presente in Granda.

Anche per questo da “Cuneo Possibile” se la prendono con l’avvocato Noemi Mallone, Consigliere Comunale di “Fratelli d’Italia” a Cuneo, che sta “chiedendo all’Amministrazione del Capoluogo se le forze di polizia locali intendano dotarsi di taser”.
Secondo i figli politici del non pervenuto Pippo Civati, “fa tutto parte della fame securitaria delle Destre di oggi, propagandistica, urlata, miope, dai risvolti potenzialmente violenti”. Sarebbe bello e importante che i “possibilisti” spiegassero in che modo vi sarebbero “risvolti potenzialmente violenti”.
Ma nulla, i “civatiani” insistono con la loro sterile e fiacca demagogia: “è proprio logico, ma potremmo dire corretto, opportuno, financo regolare, che lo sforzo per l’efficientamento del corpo di polizia municipale debba andare nella direzione di un’implementazione dell’armamento d’ordinanza, e non invece nell’implementazione della mera dotazione organica?”.

Il problema del sottorganico nei Comandi della Polizia Locale è noto e diffuso. Anche il Comune di Cuneo ha meno Agenti di quelli che dovrebbe avere. Ciò non toglie che i pochi Agenti che si hanno debbano potersi difendere ed avere un equipaggiamento atto a “portare a casa la pelle”.
I signori di “Cuneo Possibile” dovrebbero sapere, visto che annoverano fra le loro fila l’onnipresente Consigliere Regionale Giulia Marro, che molti Agenti della Polizia Locale, a Cuneo, sono stati vittime di aggressioni, anche gravi, da parte degli immigrati che ammorbano la zona di Cuneo Centro, Corso Giolitti, Quadrilatero e Movicentro.
Se il personale alle dipendenze del Comandante della Polizia Locale di Cuneo, Commissario Davide Bernardi, avesse avuto il Taser in dotazione, probabilmente, sarebbe riuscito a rendere inoffensivi i violenti e aggressivi immigrati, senza riportare infortuni e contusioni.
Eppure i “possibilisti” chiosano spiegando ai comuni mortali che “nessuna legge obbliga (ancora) a dotarsi dei micidiali taser, mentre ci risulta che la normativa regionale del Piemonte, per la precisione l’articolo 1 della L.R. 57/1991, determini con una certa precisione il numero minimo di addetti che ogni Amministrazione dovrebbe avere in organico in Polizia Municipale (uno ogni mille abitanti), e ci risulta che Fossano si discosti in difetto da questa soglia”.

Tutto vero, per carità, ma non facciano i “finti tonti” dalle parti di “Cuneo Possibile” e ricordino che – quando il Questore Emanuele Ricifari fece operazioni “ad hoc” per liberare la Granda dai “banditi” – fu proprio la Sinistra più estrema a protestare contro un abbondare di pattuglie e Agenti in divisa nelle zone di maggior criticità.
Non si vogliono le pattuglie, non si vogliono gli Agenti di Polizia Locale, Polizia di Stato e i Carabinieri, non si vogliono i Taser, … si vuole forse tornare al costoso, inutile e pagliaccesco “Progetto La.B.O.A.” realizzato da educatori professionali e cooperative sociali che di sicurezza conoscono solo l’uscita?
Incredibile a dirsi ma al peggio non c’è mai fine.
Abbiamo atteso qualche giorno per fare un’analisi della posizione di “Cuneo Possibile” perché, prima, abbiamo voluto sentire alcuni cittadini fossanesi che, non solo sono allineati con la scelta del Sindaco Tallone, ma non hanno manco idea di chi siano gli attivisti di “Cuneo Possibile” e, fra loro, quasi nessuno, conosce Pippo Civati e le sue “grandi” battaglie politiche.

Il taser violento? È più violento per i cittadini il sistema di riempire le città di delinquenti che arrivano da chissà dove con il solo scopo di farsi mantenere e dí approfittare di tutto e di tutti, comprese le giovani ragazze da stuprare