Di Alessandro Mella
Ricostituito nel 1993 dopo una lunga assenza, il 3° reggimento alpini fu senz’altro uno dei più ricchi di storia, memoria ed eroi e divenne celebre quando, il 16 giugno 1915, si rese protagonista della presa del Monte Nero, sottratto agli austriaci.
Ancora viventi molti reduci dell’allora disciolto reggimento, nel furore emotivo delle celebrazioni del centenario della proclamazione del Regno d’Italia, gli alpini iniziarono una sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari a edificare un monumento che rendesse onore al glorioso reparto e ne tutelasse la memoria. Certamente i contributi non mancarono, anzi giunsero numerosissimi così da rendere possibile dar rapidamente concretezza ai progetti dello scultore Emilio Musso:
Gli alpini inaugurano il monumento al «Terzo». Nel giardino roccioso del Valentino inaugura domani alle 11 il monumento dedicato al «Terzo Alpini», un reggimento famoso che per 52 anni ebbe sede nella nostra città. Alla cerimonia parteciperanno «penne nere» della disciolta formazione provenienti dalle valli di Lanzo, Susa, Chisone e Pellice; alpini dell’Astigiano, piacentini e perfino toscani di Massa perché fin laggiù arrivava l’area di reclutamento del «Terzo». Il monumento, opera dello scultore Emilio Musso, rappresenta una vigorosa figura bronzea di alpino di guardia, alta due metri e mezzo. (1)

L’inaugurazione venne organizzata dalla sezione di Torino dell’Associazione Nazionale Alpini, principale promotrice dell’iniziativa, il 17 giugno 1962 proprio per ricordare anche quell’epopea straordinaria risalente alla Grande Guerra:
La statua del «3° Alpini» inaugurata al Valentino. Il «3 alpini» è stato rievocato ieri da alcune migliaia di penne nere convenute nella nostra città da buona parte del Piemonte per inaugurare i1 monumento dedicato al glorioso reggimento scomparso. Il corteo, con in testa la fanfara del «quarto», da corso Cairoli, punto di adunata, ha raggiunto i1 giardino roccioso del Valentino dove sorge la statua di bronzo che ricorda i1 reggimento torinese. Il cappellano mons. Antonietti ha celebrato la Messa al campo, poi ha benedetto il monumento. Due «veci» del battaglione Exilles, (84.a compagnia) che i1 16 giugno 1915 conquistarono il Monte Nero, hanno scoperto il monumento mentre il coro cantava sottovoce la «Canzone del Monte Nero».

Erano presenti il Prefetto dott. Migliore, i1 vice Sindaco prof. Jone, l’assessore provinciale Actis in rappresentanza del Presidente della Provincia, il gen. Torsiello, comandante la Regione militare N. O., il gen. Scotti, consigliere militare del Presidente della Repubblica, parecchi alti ufficiali, le medaglie d’oro Rivoir, Ponsibio, Tua e don Brevi. Ha pronunciato il discorso ufficiale il gen. Emilio Faldella, già comandante del «terzo», rievocando le cento battaglie dalla campagna Libica dal 1912 alla prima guerra mondiale, e via via sino all’ultimo conflitto che vide il «terzo» in Albania, sul Montenegro, nelle nostre Alpi e in Russia. (2)
La statua bronzea mostra un alpino con il tipico copricapo sotto al quale è calzato il passamontagna per i climi rigidi. Il combattente indossa il pastrano con le manopole che nascondono le mani stringenti il moschetto modello 1891. Buffetterie, fasce mollettiere e scarponi da montagna completano la suggestiva immagine. Sul basamento il riferimento al reggimento ed ai suoi reparti tra cui il celeberrimo Exilles protagonista dei fatti di Montenero nel 1915.

Nel 2008 gli alpini torinesi chiesero, in vista dei prossimi festeggiamenti per “Italia 150” dell’anno 2011, il trasferimento dell’opera in una posizione più centrale rispetto al giardino roccioso in cui sorge ed a cui concorre a dare il nome. (3) Si riteneva, infatti, che la posizione fosse troppo isolata e rischiasse di sottrarlo all’attenzione ed all’omaggio dei molti turisti che si prevedevano tanto più che il capoluogo sabaudo sarebbe stato la città ospitante la consueta “adunata alpina”.
La proposta, tuttavia, non ebbe seguito ed ancora oggi il monumento sorge dove i suoi creatori vollero collocarlo ed ancora oggi esso è sede di momenti toccanti di ricordo e commemorazione.
Alessandro Mella
NOTE
1) La Stampa, 143, Anno XCIV, 16 giugno 1962, p. 2.
2) La Stampa Sera, 144, Anno XCIV, 18 giugno 1962, p. 2.
3) Ciao Pais – Periodico della Sezione di Torino dell’Ass. Naz. Alpini, 5, settembre-ottobre 2008, p. 1.
