Fares Bouzidi, l’autista del TMax sul quale è morto Ramy Elgaml, ha ricevuto la prima condanna a due anni e otto mesi.
Dopo diverso tempo, ma comunque con una tempistica consona, il Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP) di Milano, Fabrizio Filice, ha emesso una condanna a due anni e otto mesi per Fares Bouzidi, l’immigrato alla guida del TMax che il 24 novembre 2024 aveva posto in essere una guida spericolata nel centro di Milano, tentando di seminare le gazzelle dell’Arma dei Carabinieri.
Mesi di retorica, accuse ai militari dell’Arma, e ora?
Il dottor Filice ha stabilito di accettare le richieste avanzategli dai Sostituti Procuratori di Milano, Giancarla Serafini e Marco Cirigliano, accogliendo l’ipotesi di reato di “resistenza aggravata a pubblico ufficiale”.
Oltre a questo ha disposto che Fares Bouzidi deve risarcire ciascuno dei sei carabinieri, costituitisi parte civile nel processo, con duemila euro.
Una sentenza interessante che verrà meglio compresa fra 90 giorni quando il GUP Fabrizio Filice depositerà le motivazioni.
Gli avvocati Marco Romagnoli e Debora Piazza hanno così commentato: “È una sentenza che ci delude perché riteniamo che la pena sia stata troppo elevata rispetto a quella che è la realtà dei fatti contestati. Le sentenze non si commentano, ma si impugnano quindi aspettiamo le motivazioni per le quali il giudice si è preso 90 giorni. Solo dopo valuteremo i profili di impugnazione in appello”.
Bouzidi pare essere sollevato visto che i suoi avvocati gli hanno “spiegato che non è una sentenza definitiva e che aspettiamo le motivazioni”.
Ciò che lascia l’amaro in bocca a moltissimi italiani è il fatto che – come riporta l’“adnkronos” – “Fares e un carabiniere alla guida di una (delle tre) auto sono indagati per omicidio stradale, altri militari devono invece rispondere di favoreggiamento e depistaggio per aver fatto cancellare un video, girato con il cellulare, a un testimone che riprende la fase finale dello scontro”.
Queste ultime sono tutte ipotesi accusatorie che andranno vagliate e dipanate all’interno del processo dibattimentale.
Il fatto che i Carabinieri devono subire continui attacchi, ricevere miriadi di avvisi di garanzia, moltitudini di iscrizioni nel registro degli indagati, … solo per aver svolto il proprio dovere ed aver espletato la funzione che gli è affidata, ha dell’incredibile.
La speranza è che il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, con la collaborazione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, mettano finalmente mano ai codici procedurali e aiutino chi indossa una divisa a poter svolgere il proprio lavoro.
Mettere sullo stesso piano Fares Bouzidi – colui che ha adottato una guida quanto mai pericolosa nel centro di Milano, non si è fermato all’“alt” delle Forze dell’Ordine, si è schiantato contro il palo semaforico causando la morte dell’immigrato Ramy Elgaml – e i Carabinieri che hanno fatto solo e soltanto il loro lavoro è inconcepibile.
Che fine ha fatto lo “Stato di diritto”?
