La notizia rimbalza sui mass media, accomunati da una riesumata news di 470 anni fa
La profezia di Nostradamus relativa a un terremoto che dovrebbe colpire l’area partenopea sta circolando uguale a se stessa su tutte le testate.
Si presume che presto sparirà, ma in effetti è un accostamento d’attualità, durante questo periodo di agitazione delle profondità, dapprima greche, quindi italiche, con particolare attenzione all’area dei Campi Flegrei, e ultimamente con la violenta eruzione dell’Etna che solo per un caso fortunato non ha fatto strage di incauti turisti.
Sebbene sembri che non vi siano relazioni tra questi ultimi eventi e il pericolo latente dei Campi Flegrei, le profezie dell’astrologo Michel de Nostradamus, il veggente francese del ‘500, celebre per le sue enigmatiche quartine, in questo caso sono tornate ad essere esame di interesse e di audience.
Pur sibilline, le visioni di Nostradamus hanno un senso piuttosto sinistro. La profezia in questione è contenuta nell’opera del 1555 Les Prophéties, in cui Nostradamus riferisce di «una grande città nuova» e di un periodo in cui «il sole venti del Toro» sarà accompagnato da un violento terremoto a 40,5° di latitudine. E non solo.
I riferimenti ci sono tutti, poiché Napoli proviene dal greco “Nea Polis”, che significa appunto: città nuova. Tale appellativo perché, avendo i greci fondato il primo insediamento nel V secolo a.C, intitolato a Partenope (Peapolils), la città venne dapprima abbandonata, poi ricostruita infine, più volte sovrapposta da nuovi insediamenti che ne hanno disegnato l’urbanistica, e che la caratterizza financo ai giorni nostri.
Nella fattispecie, le quartine in esame sono due:
- “Sol vingt de Taurus û fort terre trembler, Le grand théâtre remply ruinera, L’air ciel & terre obscurcir e troubler, Lors l’infidelle Dieu e faincts voguera”. (Il Sole venti del Toro in cui la terra tremerà forte. Il grande teatro pieno cadrà in rovina, l’aria, il cielo e la terra si oscureranno e traballeranno, quando l’infedele Dio e i santi chiamerà).
- “Cinq e quarante degrez ciel bruflera, Feu approcher de la grand’ cité neuve, Inïtant grand flamme efparfe fautera Quand on voudra des Normans faire preuve”. (Cinque e quaranta gradi il cielo brucerà, Il fuoco si avvicinerà alla grande città nuova, Un’improvvisa grande fiamma si diffonderà Quando si vorrà mettere alla prova i Normanni).
Dunque, stando ai versetti l’evento dovrebbe cadere sotto il segno del Toro, e in effetti l’attività tellurica dei Campi Flegrei si è accentuata nel mese di maggio. Anche se l’anno non è precisato, la latitudine di 40,5° coincide del tutto con Napoli, mentre il riferimento al teatro, all’infedele Dio e ai normanni, coincidono con l’invasione di questi popoli nordici che conquistarono il sud dell’Italia nell’XI e XII secolo, ivi insediandosi.
Soffermandosi dunque sulle previsioni del veggente, l’ipotesi di un collegamento con l’effettiva esistenza del temibile super vulcano che borbotta ai Campi Flegrei, sito a pochi km da Napoli, lascia spazio ai pessimisti, anche perché l’area, sempre monitorata, presenta novità che alimentano la suggestione.
Nuove scoperte sui fondali nel Tirreno meridionale
Studi di tipo magnetico effettuati nell’area vulcanica della catena sommersa del Palinuro, e del nuovo mega vulcano Marsili compresi tra Ischia e l’arcipelago delle isole Eolie, già anticipati il 3 maggio 2025 da questa testata nel seguente, più completo articolo: https://civico20-news.it/cronaca/forte-scossa-nel-tirreno-meridionale-lindiziato-e-il-mostruoso-marsili/01/03/2025/, hanno rivelato l’esistenza di altre strutture finora sconosciute, tra cui i resti di una antica caldera e una vasta frana sottomarina.
Lo studio, condotto dai ricercatori dell’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e da quelli dell’istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è stato pubblicato sulla rivista Geomorphologiy, con l’implicito benestare di Michel de Nostradamus.
L’autore del pezzo si diletta immaginandolo a sussurrarci da qualche girone dantesco: «io ve lo avevo detto e pure ben descritto!».
Altre fonti: TuttoGolfo.it
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